Profumo - Storia di un assassino (Perfume: the story of a murderer)
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Genere  Drammatico, Thriller
Paese  Germania, Francia, Spagna
Anno  2006
Durata  147 min
Regista  Tom Tykwer
Attori  Dustin Hoffman, Alan Rickman, Ben Whishaw, Corinna Harfouch, Rachel Hurd-Wood, Paul Berrondo
Ubicazione  File
Descrizione  L'handicap di nascere privo del senso dell'olfatto, in realtà si rivela per il trovatello Jean-Baptiste Grenouille, la sua grande fortuna, infatti, piano piano ne sviluppa una forma sensibilissima che gli permetterà di realizzare i profumi più rinomati del mondo. Non contento dei successi ottenuti però, Grenouille, cercherà di ottenere un profumo "divino".
Commento  E' sempre difficile trasportare un romanzo sul grande schermo, alcune volte è impossibile.
Questo sembrava il caso di "Profumo" di Patrick Süskind, sia per il tipo di narrazione, basata principalmente sulle sensazioni olfattive del protagonista, sia per l'intransigenza dell'autore a cederne i diritti. Il progetto aveva, comunque, interessato più di un regista, tra cui Martin Scorsese e Stanley Kubrick, ma solo nel 2001 Süskind concede la liberatoria e il film viene affidato alla regia di Tom Tykwer.
Ambientato nella Francia di metà diciottesimo secolo, "Profumo", narra la vita di "una tra le figure più geniali e scellerate di quell'epoca", quella di Jean Baptiste Grenouille. Nato nel luogo più puzzolente di Parigi, rifiutato dalla madre fin dalla nascita, vive in condizioni di estrema miseria e povertà. A sostenerlo, un dono unico, un olfatto finissimo e una memoria olfattiva fuori dal comune, che gli permette di catalogare qualsiasi odore lui senta.
Con testardaggine e pervicacia, egli decide di mettere a frutto questa qualità nel campo dei profumi. Dopo un primo apprendistato a Parigi si sposta a Grasse, per perfezionare la sua arte, ma durante il viaggio si ritira, in una grotta sul massiccio dell'Auvergne, in completo isolamento dal mondo e dai suoi odori. In questo periodo, il protagonista raggiunge progressivamente la consapevolezza che lui solo non ha odore e decide di creare un profumo che arrivi al cuore delle persone e le domini. Per realizzare il suo progetto non si farà scrupolo di uccidere creature viventi ed esseri umani indifesi per poterne estrarre l'essenza odorosa.
Ma il suo operare non può essere considerato malvagio.
Grenouille non prova nessun sentimento umano, non prova né gioia, né dolore, non ha bisogno né di amore, né di comunicare con il prossimo. In un certo senso non appartiene nemmeno al mondo in cui agisce, l'assenza di odore in un contesto in cui tutto ha un profumo, ed è da questo univocamente definito, lo pone completamente al di fuori della realtà. Ma in virtù della sua straordinaria abilità, è come un dio, un dio cinico e sprezzante.
Nel trasportare sul grande schermo la vita di Grenouille, Tom Tykwer deve fare un uso massiccio della voce fuori campo, che racconta il contesto e i sentimenti che muovono il protagonista, quasi muto. Nelle parti iniziali abbiamo una ricostruzione attenta e precisa della realtà, con scene molto forti e disturbanti, che ben rendono l'ambiente abbietto nel quale nasce e cresce Grenouille.

La voce della luna (La voce della luna)
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Genere  Drammatico
Paese  Italia/Francia
Anno  1989
Durata  118 min
Regista  Federico Fellini
Attori  Roberto Benigni, Paolo Villaggio, Nadia Ottaviani, Marisa Tomasi, Angelo Orlando, Sim, Syusy Blady, Dario Ghirardi
Ubicazione  File
Descrizione  Ivo Salvini, uscito dal manicomio va in giro per una immaginaria pianura padana, dove si imbatte in un pozzo dal quale esce una voce, la voce della luna.
Commento  

Il Colore Dei Soldi (The Color Of Money)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1986
Durata  117 min
Regista  Martin Scorsese
Attori  Paul Newman, Tom Cruise, Mary Elizabeth Mastrantonio, Helen Shaver, John Turturro, Forest Whitaker, Bill Cobbs, Robert Agins, Alvin Anastasia, Elizabeth Bracco, Vito D'Ambrosio
Ubicazione  File
Descrizione  Eddie Felson commercia in liquori, ma fino a venti anni prima al biliardo come lui ce n'erano pochi. Da allora non ha più impugnato la sua amatissima stecca. Una sera, in una fumosa sala da gioco, individua in Vincent Lauria un giovane un po' spaccone dalle qualità eccezionali. Vincent gira gli Stati Uniti con Carmen, la sua ragazza, vince con allegria, ma è troppo impetuoso e gli mancano riflessività e certe malizie. I due fanno un accordo: gireranno da quel momento insieme da una località all'altra ed Eddie provvederà a tutta l'organizzazione, riservandosi il 60% delle vincite del ragazzo.
Commento  romanzo "Lo spaccone" di Walter Tevis (ed. Sperling & Kupfer, 1987)
"Una bella sfida fra la vecchia scuola di Paul Newman e il giovane Tom Cruise mediata dal regista Martin Scorsese". ('Tv Sorrisi e canzoni')
"Non è un bellissimo film ma è un film di successo. Con la sua adolescenziale e esuberante arroganza da Bruce Lee della stecca Tom Cruise è perfetto ma, come eccitato dal confronto, Newman trova un'infallibile grinta". (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')
"Una grande interpretazione di Paul Newman, che riprende il personaggio di Eddie Felson a venticinque anni di distanza da "Lo spaccone" di Robert Rossen. L'Oscar che avrebbe meritato ieri gli è stato assegnato oggi. Anche il film è meno grande del precedente, con il moralismo di Scorsese sempre in agguato e un confronto generazionale abbastanza prevedibile. Comunque, un film di buona scuola". (Francesco Mininni. 'Magazine italiano tv')
Note:
- SEGUITO IDEALE DE "LO SPACCONE" DEL 1961.
- OSCAR 1986 PER MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA A PAUL NEWMAN. ALTRE CANDIDATURE: MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (MARY ELIZABETH MASTRANTONIO), SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E SCENOGRAFIA.

Lo Spaccone (The Hustler)
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Genere  Drammatico
Paese  Usa
Anno  1961
Durata  140 min
Regista  Robert Rossen
Attori  Paul Newman, Jackie Gleason, Piper Laurie, George C. Scott, Myron McCormick, Murray Hamilton, Michael Constantine, Clifford A. Pellow, Jake LaMotta, Gordon B. Clarke, Alexander Rose, Carolyn Coates, Stefan Gierasch, Vincent Gardenia
Ubicazione  File
Descrizione  Eddie Felson è un giovane dal carattere violento e orgoglioso. Dall'età di sedici anni ha scelto la sua carriera: quella del "campione" di biliardo.
Commento  romanzo omonimo di Walter Tevis (ed Minimum Fax, 2008)
"Avvincente e crudele dramma psicologico in bianco e nero del dimenticato Robert Rossen, che descrive come meglio non si potrebbe lo squallido mondo dei giocatori di biliardo, disposti a vendersi la donna e pure l'anima per amore del rischio. Grande Paul Newman, eccezionale George C. Scott, strepitoso Jackie Gleason". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 luglio 2001)
Note:
- OSCAR 1962 PER MIGLIOR FOTOGRAFIA E SCENOGRAFIA (IN BIANCO E NERO). ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, ATTORE E ATTRICE PROTAGONISTI, ATTORE NON PROTAGONISTA (JACKIE GLEASON, GEORGE C. SCOTT).

- NEL 1986 PAUL NEWMAN RIPRENDE IL PERSONAGGIO DI EDDIE FELSON IN "IL COLORE DEI SOLDI" (REGIA DI MARTIN SCORSESE) CON TOM CRUISE.

Snowden (Snowden)
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Genere  Thriller, Drammatico, Biografico
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  134 min
Regista  Oliver Stone
Attori  Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Scott Eastwood, Melissa Leo, Nicolas Cage, Tom Wilkinson, Timothy Olyphant, Zachary Quinto, Ben Schnetzer, Rhys Ifans, Joely Richardson, Jaymes Butler
Ubicazione  File
Descrizione  Nel 2013 Edward Snowden lascia con discrezione il suo impiego alla National Security Agency e vola ad Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald e Ewen MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti. Consulente esperto di informatica, legato da un impegno di massima segretezza, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani. Disilluso rispetto al suo lavoro nel mondo dell'intelligence, Snowden raccoglie meticolosamente centinaia di migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto. Lasciando la donna che ama, Lindsay Mills, Ed trova il coraggio di agire spinto dai principi in cui crede. Snowden racconta in modo inedito la storia di Edward Snowden, analizzando le motivazioni che hanno trasformato un giovane patriota ansioso di servire il suo Paese in uno storico delatore, e ponendo domande provocatorie riguardo a quali libertà saremmo disposti a rinunciare per consentire ai nostri governi di proteggerci.
Commento  

L'amore bugiardo - Gone girl (Gone Girl)
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Genere  Drammatico, Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  149 min
Regista  David Fincher
Attori  Rosamund Pike, Ben Affleck, Missi Pyle, Sela Ward, Neil Patrick Harris, Scoot McNairy, Carrie Coon, Boyd Holbrook, Emily Ratajkowski, Kim Dickens, Tyler Perry
Ubicazione  File
Descrizione  Tratto dall'imperdibile e avvincente bestseller omonimo, L'amore bugiardo - Gone Girl del regista David Fincher è un viaggio convulso attraverso la moderna cultura dei media e lungo le profonde, oscure linee di frattura di un matrimonio americano, con tutte le sue false promesse, gli inganni inevitabili e l'umorismo cupo.
Al centro della storia troviamo l'ex scrittore newyorkese Nick Dunne e la moglie ed ex ragazza dei suoi desideri Amy, che cercano di sbarcare il lunario nel Midwest americano in piena recessione. La loro storia traccia la sinuosa silhouette della vita di una coppia contemporanea felicemente sposata. Ma il giorno del quinto anniversario di matrimonio, Amy scompare e quella silhouette si sgretola in un labirinto di crepe. Nick, avvolto in una nebbia di comportamenti ambigui, diventa il principale indiziato, mentre la ricerca di Amy segue il suo corso in una crescente frenesia mediatica, davanti agli occhi di un mondo assetato di rivelazioni.
Commento  

Ricomincio da tre (Ricomincio da tre)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1981
Durata  109 min
Regista  Massimo Troisi
Attori  Massimo Troisi, Lello Arena, Fiorenza Marchegiani, Marco Messeri, Cloris Brosca, Laura Nucci, Renato Scarpa, Michele Mirabella, Lino Troisi, Patrizio Rispo, Deddi Savagnone, Marina Pagano
Ubicazione  File
Descrizione  San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli. Gaetano, un giovane tranquillo e un po’ ingenuo, vive ancora con tutta la sua famiglia. Dopo averlo annunciato in numerose occasioni, finalmente si decide a fare il grande passo: si trasferirà a Firenze dalla zia. Attenzione però, lui non è un emigrante, è solo un viaggiatore!
Commento  

Proprio lui? (Why Him?)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  111 min
Regista  John Hamburg
Attori  James Franco, Zoey Deutch, Bryan Cranston, Adam Devine, Megan Mullally, Keegan Michael Key, Casey Wilson, Andrew Rannells, Griffin Gluck
Ubicazione  File
Descrizione  Ned Fleming, un padre adorabile ed estremamente protettivo, decide di trascorrere le vacanze in California per andare a trovare sua figlia Stephanie che si è trasferita a Stanford. Ned ancora non sa che sta per vivere
un incubo: sua figlia infatti si è fidanzata con Laird Mayhew un milionario di Silicon Valley, un uomo gentile ma socialmente impresentabile. Laird non ha filtri e per questo motivo Ned lo ritiene un compagno del tutto inadeguato alla sua adorata Stephanie. Ned, che incarna i valori più tradizionali del Midwest, si sente totalmente a disagio nel sofisticato mondo tecnologico di Laird, e va nel panico quando si rende conto che Laird intende sposare sua figlia.
Commento  

Qualcuno volò sul nido del cuculo (One flew over the cuckoo's nest)
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Genere  Drammatico
Paese  Usa
Anno  1975
Durata  134 min
Regista  Milos Forman
Attori  Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Michael Berryman, Peter Brocco, Dean R. Brooks, Danny DeVito.
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Descrizione  Quando l'indomabile teppistello Randle P. McMurphy (Jack Nicholson) arriva all'ospedale psichiatrico di Stato, il suo contagioso senso di ribellione scuote la routine. Comincia a combattere una guerra sottile e sotterranea contro la gelida infermiera Ratched (Louise Fletcher). La posta in gioco è il destino dei pazienti del reparto.
Commento  La storia di un gruppo di pazienti di un manicomio diventa una straordinaria metafora dell'individualismo e della vita.
Questo emozionante adattamento del bestseller di Ken Kesey nel 1975 fece incetta di tutti e cinque i principali premi Oscar®: miglior film (prodotto da Saul Zaentz e Michael Douglas), miglior attore (Nicholson), miglior attrice (la Fletcher), miglior regia (Milos Forman) e miglior sceneggiatura non originale (Lawrence Hauben e Bo Goldman). Crudo, intenso e interpretato da un cast meraviglioso che comprende Brad Dourif, Danny DeVito e Christopher Lloyd al suo debutto sul grande schermo, è un film indimenticabile.

Qualcosa è cambiato (As good as it gets)
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Genere  Commedia/Drammatico
Paese  Usa
Anno  1997
Durata  138 min
Regista  James L. Brooks
Attori  Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear, Cuba Gooding Jr.
Ubicazione  File
Descrizione  Il tre volte premio Oscar Jack Nicholson interpreta Melvin Udall, uno scrittore di romanzi rosa che soffre di disturbi ossessivo-compulsivi. La sua routine quotidiana viene sconvolta quando, nel ristorante che frequenta, l'unica cameriera che lo sopporta, Carol Connelly (Helen Hunt), si assenta dal lavoro per prendersi cura del figlio, affetto da asma cronica. Inizialmente spinto dal bisogno di riavere la sua routine quotidiana, Melvin si offre di aiutarla. Ma la gratitudine trascina Carol nella vita caotica dello strambo misantropo. Anche il vicino di casa Simon (Greg Kinnear), un artista in convalescenza, e il suo cagnolino Verdell entrano nella vita di Melvin e, a quel punto, Carol e Simon iniziano a scoprire cose su loro stessi che non si sarebbero mai aspettati.
Commento  

Provaci Ancora, Sam (Play It Again, Sam)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1972
Durata  90 min
Regista  Herbert Ross
Attori  Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Jerry Lacy, Susan Anspach
Ubicazione  File
Descrizione  Sam, critico cinematografico appassionato di Humphrey Bogart, è abbandonato dalla moglie. Una coppia di amici lo vorrebbe aiutare a uscire dalla crisi, ma Sam è pieno di complessi e per di più è completamente imbranato. Seguendo i consigli del fantasma di Bogart tenta di conquistare l'unica donna che gli sta veramente a cuore. Il titolo del film allude alla celebre fase - Play It Again Sam - che Ingrid Bergman dice al pianista nero in "Casablanca" quando gli chiede di suonare ancora una volta "As Time Goes by".
Commento  "Perfetto nei dailoghi, brillante e senza mai un momento di stanchezza, Provaci ancora Sam è un piccolo capolavoro. Come hanno visto molti critici, è un film che sembra diretto dallo stesso Woody Allen. Come Sam, Allen è sensazionale nell'esprimere la sua goffagine, i suoi tic, i suoi contorcimenti da intellettuale piccolo, nevrotico, bugiardo, infelice. (...) La bella, raffinata e bravissima Diane Keaton è indimenticabile nel ruolo della moglie infedele. (...) Nella commedia teatrale il protagonista si chiamava, ironicamente, Allan Felix." (Rita Tripodi, "L'Espresso")

Tutto Quello Che Avreste Voluto Sapere Sul Sesso Ma Non Avete Mai Osato Chiedere (Everything You Always Wanted To Know About Sex But Were Afraid To Ask)
Genere  Commedia, Fantasy
Paese  Usa
Anno  1972
Durata  89 min
Regista  Woody Allen
Attori  Woody Allen, John Carradine, Lou Jacobi, Louise Lasser, Anthony Quayle, Tony Randall, Lynn Redgrave, Burt Reynolds, Gene Wilder, Jack Barry, Elaine Giftos, Erin Fleming, Tony Holt, Robert Q. Lewis, Heather MacRae, Pamela Kellino Pamela Mason, Sidney Miller, Regis Philbin, Titos Vandis, Stanley Adams, Oscar Beregi, Alan Caillou, Dort Clark, Geoffrey Holder, Jay Robinson, Ref Sanchez, Don Chuy, Baruch Lumet, Tom Mack, Robert Walden, H.E. West, William Beckley.
Ubicazione  File
Descrizione  Nei primi anni '70, il dottor David Reuben scrisse un serissimo manuale di educazione sessuale diventato un best-seller. Di fronte a questa epopea della didattica erotica, Woody Allen ha deciso di adattare libro per lo schermo, che è stato suddiviso in una serie di singoli 'episodi tematici,' come: "Gli afrodisiaci funzionano? (episodio che ha un tono shakespeariano classico), 'Che cos'è la sodomia?', 'Perché alcune donne faticano a raggiungere l'orgasmo,' 'I travestiti sono omosessuali?' e il gran finale: 'Cosa succede durante l'eiaculazione?', in cui Tony Randall è un operaio della banca del seme interna al corpo umano che invia in missione Woody, Sperma n.2 - una posizione eccellente - ma il trionfante Woody si trova di fronte a diaframma da 100 metri!... Nel cast anche John Carradine, Burt Reynolds, Lynn Redgrave e Regis Philbin.
Commento  "Satira della sessuomania, il film alterna brani di sicuro effetto comico ad altri in cui l'umorismo si disperde in divagazioni di poco conto o resta nei limiti della battura più o meno 'fulminante'. (...)"

Signore E Signori, Buonanotte ()
Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1976
Durata  118 min
Regista  Ettore Scola Mario Monicelli Luigi Comencini Luigi Magni Nanni Loy
Attori  Marcello Mastroianni, Monica Guerritore, Lucrezia Love, Vittorio Gassman, Eros Pagni, Camillo Milli, Carlo Croccolo, Angelo Pellegrino, Gianfranco Barra, Franco Angrisano, Andrea Bosic, Gabriella Farinon, Paolo Villaggio, Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Senta Berger, Renzo Marignano, Franco Diogene, Giovannella Grifeo, Carlo Bagno, Nino Manfredi, Mario Scaccia, Andréa Ferréol, Sergio Graziani, Franco Scandurra, Felice Andreasi, Luigi Uzzo
Ubicazione  File
Descrizione  Su un immaginario TG3, che ha come conduttore Paolo Fiume, vanno in onda: il servizio sul sequestro di Gianni Agnelli che impone ai propri operai il pagamento di un riscatto di 25 miliardi, l'intervista con un ministro corrotto che si difende evocando la legge del più forte, una lezione d'inglese tenuta da due agenti segreti americani, il telefilm "La bomba" che vede la polizia scambiare una sveglia per un congegno a orologeria, e per mascherare la figuraccia inscena una vera esplosione; il suicidio di un bambino napoletano che deve pensare ad altri otto fratelli, appena dopo che sua madre è stata premiata da un vescovo che ne ha esaltato la fecondità; l'intervista a un sociologo tedesco che consiglia di risolvere il problema del sovrapopolamento mangiando i bambini poveri; quattro politici napoletani che, ingrassatisi a spese della città, ne divorano persino il plastico; la tragedia di un generale che si suicida dopo che le sue medaglie sono cadute nel water; un servizio sullo sfruttamento del lavoro minorile; un programma per i ragazzi, con un ispettore di polizia che, andato ad arrestare un "pezzo grosso" finisce per diventare il suo cameriere; la rubrica "Il personaggio del giorno", dedicata a un povero pensionato, che dopo aver dimostrato di saper vivere bene con 32.000 lire il mese piange a sentir nominare il "filetto"; una puntata del "Disgraziometro" ; uno sceneggiato "Il Santo Soglio", sulla lotta per il papato combattuta tra cardinali cinquecenteschi; l'inaugurazione dell'anno "pregiudiziario" con il Presidente Leone e magistrati decrepiti che ballano la tarantella. Conclude questa ipotetica giornata televisiva il tradizionale "Signore e signori, buonanotte".
Commento  "Ci aspettavano di più dallo sforzo di sceneggiatori e di registi impegnati, in cooperativa, a scavalcare la figura repressiva e parassitaria del produttore. Il 'trust' di cervelli della '15 Maggio' ha partorito invece la semplice reincarnazione del film a episodi, che infila su un labile motivo conduttore (la satira di una giornata televisiva) perle e lustrini, risate e sbadigli". (Tullio Kezich - "Il Millefilm").

The Life Of David Gale (The Life Of David Gale)
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Genere  Drammatico, Thriller
Paese  Usa
Anno  2003
Durata  131 min
Regista  Alan Parker
Attori  Kevin Spacey, Chris Warner, Kate Winslet, Gabriel Mann, Rhona Mitra, Ryan T. Hancock, Leon Rippy, Laura Linney, Matt Craven, Jim Beaver, Julia LaShae.
Ubicazione  File
Descrizione  Texas, oggi. Mentre in carcere sta aspettando il giorno dell'esecuzione capitale, David Gale, un tempo stimato docente di filosofia e attivista di un movimento contro la pena di morte, ottiene il permesso per rilasciare un'intervista alla giornalista Bitsey. A lei Gale dice di non aver stuprato né ucciso l'amica Costance, di essere anzi vittima di un complotto per denunciare il quale ora intende raccontare come si sono svolti veramente i fatti.
Commento  

Scusate Il Ritardo ()
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1982
Durata  112 min
Regista  Massimo Troisi
Attori  Massimo Troisi, Giuliana De Sio, Lello Arena, Lina Polito, Francesco Acampora, Olimpia Di Maio, Nicola Esposito.
Ubicazione  File
Descrizione  La storia è imperniata su Vincenzo, un giovane napoletano disoccupato con scarsa voglia di trovarsi un lavoro e praticamente mantenuto dalla madre, dalla sorella sposata e dal fratello attore affermato. L'inerzia e l'apatia di Vincenzo vengono turbate, con scarsa partecipazione, dalle vicissitudini amorose dell'amico Tonino che non riesce ad uscire dal tunnel della disperazione poiché abbandonato dalla fidanzata, e da una ragazza, Anna, anche lei uscita da poco da una sfortunata vicenda sentimentale, in cerca di un altro amore che crede di trovare in Vincenzo.
Commento  

Sully (Sully)
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Genere  Drammatico, Biografico
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  95 min
Regista  Clint Eastwood
Attori  Tom Hanks, Jerry Ferrara, Aaron Eckhart, Laura Linney, Autumn Reeser, Holt McCallany, Purva Bedi, Grant Roberts, Justin Michael Woods
Ubicazione  File
Descrizione  Il 15 gennaio 2009, il mondo assiste al "Miracolo dell'Hudson" quando il capitano "Sully" Sullenberger (Hanks) atterra in emergenza col suo aereo nelle acque gelide del fiume Hudson, salvando la vita a tutti i 155 passeggeri presenti a bordo. Tuttavia, anche se Sully viene elogiato dall'opinione pubblica e dai media, considerando la sua impresa eroica senza precedenti, delle indagini minacciano di distruggere la sua reputazione e la sua carriera.
Commento  

The Terminal (The Terminal)
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Genere  Drammatico, Romantico
Paese  U.S.A.
Anno  2004
Durata   min
Regista  Steven Spielberg
Attori  Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Chi McBride, Diego Luna, Barry "Shabaka" Henley, Kumar Pallana, Zoe Saldana, Eddie Jones, Jude Ciccolella
Ubicazione  File
Descrizione  Proprio mentre Viktor Navorski è in volo verso gli Stati Uniti, un colpo di stato getta nel caos il paese dell'Est europeo da cui proviene. Una volta sbarcato al JFK di New York, si presenta ai controlli con un passaporto rilasciato da un governo fantasma. Risultato, il passaporto viene invalidato e di conseguenza gli viene vietata l'uscita dall'aeroporto. Nell'attesa di poter mettere piede nella Grande Mela l'aeroporto diventa la sua nuova casa...
Commento  

Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close encounters of the third kind)
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Genere  Fantascienza / Drammatico
Paese  Usa
Anno  1977
Durata  138 min
Regista  Steven Spielberg
Attori  Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon, Bob Balaban, J. Patrick McNamara, Warren J. Kemmerling, Roberts Blossom
Ubicazione  File
Descrizione  Una serie di misteriosi fenomi inducono gli scienziati ad indagare ed a registrare un messaggio proveniente dalle stelle che sembra essere un appuntamento sulla cima di una famosa montagna degli Stati Uniti. Anche numerosi civili si recano sul luogo e gli alieni non mancheranno all'appuntamento.
Commento  

C'è posta per te (You've got mail)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1998
Durata  115 min
Regista  Nora Ephron
Attori  Tom Hanks, Meg Ryan, Parker Posey, Jean Stapleton, David Chappelle, Steve Zahn, Dabney Coleman, Greg Kinnear.
Ubicazione  File
Descrizione  Kathleen Kelly è felicissima di lavorare nella sua libreria per bambini, ereditata dalla madre, che va a gonfie vele. Ha una relazione con Frank ma si innamora di uno con cui "chatta". Le cose per Kathleen iniziano a cambiare quando conosce Joe Fox ereditiero del megastore "dietro l'angolo" che apre proprio vicino al suo negozio.
Commento  

La finestra sul cortile (Rear window)
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Genere  Thriller
Paese  Usa
Anno  1954
Durata  112 min
Regista  Alfred Hitchcock
Attori  James Stewart, Grace Kelly, Wendell Corey, Thelma Ritter, Raymond Burr, Judith Evelyn.
Ubicazione  File
Descrizione  Un fotoreporter costretto all'immobilità a causa di una gamba rotta, spia col teleobiettivo i sui vicini e con l'aiuto della fidanzata e dell'infermiera scopre che é stato commesso un omicidio..
Commento  

Scent of a woman - Profumo di donna (Scent of a woman)
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Genere  Drammatico
Paese  Usa
Anno  1992
Durata  155 min
Regista  Martin Brest
Attori  Al Pacino, Chris O'Donnell, James Rebhorn, Gabrielle Anwar, Philip Seymour Hoffman, June Squibb, Richard Venture, Bradley Whitford
Ubicazione  File
Descrizione  Frank Slade, colonello in pensione, diventato cieco a causa di un incidente, si reca a New York per la festa del ringraziamento, deciso a trascorrere un week-end indimenticabile senza farsi mancare assolutamente nulla. In questa avventura lo accompagna Charlie, uno studente, il rapporto sarà difficile, divertente ed allo stesso tempo tragico, perchè il colonello ha deciso che quello sarà il suo ultimo week-end.
Commento  

Steve Jobs (Steve Jobs)
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Genere  Drammatico
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  122 min
Regista  Danny Boyle
Attori  Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Sarah Snook, Jeff Daniels, Katherine Warerson, Michael Stuhlbarg, Vanessa Ross, John Ortiz, Jackie Dallas, Perla Haney-Jardine, Adam Shapiro
Ubicazione  File
Descrizione  Steve Jobs si svolge nei backstage pochi minuti prima dei lanci dei tre prodotti più rappresentativi nell’arco della carriera di Jobs – partendo con il Macintosh nel 1984 e finendo con la presentazione dell’iMac nel 1998 – portandoci, appunto, dietro le quinte della rivoluzione digitale, per tratteggiare un ritratto intimo dell’uomo geniale che è stato il suo epicentro.
Commento  Dal cinque ottobre 2011, data della sua morte, è iniziato per Steve Jobs un immediato processo di santificazione, per molti versi giustificato, ma alla lunga stucchevole per il suo essere incondizionato e onnicomprensivo. Quello che ci si aspetta allora da un bel film su di lui è la capacità di mostrare l’uomo oltre il mito, le debolezze, l’arroganza, le naturali imperfezioni di un essere umano che in quanto tale non poteva non averne. In questo senso, “Steve Jobs” è un capolavoro.
L’idea fondamentale e fondativa del film è quella di «fare un quadro, non una foto» del personaggio, e cioè il «dovere», da parte dello sceneggiatore Aaron Sorkin, «di essere soggettivo, perché faccio arte» al contrario dell’autore del libro biografico dal quale è tratto il soggetto che «aveva l’obbligo di essere oggettivo» (Sorkin). Tutto questo suffragato da un regista, Danny Boyle, che vuole specificare che quanto si vede sullo schermo sono sì «idee che vengono chiaramente dalla vita reale» ma anche, e soprattutto che «il film è un’astrazione... questa non è vita: è la versione amplificata della vita vera».
Tolto dunque il fardello della mera somiglianza che avrebbe potuto tendere pericolosamente all’imitazione, il film si sviluppa in tre atti che descrivono i quaranta minuti antecedenti a tre importanti lanci: quello del Macintosh nel 1984; del NeXTcube nel 1988 e dell’iMac nel 1998.
Tutto il film è ambientato dietro le quinte dei teatri delle presentazioni: spazi interni dunque, ma non chiusi, dentro i quali i personaggi si muovono liberamente e tessono, attraverso i dialoghi, le varie trame che compongono la storia. I dialoghi, appunto, sono la vera forza di questo film. Perché in un mare di eccellenza e minuziosità, dalle interpretazioni alla fotografia passando per la regia, la sceneggiatura di Aaron Sorkin (già premio Oscar con The Social Network - e fortemente indiziato con questa a fare il bis -) è un’opera di memorabile bellezza che spicca oltre ogni cosa. I ritmi sono serrati, la forza con la quale emergono i tratti umani dei personaggi è prorompente, ma soprattutto i dialoghi sono di una qualità e di una sottigliezza da grande cinema, un capolavoro assoluto, senza se e senza ma.
Il film – cosa rarissima - è stato girato in sequenza, e con pause di almeno due settimane tra un blocco e l’altro per dare la possibilità agli attori di provare e riprovare il difficile copione, e poter così entrare al meglio nello stato emotivo del personaggio, espediente che ha dato in pieno i suoi frutti. Grazie anche a un Michael Fassbender e una Kate Winslet in evidente stato di grazia (ma quand’è che non lo sono?).
Il primo ha acquisito una padronanza del personaggio tale (a dispetto, o forse forte della sopracitata assenza di somiglianza) da far dichiarare a Steve Wozniak di avere la sensazione, guardandolo recitare, di assistere al vero Steve Jobs; la seconda, proprio come deve aver fatto la vera Joanna Hoffman, ha saputo mantenersi defilata pur conservando sempre ed incredibilmente stretto tra le mani il timone della scena. Due prove attoriali vicendevolmente funzionali e complementari, un impeccabile gioco di squadra – con anche Seth Rogen e Jeff Daniels - esaltato da due solisti eccezionali.
La figura che ne esce è di un uomo scostante, arrogante e in difficoltà nei rapporti umani, ma anche una personalità enorme e magnetica, un genio visionario che ha avuto la forza di seguire il suo enorme sogno talmente in fondo da vederlo realizzato, e il fatto che questa recensione sia stata scritta con un MacBook ne è la riprova.

La frase:
"La gente non sa quello che vuole finché non glielo mostri".
a cura di Alessio Altieri

Cambia la tua vita con un click (Click)
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Genere  Commedia, Fantastico
Paese  U.S.A.
Anno  2006
Durata  107 min
Regista  Frank Coraci
Attori  Adam Sandler, Kate Beckinsale, Christopher Walken, Sean Astin, Erik Aude, Theresa Barrera, Jaclynn Tiffany Brown, Katheryn Cain, Jonah Hill
Ubicazione  File
Descrizione  Un uomo, architetto di professione, casualmente viene in possesso di una sorta di telecomando che gli consente di andare avanti ed indietro attraverso gli avvenimenti di tutta la sua vita...
Commento  Cosa succederebbe se si potesse controllare la propria vita tramite il semplice ausilio di un telecomando?
Ce lo mostra l'architetto Michael Newman (Adam Sandler), talmente impegnato a fare progressi nell'ambito del suo mestiere da trascurare la moglie Donna (Kate Beckinsale) ed i figli Ben (Joseph Castanon) e Samantha (Tatum McCann), il quale, in cerca di un dispositivo manuale in grado di manovrare tutte le sue apparecchiature elettroniche, trova rimedio alle sue esigenze nel retro di un negozio della catena Bed, Bath & Beyond. Qui, infatti, l'eccentrico impiegato Morty (Christopher Walken) gli fa omaggio di un elaborato oggetto in fase di sperimentazione che non solo gli permetterà di comandare qualsiasi apparecchiatura con un semplice click, ma anche di abbassare il volume della voce delle persone e di scorrere velocemente situazioni noiose, finché non scoprirà in maniera sorprendente di poter vivere la propria vita in avanti ed all'indietro.

Così Parlò Bellavista ()
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1984
Durata  105 min
Regista  Luciano De Crescenzo
Attori  Isa Danieli, Renato Scarpa, Luciano De Crescenzo, Marisa Confalone, Riccardo Pazzaglia, Nunzio Gallo, Nuccia Fumo, Antonio Casagrande, Antonio Allocca, Franco Javarone, Gerardo Scala, Marzio Honorato, Marina Confalone, Tommaso Bianco, Lucio Allocca, Patrizia Loreti, Benedetto Casillo, Sergio Solli, Lorella Morlotti, Umberto Bellissimo, Giovanni Attanasio
Ubicazione  File
Descrizione  Il milanese Dr. Cazzaniga viene trasferito dalla sua città a Napoli perché è stato nominato direttore del personale dell'Alfasud. L'impatto con la città meridionale è traumatico per lui: i rumori, il traffico caotico, i suoni, il modo stesso di fare dei napoletani lo stordiscono. Egli va ad abitare in un palazzo dove risiede anche Gennaro Bellavista, un professore di filosofia in pensione che impartisce lezioni di una sua personale filosofia di vita ad un gruppetto di squinternati allievi. Il professor Bellavista nutre una vera antipatia per Cazzaniga, anche se lo vede solo raramente e di passaggio, ma ugualmente gli attribuisce la colpa di tutto quello che gli dà fastidio. Intanto facciamo conoscenza con i portieri del palazzo (son ben tre!) e con gli inquilini che rappresentano i caratteri, gli umori propri della gente meridionale.
Commento  

Now You See Me 2 (Now You See Me 2)
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Genere  Thriller, Azione
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  115 min
Regista  Jon M. Chu
Attori  Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Daniel Radcliffe, Michael Caine, Dave Franco, Lizzy Caplan, Jay Chou, Henry Lloyd-Hughes, Sanaa Lathan, Justine Wachsberger, Tsai Chin
Ubicazione  File
Descrizione  I Quattro Cavalieri affrontano una seconda avventura portando in tutto il mondo l'illusione a nuove vette di stupore. Un anno dopo aver ingannato l'FBI e aver conquistato il favore del pubblico con i loro spettacoli di magia alla Robin Hood, gli illusionisti ritornano con una nuova performance, nella speranza di smascherare le pratiche immorali di un magnate della tecnologia. L'uomo dietro il loro ritorno è Walter, un prodigio della tecnologia che minaccia la vita e la reputazione dei Cavalieri agli occhi del mondo. La loro unica speranza è di mettere in scena una spettacolare esibizione senza precedenti per riabilitare il loro nome e rivelare la mente dietro al complotto.
Commento  

Il Mistero Di Bellavista ()
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1985
Durata  104 min
Regista  Luciano De Crescenzo
Attori  Luciano De Crescenzo, * Riccardo Pazzaglia, * Renato Scarpa, * Marina Confalone, * Geppy Gleijeses, * Marisa Laurito, * Andy Luotto, * Sergio Solli, * Nuccia Fumo, * Gerardo Scala, * Renato Rutigliano, * Luigi Uzzo, * Nunzia Fumo, * Lucio Allocca, * Benedetto Casillo, * Giovanni Attanasio.
Ubicazione  File
Descrizione  Un portiere e uno spazzino, incuriositi dal passaggio della cometa di Halley, ottengono dal professore Bellavista di dare un’occhiata al cielo dal suo telescopio. Ma anziché inquadrare la cometa, inquadrano una finestra dell’appartamento di fronte e credono di scoprire un delitto.
Commento  

Collateral Beauty (Collateral Beauty)
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Genere  Drammatico
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  97 min
Regista  David Frankel
Attori  Will Smith, Keira Knightley, Edward Norton, Kate Winslet, Helen Mirren, Naomie Harris, Michael Pena, Jacob Latimore, Enrique Murciano, Kylie Rogers
Ubicazione  File
Descrizione  Dopo aver subito una grave perdita, un manager della pubblicità di New York perde ogni interesse per la vita che conduceva. Mentre i suoi amici preoccupati tentano disperatamente di ristabilire un contatto, lui cerca risposte dall’universo scrivendo lettere all’Amore, al Tempo e alla Morte. Ma quando le sue annotazioni ricevono risposte inaspettate e personali, inizia a comprendere come queste costanti siano legate ad una vita vissuta appieno, e di come anche la perdita più triste possa rivelare momenti significativi e di bellezza.
Commento  

Compagni di scuola (Compagni di scuola)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1988
Durata  118 min
Regista  Carlo Verdone
Attori  Carlo Verdone, Christian De Sica, Massimo Ghini, Nancy Brilli, Eleonora Giorgi, Athina Cenci, Angelo Bernabucci, Natasha Hovey, Piero Natoli, Alessandro Benvenuti
Ubicazione  File
Descrizione  Passati quindici anni dall'esame di maturità, Federica, decide, di fare una rimpatriata con i suoi vecchi compagni del liceo, invitandoli per una cena, nella villa del suo amante. Tra imbarazzi e ricordi, la cena si rivela essere ricca di sorprese...
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Trainspotting (Trainspotting)
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Genere  Grottesco
Paese  GB
Anno  1996
Durata  94 min
Regista  Danny Boyle
Attori  Ewan McGregor, Ewen Bremner, Kevin McKidd, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle, Kelly Macdonald
Ubicazione  File
Descrizione  Renton, vive a Edimburgo, e passa le sua giornate a drogarsi con i suoi amici. Una mattina però decide di trasferirsi a Londra per fare una vita pulita. Ma quando i suoi amici gli fanno visita...
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Io & Annie (Annie Hall)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1977
Durata  94 min
Regista  Woody Allen
Attori  Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall, Janet Margolin, Christopher Walken
Ubicazione  File
Descrizione  New York anni 70. Alvy Singer incontra Annie Hall ed è subito amore. Hanno molto in comune, persino la loro nevrosi che finirà per dividerli.
Commento  

Scemo & + Scemo 2 (Dumb and Dumber To)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  110 min
Regista  Bobby Farrelly, Peter Farrelly
Attori  Jim Carrey, Jeff Daniels, Angela Kerecz, Bill Murray, Laurie Holden, Rachel Melvin, Steve Tom, Don Lake, Patricia French, Kathleen Turner, Paul Blackthorne, Rob Riggle, Erika Bierman, Carly Craig, Lauren Henneberg
Ubicazione  File
Descrizione  Sono trascorsi esattamente 20 anni da quando abbiamo lasciato Lloyd e Harry che si rincorrevano alla fine del primo film, e ora tutto è cambiato, a parte la loro idiozia. Quando Harry, che ha bisogno di un trapianto di rene, scopre di avere una figlia di cui ignorava l'esistenza, scuote Lloyd dallo stato di totale apatia in cui è precipitato dopo essere stato lasciato da Mary, e si mette in viaggio insieme a lui, per riuscire a trovare la ragazza che forse potrà aiutarlo. Partendo dalla clinica in cui vivono, e attraversando il Paese a bordo di un folle mezzo di trasporto, arriveranno a un summit in cui partecipano alcune delle persone più intelligenti del mondo. Bè, fino a quando non arrivano loro...
Commento  

Attacco al potere 2 (London Has Fallen)
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Genere  Azione
Paese  U.S.A., Regno Unito
Anno  2016
Durata  100 min
Regista  Babak Najafi
Attori  Gerard Butler, Morgan Freeman, Melissa Leo, Charlotte Riley, Jackie Earle Haley, Aaron Eckhart, Radha Mitchell, Angela Bassett, Robert Forster
Ubicazione  File
Descrizione  Londra. Il Primo Ministro inglese muore in circostanze misteriose e il suo funerale è un evento al quale tutti i leader del mondo occidentale non possono mancare. Ma quella che dovrebbe essere la situazione più protetta del Pianeta, si rivelerà un complotto letale per uccidere i capi di Stato più potenti della Terra, distruggere i luoghi simbolo della capitale inglese e dare una terribile visione di quello che sarà il futuro. Solo tre persone hanno la possibilità di fermare tutto questo: il Presidente degli Stati Uniti (Aaron Eckhart), il suo formidabile capo dei servizi segreti (Gerard Butler) e un agente inglese dell’MI-6 che giustamente non si fida di nessuno.
Commento  

Il Dormiglione (Sleeper)
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Genere  Comico, Commedia
Paese  Usa
Anno  1973
Durata  88 min
Regista  Woody Allen
Attori  Woody Allen, Diane Keaton, John Beck, Mary Gregory, Don Keefer, John McLiam, Bartlett Robinson, Chris Forbes, Mews Small Marya Small, Peter Hobbs, Susan Miller, Lou Picetti, Brian Avery, Jessica Rains, Spencer Milligan, Stanley Ralph Ross.
Ubicazione  File
Descrizione  Ibernato nel 1973, all'età di 35 anni, il clarinettista e proprietario di un ristorante per vegetariani, Mike Monroe, si risveglia due secoli dopo in un mondo irriconoscibile. Gli uomini sono diventati tutti impotenti, e le donne frigide; il lavoro manuale è stato affidato a un esercito di robot; sono scomparse le nazioni, spazzate via da una guerra atomica e la Terra è divisa in due distretti, l'oriente e l'occidente. Sulla parte orientale governa, con l'aiuto della polizia e praticando agli oppositori il lavaggio del cervello, un dittatore, il "Leader", nemico dei sovversivi e degli intellettuali. Nel distretto si sta però organizzando un movimento di resistenza capeggiato dal giovane Erno. Scampato agli uomini del "Leader" fingendosi un robot, Mike finisce a fare il maggiordomo in casa di una poetessa, Luna, che converte alla causa dei rivoluzionari e con la quale tenta di raggiungere il quartier generale della resistenza. Catturato e sottoposto al lavaggio del cervello, viene liberato dallo stesso Erno, che affida a lui e Luna un'importante missione. Penetrati in un laboratorio scientifico, nel quale si tenta di "ricostruire il Leader", rimasto ucciso in un attentato, Mike e Luna provocano il fallimento dell'impresa.
Commento  "Il film, commedia surreale e fantascientifica, vorrebbe essere una satira della civiltà tecnologica e della situazione politico-sociale odierna, diagnosticata per mezzo di una rilettura a distanza di due secoli. Il discorso è ampio e impegnato; stemperato in una serie di gags di una comicità stravagante e ricca di non-senso (solo a volte di notevole livello letterario), appare incompiuto e un po' qualunquista. E' troppo superficiale infatti, dire che ogni 'potere' equivale a 'disumana tirannide'; oppure che tecnologia e consumismo combinati sfociano necessariamente nella spersonalizzazione. Più felici, ma sporadiche, sono per conseguenza le singole unghiate ironiche le quali, tuttavia, non oltrepassano il limite della 'boutade' ad effetto su miti o personalità di oggi: Golda Meir, Nixon." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 76, 1974)
Note:
- PRESENTATO AL 34. TORINO FILM FESTIVAL (2016) NELLA SEZIONE 'COSE CHE VERRANNO'.

Mr. Nobody (Mr. Nobody)
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Genere  Drammatico, Fantascienza, Fantasy
Paese  Canada, Belgio, Francia
Anno  2009
Durata  148 min
Regista  Jaco van Dormael
Attori  Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Linh-Dan Pham, Rhys Ifans, Natasha Little, Toby Regbo, Juno Temple, Clare Stone, Thomas Byrne, Audrey Giacomini, Laura Brumagne, Allan Corduner, Daniel Mays, Michael Riley, Harold Manning, Emily Tilson, Roline Skehan, Anders Morris, Pascal Duquenne, Noa De Costanzo, Chiara Caselli, Daniel Brochu, Ben Mansfield.
Ubicazione  File
Descrizione  Nemo Nobody ha 120 anni ed è l'ultimo mortale tra felici immortali. Non curante della realtà che lo circonda, Nobody rivive il suo passato, le sue storie d'amore, cercando di capire se nel corso della sua esistenza ha compiuto le scelte giuste. A partire da quel giorno in cui, bambino, alla stazione ferroviaria, ha dovuto decidere se partire con sua madre alla volta dell'America o rimanere in Inghilterra con suo padre...
Commento  "Ancor più da festival, se possibile, è 'Mr. Nobody' che segna il ritorno dello strambo autore belga di 'Toto le Héros' (1991). Si tratta di un incredibile guazzabuglio - anche questo fanaticamente liricizzante - che accompagna il protagonista Jared Leto (idolo del cosiddetto emo-rock) in una corsa in stile '2001' nello spazio e nel tempo. Da una dimensione attuale a una fantascientifica, da una scelta del passato a un destino futuribile, dall'amore per la vita alla paura per la morte... Con le metafore, i giochi d'inquadratura, le scene madri e i simbolismi filosofici disseminati in due ore e venti di proiezione, si sarebbero potuti allestire una quarantina di film meno pretenziosi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 12 settembre 2009)

"Dopo diversi anni lontano dal set, van Dormael arriva alla Mostra del cinema appunto con 'Mr Nobody', sei anni per scrivere la sceneggiatura, sei mesi di girato e un anno al montaggio. Del resto, si tratta di un'opera sulla complessità nel senso più crudo del termine. Una sorta di 'Sliding Doors' giocato però non su una semplice doppia scelta, ma sull'ordine dell'infinito. (...) Una costruzione estrema, un cubo di Rubick dell'immaginario per un regista che rifiuta «la semplificazione a cui porta naturalmente il mezzo cinematografico, che riduce sempre tutto alle emozioni primordiali. Io credo che il cinema possa dare molto più di questo». Infastiditi o catturati, van Dormael non lascia indifferenti e trascina nel suo vortice chiunque si sia posto domande sull'esistenza sapendo che non esistono risposte." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 12 settembre 2009)

"Bellissime immagini e visioni, colore vivo e splendente, musica elettrizzante, occhi azzurri spalancati sul mondo, avventure travolgenti: si può smarrire il senso della storia oppure essere logorati dal suo ritmo, ma ci si diverte." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 settembre 2009)

Note:
- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINÉCINÉMA, FRANCE 2, FRANCE 3; IN PARTNERSHIP CON: SCOPE PICTURES, DEUTSCHER FILMFÖRDERFONDS, MEDIUMBOARD BERLIN-BRANDENBURG, FILMFÖRDERUNGSANSTALT, LAND BRANDEBURG, ARD DEGETO, COMMERZBANK, TÉLÉFILM CANADA, SODEC, SOCIÉTÉ DE DÉVELOPPEMENT DES ENTERPRISES CULTURELLES, QUÉBEC, VLAAMS AUDIOVISUEL FONDS, RÉGION WALLONNE, RTL TVI, FORTIS FILM FUND; CON IL SUPPORTO DI: EURIMAGES PROGRAMMA MEDIA DELL'UNIONE EUROPEA, TAX-SHELTER DEL GOUVERNEMENT FÉDÉRAL BELGE; CON IL SOSTEGNO DEL CENTRE DU CINÉMA ET DE L'AUDIOVISUEL DE LA COMMUNAUTÉ FRANÇAISE DE BELGIQUE ET DES TÉLÉDISTRIBUTEURS WALLONS.
- PREMIO OSELLA PER LA MIGLIORE SCENOGRAFIA ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009).

Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre (Mrs. Doubtfire)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1993
Durata  120 min
Regista  Chris Columbus
Attori  Robin Williams, Sally Field, Pierce Brosnan, Harvey Fierstein, Polly Holliday, Lisa Jakub, Matthew Lawrence
Ubicazione  File
Descrizione  Dopo il divorzio Daniel, un attore fallito, é costretto dal giudice e vedere i tre figli per non più di una volta alla settimana. Ma quando viene a conoscenza che l'ex moglie sta cercando una domestica, gli viene in mente una stravagante idea..
Commento  

Indie Game: The Movie ()
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Genere  Documentario
Paese  
Anno  2011
Durata  94 min
Regista  Lisanne Pajot, James Swirsky
Attori  Jonathan Blow, Edmund McMillen, Phil Fish, Phil Fish, Tommy Refenes
Ubicazione  File/Cartella Documentari
Descrizione  Il racconto del percorso artistico di quattro sviluppatori di giochi indipendenti, dalla creazione alla presentazione in pubblico del loro lavoro e di loro stessi. Edmund McMillen e Tommy Refenes lavorano a Super Meat Boy, Phil Fish sviluppa Fez, Jonathan Blow è dietro al successo di Braid. Un'opera nata dal basso all'interno della cultura indie, finanziata da due campagne di Kickstarter.
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Revolution Os ()
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Genere  Documentario
Paese  
Anno  2001
Durata  85 min
Regista  J.T.S. Moore
Attori  Linus Torvalds, Richard M. Stallman, Eric Raymond, Bruce Perens, Larry Augustin, Michael Tiemann, Brian Behlendorf, Frank Hecker...
Ubicazione  File/Cartella Documentari
Descrizione  Un film documentario, girato nella Silicon Valley, racconta la storia dei movimenti Open Source e Free Software attraverso le voci dei protagonisti. Interviste a Richard Stallman, Linus Torvalds, Eric Raymond e tutti i protagonisti di questa rivoluzione, sovrapposte alla storia di un sistema operativo, Linux, e di una comunità di hacker che si confrontano con Microsoft e le altre grandi multinazionali del software. 85 minuti, in italiano, raccontano un pezzo fondamentale della rivoluzione software degli ultimi anni. E' la chiave per capire lo scontro tra Windows e Linux, per spiegare le strategie commerciali di Microsoft, per avere una visione sul mercato del software di oggi e del prossimo futuro.
Commento  

Steve Jobs: L'intervista Perduta (Steve Jobs: The Lost Interview)
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Genere  Documentario
Paese  
Anno  2011
Durata  70 min
Regista  Paul Sen
Attori  Steve Jobs, Robert X. Cringely
Ubicazione  File/Cartella Documentari
Descrizione  Creduta perduta per anni quest'intervista del 1995 fatta da Bob Cringley a Steve Jobs all'interno della serie di interviste "Triumph of the nerds", è stata ritrovata dall'autore stesso nel proprio garage in VHS. E con la qualità di un vecchio VHS ci arriva nella collana Feltrinelli Real Cinema. Ma non è la qualità del girato ad essere interessante, una volta tanto.
Steve Jobs - L'intervista perduta non è un documentario nè un film quanto una vera e propria intervista, nella quale Steve Jobs è inquadrato in due sole maniere, in primo piano e in piano medio. Il classico formato televisivo.
Tuttavia come un film quest'intervista ci parla del passato per raccontare il presente. Il deceduto numero uno della Apple era all'epoca a capo di NeXt e Pixar, i suoi progetti dopo che la Apple stessa lo estromise nel 1985. Era considerato un pioniere e un po' un rivoluzionario ma più che altro per l'idea del Macintosh nel 1984. Gli anni '90 erano infatti il periodo del trionfo di Bill Gates e della sua Microsoft (che Jobs nell'intervista definisce "priva di gusto"). Senza la pesante aura di "santo in vita" che ha circondato i suoi anni del trionfo Jobs parla a ruota libera con la determinazione di chi deve convincere per essere creduto e non con l'ignavia di chi sa che ogni propria affermazione è presa come oro colato.
Interrogato sulla sua vita e carriera, sui suoi esordi e sulla filosofia che l'ha guidato, Jobs chiarisce molte questioni intorno alle quali fino a poco tempo fa non c'era per nulla chiarezza, vista la difficoltà ad avere interviste di questo tipo con lui a partire dal suo ritorno in Apple nel 1997.
Poco incalzato e molto libero di spaziare e dire quel che crede Jobs si lascia andare a considerazioni che uniscono la passione per l'hardware e il software ("Tutti al mondo dovrebbero imparare a programmare. Ti insegna come pensare") ad un'idea più grande di cosa debba essere l'informatica e a cosa servano i computer ma anche a come si possa innovare nel mondo dell'imprenditoria. A metà tra spiritualismo e comunicazione, tra cultura e gusto, quest'intervista creduta perduta, vista oggi sembra una carta d'intenti per quel che sarebbe successo di lì a poco, ovvero il ritorno alla Apple da n.1 assoluto e uno dei più grandi decenni di progresso e penetrazione della tecnologia nelle vite di tutti. Steve Jobs - L'intervista perduta racconta il passato e l'origine dell'era che viviamo oggi ma inevitabilmente finisce per narrare anche le sfide e le contraddizioni della modernità.
Commento  

The Internet's Own Boy: The Story of Aaron Swartz (The Internet's Own Boy: The Story of Aaron Swartz)
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Genere  Documentario
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  105 min
Regista  Brian Knappenberger
Attori  Tim Berners-Lee, Cindy Cohn, Gabriella Coleman, Cory Doctorow, Peter Eckersley
Ubicazione  File/Cartella Documentari
Descrizione  Dallo sviluppo del protocollo RSS a quello della piattaforma Reddit, in buona parte di internet c'è lo zampino del ragazzo prodigio dell'informatica Aaron Swartz. Il suo innovativo impegno di attivista per la giustizia sociale e nell'organizzazione politica, unito a un aggressivo approccio all'accesso all'informazione, lo hanno però imbrigliato in un incubo legale durato 2 anni, conclusosi con il suicidio a soli 26 anni. Il caso di Aaron ha scosso le coscienze ben oltre le comunità online nelle quali era una vera celebrità, la sua vicenda è un monito a non sottovalutare il rapporto tra tecnologia e diritti civili.
Commento  

Premonitions (Solace)
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Genere  Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  101 min
Regista  Afonso Poyart
Attori  Colin Farrell, Abbie Cornish, Jeffrey Dean Morgan, Anthony Hopkins, Janine Turner, Marley Shelton, Xander Berkeley, Sharon Lawrence, Matt Gerald
Ubicazione  File
Descrizione  Quando l'Agente Speciale dell'FBI Joe Merriwether (Jeffrey Dean Morgan) si ritrova perplesso di fronte ad una serie di omicidi, decide di chiedere aiuto ad un suo ex collega in pensione, medico psicanalista e sensitivo, il dottor John Clancy (Anthony Hopkins). Il solitario Clancy, che ha smesso di praticare e si è appartato dal mondo dopo la morte di sua figlia e la successiva fine del suo matrimonio, non vuole avere niente a che fare con il caso, ne usare le sue capacità. Ma, quando ha delle visioni molte violente della giovane collega di Joe, l'agente speciale dell'FBI Katherine Cowles (Abbie Cornish), cambia idea, pensando che queste possano essere anche una sorta di messaggio personale. Quando gli eccezionali poteri intuitivi di Clancy lo conducono sulle tracce di un sospettato, Charles Ambrose (Colin Farrell), ben presto, il medico si rende conto che il suo "dono" è nulla rispetto agli straordinari poteri di questo assassino in missione.
Commento  

Captain America: Civil War (Captain America: Civil War)
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Genere  Azione, Fantastico
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  146 min
Regista  Anthony Russo, Joe Russo
Attori  Robert Downey Jr., Chris Evans, Anthony Mackie, Martin Freeman, Jeremy Renner, Scarlett Johansson, Don Cheadle, Chadwick Boseman
Ubicazione  File
Descrizione  Steve Rogers è al comando della nuova squadra degli Avengers, intenti a proseguire la loro lotta per salvaguardare l’umanità. Ma, quando un altro incidente internazionale in cui sono coinvolti gli Avengers provoca dei danni collaterali, le pressioni politiche chiedono a gran voce l’installazione di un sistema di responsabilità, presieduto da un consiglio d’amministrazione che sorvegli e diriga il team. Questa nuova dinamica divide gli Avengers in due fazioni: una è capeggiata da Steve Rogers, il quale desidera che gli Avengers rimangano liberi dalle interferenze governative, mentre l’altra è guidata da Tony Stark, che ha sorprendentemente deciso di sostenere il sistema di vigilanza istituito dal governo.
Commento  

Chiedimi se sono felice (Chiedimi se sono felice)
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Genere  Comico
Paese  Italia
Anno  2000
Durata   min
Regista  Aldo, Giovanni, Giacomo, Massimo Venier.
Attori  Aldo, Giovanni, Giacomo, Marina Massironi, Antonio Catania, Paola Cortellesi.
Ubicazione  File
Descrizione  Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre aspiranti attori di teatro con un sogno nel cassetto: mettere in scena una loro particolare versione di "Cyrano de Bergerac". Per il momento sbarcano il lunario ai margini del grande mondo dello spettacolo: Aldo fa la comparsa in opere liriche, Giacomo doppia personaggi irrilevanti in telefilm di serie C, e Giovanni è statua vivente ai Grandi Magazzini...
Commento  Dopo Tre uomini e una gamba e Così è la vita, ritornano nei panni di tre amici, Aldo, Giovanni e Giacomo appunto, alle prese proprio con la loro vita e la loro amicizia.Una divertentissima commedia che si divide in due parti; il presente in cui i tre si sono separati e non si vedono più e il passato in cui si racconta cosa è successo e cosa li ha divisi.Nel passato sono aspiranti attori di teatro che decidono finalmente di metter su una personale versione del Cirano di Bergerac. Nel frattempo sbarcano il lunario con lavoretti improbabili e decisamente precari: Aldo è comparsa al teatro dell'opera, Giovanni fa il manichino vivente in un grande magazzino e infine Giacomo doppia personaggi irrilevanti e praticamente muti in telefilm di serie C.Neppure la loro vita sentimentale è un granchè: Aldo passa il tempo a cercare di mollare l'insopportabile e isterica fidanzata Silvana (interpretata dalla moglie Silvana Fallisi) innamorandosi continuamente di altre donne; Giovanni invece è concentrato solo sul lavoro fino a quando non incontra, innamorandosene perdutamente, l'hostess Marina; Giacomo resta solo immaginandosi di incontrare l'amore perfetto ed eterno.E come una pallina di acciaio che prende sempre più velocità scivolando su di un piano inclinato, anche l'amicizia consolidata dei tre, sembra precipitare rapidamente verso una disastrosa, ma non per questo meno divertente, conclusione. Perché come esclama Aldo: "Quando l'amore ci si mette è veramente bastardo". La separazione dura tre anni fino a quando una paradossale malattia di Aldo non li riunisce per uno spiritoso e indubbiamente felice finale.Il trio è decisamente in piena forma e seppure il filo conduttore degli eventi sia assai esile, riesce ad acquistare peso andando avanti tra i piccoli casi che caratterizzano la vita quotidiana dei tre uomini afflitti dai problemi di tutti, economici, sentimentali e professionali.Camei di Antonio Catania, nelle vesti di vigile della città, con il quale organizzano una estemporanea partita di pallavolo, e di Beppe Battiston, (conosciuto e amato in Pane e Tulipani) che impersona un assurdo rapinatore che dopo aver rubato collane e anelli alla combriccola durante una cena, piange disperato sul suo triste destino.Seppur sia in alcuni momenti persino commovente, non si smette mai di ridere o di sorridere anche davanti alla rottura dei tre amici, perché una simile amicizia non può finire mai. Nel cinema come nella realtà.
E noi pubblico siamo entusiasti di questo sodalizio che ci diverte ma non solo.

Lui è tornato (Er Ist Wieder Da)
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Genere  Commedia
Paese  Germania
Anno  2015
Durata  116 min
Regista  David Wnendt
Attori  Oliver Masucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja Riemann, Franziska Wulf, Lars Rudolph, Michael Kessler
Ubicazione  File
Descrizione  Estate. Giorni nostri. In una zona residenziale di Berlino Adolf Hitler si sveglia improvvisamente proprio nel luogo dove un tempo si trovava il suo bunker. Sono passati 70 anni dalla sua “scomparsa”. La guerra è finita, il suo partito non c’è più, la sua amata Eva non è lì per consolarlo e la società tedesca è completamente diversa da come la ricordava, tanto che anche i bambini che lo notano per primi si prendono gioco di lui. Lo riconosce però un reporter che lo filma e lo trova una perfetta imitazione dell’originale. Così, contro ogni probabilità, Adolf Hitler inizia una nuova carriera in televisione perché viene universalmente scambiato per un brillante comico, anche se lui è davvero chi sostiene di essere e le sue intenzioni non sono cambiate...
Commento  La frase:
"In fondo siete tutti come me: non ci si può liberare di me, sono una parte di tutti voi".

Roger Waters - The Wall (Roger Waters - The Wall)
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Genere  Musicale
Paese  Regno Unito
Anno  2014
Durata  132 min
Regista  Sean Evans, Roger Waters
Attori  Nick Mason, Roger Waters
Ubicazione  File
Descrizione  Considerato all’unanimità una pietra miliare della storia del rock e della carriera dei Pink Floyd con oltre 30 milioni di copie vendute nel mondo, l’album The Wall fa coincidere uno dei vertici creativi della band inglese con il più importante contributo in termini compositivi del suo autore principale, Roger Waters. Il tutto in un’opera che, a 36 anni dalla sua pubblicazione su disco, ancora non smette di sorprendere per attualità, coinvolgimento emotivo e significato. Ne sono riprova, oltre alle sue successive ristampe e alla riduzione cinematografica che ne fece nel 1982 il regista Premio Oscar Alan Parker, anche e soprattutto i 219 concerti che lo stesso Waters ha tenuto tra il 2010 e il 2013, riproponendo la monumentale opera rock nella sua interezza e infiammando le platee di tutto il mondo. Ora proprio le immagini e i suoni di quel tour arrivano su grande schermo in ultra definizione anche in Dolby Atmos in contemporanea mondiale dopo il successo raccolto al Toronto International Film Festival. Roger Waters - The Wall è infatti un film-evento che si sviluppa su più livelli: è l’esperienza di un concerto travolgente dell’album classico dei Pink Floyd, un road movie di Waters che fa i conti col passato e un emozionante film contro la guerra. Il film sarà seguito in via eccezionale dall’intima conversazione tra Roger Waters e Nick Mason che, per la prima volta dopo lo scioglimento della band, risponderanno insieme a una selezione di domande dei fan inviate al sito ufficiale.
Commento  Versioni diverse nei due hard disk: versione 1080p x265 e audio HD FLAC, PCM e 7.1 nella cartella 2014 in Film (8GB circa)
Versione 720p AC3 5.1 nella cartella Concerti di Pink Floyd in Musica (circa 4GB)


Lo stagista inaspettato (The Intern)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  121 min
Regista  Nancy Meyers
Attori  Anne Hathaway, Adam DeVine, Robert De Niro, Nat Wolff, Rene Russo, Drena De Niro, Anders Holm, Reid Scott, Andrew Rannells, Christine Evangelista
Ubicazione  File
Descrizione  Chi ha detto che a 70 anni è troppo tardi per diventare stagisti? Una divertente commedia con l’icona di Hollywood Robert de Niro.
Una società di moda assume uno stagista decisamente fuori dagli schemi: Ben Whittaker (Robert De Niro) un settantenne pensionato che ha scoperto che in fondo la pensione non è come immaginava e decide così di sfruttare la prima occasione utile per rimettersi in pista. Nonostante le diffidenze iniziali, Ben dimostrerà alla fondatrice della compagnia (Anne Hathaway) di essere una valida risorsa per l’azienda e tra i due nascerà un’inaspettata sintonia.
Commento  

Spectre (Spectre)
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Genere  Azione
Paese  U.S.A., Regno Unito
Anno  2015
Durata  150 min
Regista  Sam Mendes
Attori  Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Christoph Waltz, Monica Bellucci, Rory Kinnear, Andrew Scott, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista
Ubicazione  File
Descrizione  Un messaggio criptico dal passato di Bond porta l’agente 007 a seguire una pista per smascherare una minacciosa organizzazione. Mentre M lotta contro le forze politiche per tenere in vita i servizi segreti, Bond tenterà di aggirare numerosi inganni e svelare la terribile verità che si cela dietro Spectre.
Commento  Questo 007 unisce tutti i tasselli del puzzle trovati nei primi tre capitolo della saga targata Daniel Craig portando a compimento il quadro intorno all’organizzazione Spectre. Bond si troverà ad indagare solo contro tutti, dato che il nuovo boss di M (interpretato da un Ralph Fiennes pienamente nella parte) lo ha indicato come il pericolo numero uno e vuole cancellare il programma 00.

Un James Bond mai così umano e intimo, così lontano dal mitico agente visto nei capitoli pre Craig e per questo molto più contemporaneo. È un bene o un male? Spectre non è un grande film, ma è grande intrattenimento e il pubblico di main stream è quello che vuole maggiormente trovare nelle sale.
La colonna sonora è sempre da urlo con anche i motivetti più classici, ma il finale di questo “Spectre” ne ha poco di tradizione e potrebbe risultare molto originale per gli appassionati.

The departed - Il bene e il male (The departed)
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Genere  Drammatico, Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2006
Durata  149 min
Regista  Martin Scorsese
Attori  Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Martin Sheen, Alec Baldwin, Mark Wahlberg, Vera Farmiga
Ubicazione  File + BluRay
Descrizione  Boston. È in atto una guerra tra la Polizia locale e una banda della malavita organizzata.. Billy Costigan, giovane poliziotto in incognito, riceve l'incarico di infiltrarsi nella gang capeggiata dal boss Frank Costello. Mentre Billy guadagna rapidamente la fiducia di Costello, Colin Sullivan, giovane criminale incallito, infiltrato nel dipartimento di polizia come informatore della gang, guadagna una posizione di rilievo nell'unità speciale di investigazione. Sia Billy che Colin vivono questa doppia vita come un'esperienza alienante, alla ricerca di piani e contropiani delle operazioni. Ma appena appare chiara l'esistenza di una talpa, sia all'interno della polizia che fra i gangster, Billy e Colin si ritrovano improvvisamente in pericolo. Entrambi dovranno, in una corsa contro il tempo, scoprire l'identità dell'altro per salvarsi.
Commento  Uno dei migliori Scorsese di sempre, e siamo vicini al capolavoro. Adattato da William Monahan, "Departed" è ispirato a "Infernal Affairs", film di Hong Kong campione d'incassi in Asia. Giornalista, critico e scrittore, Monahan per il cinema ha sceneggiato "le Crociate" di Ridley Scott. Americano-irlandese di Boston, egli ha trasferito la storia dal lontano Est proprio nella città statunitense, creando nuovi personaggi. Ed e' questa sua internità a quel mondo a permettergli una efficace rappresentazione di una comunità caratterizzata da forte cattolicesimo, ruvido umorismo, fatalismo dignitoso ("sono irlandese, posso sopportare una cosa sbagliata per tutta la vita", dice uno dei protagonisti).

Nel cristianesimo di lingua inglese i fedeli morti vengono definiti "faithful departed", e il cineasta ha cosparso le scene di subliminali lettere "x" - in omaggio a "Scarface" di Howard Hawks - come simbolo di morte. Questo, a rimarcare un luttuoso senso di Tragedia che sovrasta tutto. Il sottotitolo italiano ("il Bene e il Male") pone poi l'accento sull'altro elemento fondante, etico-filosofico. "Io non voglio essere il prodotto del mio ambiente, voglio che l'ambiente sia un mio prodotto" dice la voce fuori campo in apertura. In realtà, i personaggi sono come marionette "plasmate dalle forze che li circondano", afferma Scorsese. La polizia è infiltrata nella malavita e viceversa, i nemici sono in stretto contatto e nessuno è quello che appare.

Nell'ambiguità di una zona grigia generalizzata, spicca un Jack Nicholson che anima un essere amorale di dimensioni titaniche ("è morta un sacco di gente perchè diventassi quello che sono"). Il regista e Nicholson si conoscono da oltre 30 anni, e la prima volta che lavorano insieme l'attore riesce in un misurato eccesso come non faceva da parecchio tempo. La complessità di psicologie ed intreccio drammaturgico costringe alla soluzione da bagno di sangue, ma il testo è vigoroso, armonico e si profonde in battute memorabili mentre Scorsese, con mano da maestro, ritmo e tensione costanti, porta un film di genere nell'Olimpo della Cinematografia.

Tutta colpa di Freud (Tutta colpa di Freud)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2013
Durata  120 min
Regista  Paolo Genovese
Attori  Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Marco Giallini, Vittoria Puccini, Anna Foglietta, Gianmarco Tognazzi, Laura Adriani, Edoardo Leo, Daniele Liotti
Ubicazione  File
Descrizione  Francesco Taramelli (Marco Giallini) è un analista alle prese con tre casi disperati: una libraia (Vittoria Puccini) che si innamora di un ladro di libri; una gay (Anna Foglietta) che decide di diventare etero; e una diciottenne (Laura Adriani) che perde la testa per un cinquantenne. Ma il vero caso disperato sarà quello del povero analista, se calcolate che le tre pazienti sono le sue tre adorate figlie.
Commento  Tra le tante commedie italiane uscite negli ultimi mesi, “Tutta colpa di Freud” di Paolo Genovese coglie nel segno per la simpatia. Dopo “Immaturi” e “Immaturi – il viaggio”, il tocco fresco del regista italiano si fa sentire anche in questa commedia, che colpisce per divertimento e fantasia dei dialoghi, sviluppati da un soggetto di Leonardo Pieraccioni.
Francesco è il classico padre-psicologo che porta il lavoro anche dentro casa, per la naturale propensione ad ascoltare e aiutare le persone. Questo succede con le sue tre figlie, in preda a problemi esistenziali di diversa natura. Sara, lesbica delusa dal genere femminile che decide di punto in bianco di tentare di riscoprirsi etero. Emma, adolescente che s’innamora di Alessandro, un uomo sposato coetaneo di suo padre. Infine Marta, libraia che perde la testa per un ladro di libri sordomuto.
Di materia da psicoanalizzare ce n’è tanta e per l’occasione Genovese ha chiamato a sé attori dalle caratteristiche versatili, che si sono prestati a mettersi in gioco in ruoli nei quali non eravamo soliti vederli, regalandoci una buona introspezione dei comportamenti umani. Marco Giallini in primis, che nelle sembianze di padre premuroso ci ha conquistato completamente. A spiccare anche una Anna Foglietta nei panni della ragazza lesbica, affascinante anche con un look maschile e spiritosa al punto da essere il personaggio che per le situazioni creatisi regala le migliori risate.
Sebbene non sia il massimo della novità in quanto a trama, la commedia di Genovese convince proprio grazie alle meritevoli interpretazioni del cast, che oltre ad essere in parte rende reali i personaggi interpretati. “Tutta colpa di Freud” è in sostanza una commedia corale principalmente al femminile che attraverso i tanti sketch da sitcom spinge alla riflessione su sentimenti quotidiani e circostanze reali, che potrebbero tornare utili a quanti di noi si trovino in condizioni simili. Forse è proprio questo il più grande pregio del film: il fatto che sia, almeno per la maggior parte, percepibile come vero.

Come ti rovino le vacanze (Vacation)
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Genere  Avventura, Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  99 min
Regista  John Francis Daley, Jonathan M. Goldstein
Attori  Ed Helms, Christina Applegate, Chris Hemsworth, Leslie Mann, Beverly D'angelo, Skyler Gisondo, Steele Stebbins, Chevy Chase
Ubicazione  File
Descrizione  Dopo averci divertito in “Una Notte Da Leoni”, Ed Helms veste i panni di Rusty Griswold, un giovane padre di famiglia che decide di sorprendere sua moglie Debbie (Christina Applegate) e i loro due figli. Organizzerà un’indimenticabile vacanza on the road alla volta di un famoso parco divertimenti. Ma non tutto filerà liscio...
Commento  Nel 1983 il mai troppo rimpianto e lodato Harold Ramis diede inizio, con National Lampoon's Vacation, alla divertentissima saga della famiglia Griswold e delle sue catastrofiche vacanze. All'epoca i protagonisti erano Chevy Chase e Beverly D'Angelo.
Passati più di trent'anni dal primo episodio, Rusty Griswold (Ed Helms), goffo pilota di una compagnia aerea low cost che effettua solo voli regionali, decide di ripercorrere le orme paterne intraprendendo, insieme alla moglie Debbie (Christina Applegate) e ai loro due figli, un viaggio alla volta del parco dei divertimenti di Walley World.

Tu la conosci Claudia? (Tu la conosci Claudia?)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2004
Durata  104 min
Regista  Massimo Venier
Attori  Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Paola Cortellesi, Ottavia Piccolo, Sandra Ceccarelli, Silvana Fallisi, Daniela Cristofori, Rossy de Palma, Max Pisu, Marco Messeri, Rufin Doh
Ubicazione  File
Descrizione  Giovanni è un uomo metodico e ripetitivo. E’ sposato con Claudia e considera questa unione un fortunato miracolo. Aldo è un tassista che si innamora di continuo. Da qualche mese però vive solo per Claudia, che però non vuole più saperne di lui. Giacomo, separato, è un uomo solo. Vive tutto sommato tranquillo, ha un buon lavoro, ha un po’ di soldi, ha una bella casa. Poi conosce Claudia e capisce di non avere niente. Claudia è il centro di tutto. Ama il marito ma ha difficoltà a dirglielo. Donna inquieta, dal fascino incontrollabile, scatena una folle girandola sentimentale intorno a sé.
Commento  Dopo l'originale (e mezzo flop) "La leggenda Al, John e Jack", il famoso trio lanciato dalla Gialappa's ritorna alle origini con una commedia ambientata ai giorni nostri nella loro amata Milano. Perno della vicenda è Claudia (Paola Cortellesi), che per Giovanni è una moglie annoiata, per Aldo l'amante rimpianta e per Giacomo un'amica "speciale". I tre non si conoscono fin quando casualità vere, o presunte tali, li portano a frequentarsi e a vivere di riflesso le avventure amorose che a turno capiteranno ad ognuno di loro.
Equivoci, bugie e qualche scherzo da prete. Il film scorre seguendo le direttive classiche del cinema comico, giocando sui dialoghi a tre dove si è alternativamente vittime o esecutori della cinica battuta. La sensazione è però quella di aver già assaggiato questi sapori, e seppur si provi gusto, era lecito aspettarsi qualcosa di più. I tre sembrano essere vittime di loro stessi, incapaci ad uscire dai ruoli con cui si sono affermati in passato. Ricorrono alcuni tormentoni (uno su tutti è il famoso "Miii!!!Non ci posso credere" di Aldo), riappare il lungo viaggio in macchina per l'Italia (con tanto di rottura auto), non ritorna purtroppo quella "garbata poesia" che aveva caratterizzato "Così è la vita" e "Chiedimi se sono felice". Si è andati sul tranquillo, gli sketch comici d'impianto teatrale strappano quasi sempre la risata, questo è sicuro, però...
La sostituzione della Massironi con la Cortellesi cambia poco e nulla alla sostanza, simpatica è invece la partecipazione di Ottavia Piccolo nel ruolo dell'analista sorniona, così come dei vari Max Pisu, Marco Messeri e Sandra Ceccarelli in piccoli, ma azzeccati camei.
Un film piacevole che non tradisce né aggiunge luminosità alla stella del trio.

The Pills - Sempre meglio che lavorare (The Pills - Sempre meglio che lavorare)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2016
Durata  90 min
Regista  Luca Vecchi
Attori  Matteo Corradini, Luigi Di Capua, Luca Vecchi, Simone Fazzello, Antonio Marrano, Giancarlo Esposito, Gianni Morandi, Francesca Reggiani
Ubicazione  File
Descrizione  I trentenni di oggi non trovano lavoro, non riescono ad emanciparsi e di questo sono terribilmente affranti. I The Pills no. Luigi, Matteo e Luca si conoscono dall'infanzia, hanno quasi trent'anni e nessuna intenzione di prendersi sul serio. Da anni sono paladini di una battaglia ideologica: immobilismo post-adolescenziale costi quel che costi. E così, invece di star dietro a stage e colloqui di lavoro, preferiscono tirare a campare fumando sigarette, bevendo caffè e sparando idiozie attorno al tavolo della loro cucina alla periferia di Roma Sud. Ma il lavoro è un nemico duro, che colpisce alle spalle e cerca di farti crescere quando meno te lo aspetti. E allora bisogna essere disposti a tutto pur di salvarsi. Disposti a qualunque cosa...
Commento  

Così è la vita (Così è la vita)
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Genere  Comico
Paese  Italia
Anno  1998
Durata   min
Regista  Aldo, Giovanni, Giacomo, Massimo Venier
Attori  Aldo, Giovanni, Giacomo
Ubicazione  File
Descrizione  Bancomat (Aldo) è un detenuto di mezza tacca che riesce in qualche modo a sequestrare il poliziotto Giacomo e il malcapitato Giovanni, inventore di giocattoli pignolo e petulante.
Commento  Aldo detto Bancomat è un detenuto che non farebbe male a nessuno. Un giorno durante un trasferimento dal carcere a bordo della macchina della polizia riesce ad impossessarsi della pistola di Giacomo, poliziotto che non ama le armi e sogna di diventare uno scrittore, talmente sbadato da lasciare la sua pistola d'ordinanza nel portaoggetti. In questa situazione viene coinvolto il malcapitato Giovanni, un inventore di giocattoli estremamente pignolo che subisce il furto dell'auto e ha la sfortuna di chiedere aiuto al poliziotto sbagliato. Inizia così la fuga per mezza Italia dei tre, inseguiti dalla polizia, incontrano Clara ma soprattutto diventano grandi amici. E quando avranno superato anche l'ultima difficoltà e vissuto la loro ultima avventura, Clara svelerà loro l'ultima sorpresa. Perchè nella vita niente è come sembra: perché "Così è la vita", diretto (con l'aiuto del fido Massimo Venier) e interpretato dallo straordinario trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, il film sfrutta il successo clamoroso ottenuto con il precedente "Tre uomini e una gamba" sbancando i botteghini italiani durante la scorsa stagione cinematografica. Contrariamente al primo film che era più un insieme delle loro performance teatrali, in questo la storia è senz'altro più articolata e meglio costruita anche se probabilmente non si ottengono i risultati comici strabilianti avuti con "Tre uomini e una gamba". Ma ciò non toglie che anche "Così è la vita" sia un film davvero divertente, con scene e battute che rimarranno impresse negli spettatori e che consacra definitivamente il trio lanciato da Mai dire goal e ora avviato ad un successo straordinario, grazie anche alla collaborazione fondamentale di Marina Massironi.

National Lampoon's Vacation (Vacation)
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Genere  Commedia
Paese  USA
Anno  1983
Durata   min
Regista  Harold Ramis
Attori  Chevy Chase, Beverly D'Angelo, Imogene Coca, Randy Quaid, Anthony Michael Hall, Dana Barron, Eddie Bracken, Brian Doyle-Murray, Miriam Flynn, James Keach, Eugene Levy, Frank McRae, John Candy, Christie Brinkley, Jane Krakowski, John P. Navin Jr., Fritz Ford, Gerry Black, John Diehl, Christopher Jackson, Mickey Jones, Jeannie Dimter Burton, Virgil Wyaco II, Adelaide Wilder, Tessa Richarde, Eric Stacey, Scott Perry, Dennis Freeman, John Craigmile, Nathan Cook, James Staley, Michael Talbott, Randy Lowell
Ubicazione  File
Descrizione  La famiglia Griswold (Clark, Ellen ed i figli Rusty e Audrey), parte per le vacanze di due settimane che intende trascorrere nel celebre parco dei divertimenti di Walley World. Il viaggio è un susseguirsi di avvenimenti tragicomici, a partire dalla macchina nuova che, pur non essendo quella richiesta dal capofamiglia, Clark è stato "costretto" a comprare. Così la famiglia Griswold, dopo un allucinante viaggio di oltre duemila miglia durante il quale - tra l'altro - è morta la vecchia zia Edna, aggregatasi alla comitiva dopo una visita ai "parenti poveri" di Ellen, giunge finalmente a Walley World. Ma il parco è chiuso per restauro. Clark allora tra lo sconvolto e l'allucinato, compra una pistola e costringe i guardiani del parco a rimettere tutto in moto per il divertimento della sua famiglia; quando arriva il proprietario del luna-park con la polizia, Clark dà fondo a tutte le sue capacità oratorie e adulatorie per riuscire a sfuggire all'arresto.
Commento  

Zoolander 2 (Zoolander 2)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  100 min
Regista  Ben Stiller
Attori  Ben Stiller, Owen Wilson, Kristen Wiig, Will Ferrell, Penelope Cruz, Kim Kardashian, Christine Taylor, Kanye West, Cyrus Arnold, Romuald Andrzej Klos
Ubicazione  File
Descrizione  Blue Steel. Le Tigre. Magnum... potente abbastanza da fermare una stella ninja a mezz'aria e sventare i piani di conquista del mondo di una mente malvagia. Esiste un solo e unico modello in grado di evocare tale forza e bellezza con una sola espressione... Derek Zoolander.
L'ultima volta che li abbiamo visti, i modelli Derek (Ben Stiller) e Hansel (Owen Wilson) si stavano godendo i fasti del "Centro Derek Zoolander per ragazzi e ragazze che non sanno leggere bene e che vogliono imparare anche altre cose buone", mentre Mugatu (Will Ferrell) era dietro le sbarre. Poi un'improvvisa catastrofe ha colpito il Centro, costringendo i due a ritirarsi lontano dai riflettori. Quindici lunghi anni dopo, Derek e Hansel, ancora in imbarazzo, continuano a condurre una vita di isolamento, tagliati fuori dal resto del mondo. Dopo aver ricevuto un invito speciale a presenziare come ospiti d'onore a uno dei principali eventi legati al mondo della moda nell'antica e affascinante città di Roma, i due, emozionati all'idea di tornare all'antica gloria e al mondo civilizzato, decidono di accettare.
Al loro arrivo, Derek e Hansel incontrano i bizzarri ed eccentrici designer protagonisti indiscussi delle nuove passerelle. I due realizzano rapidamente che il mondo della moda che conoscevano è drasticamente cambiato, e stranamente li vuole spingere (letteralmente) entrambi di nuovo sotto i riflettori. Tentando di barcamenarsi in questo strambo nuovo mondo in cui blog, vlog e moda anti-moda la fanno da padroni, vengono reclutati per contribuire a sventare un piano malefico che, in caso di riuscita, distruggerebbe per sempre la speranza che il mondo della moda torni ai suoi antichi fasti. Derek e Hansel, solo loro potranno "salvare la moda".
Commento  

Non ci resta che piangere (Non ci resta che piangere)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1984
Durata  111 min
Regista  Roberto Benigni, Massimo Troisi
Attori  Massimo Troisi, Roberto Benigni, Iris Peynado, Amanda Sandrelli, Carlo Monni, Livia Venturini, Elisabetta Pozzi, Jole Silvani
Ubicazione  File
Descrizione  Un bidello e un maestro si ritrovano catapultati nel 1492. Vestiti i panni dei viaggiatori, cercano di integrarsi con i costumi dell'epoca risultando sempre fuori luogo, decidono di correre in Spagna per cercare di fermare Cristoforo Colombo per impedirgli di scoprire l'America.
Commento  

Perfetti sconosciuti (Perfetti sconosciuti)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2016
Durata   min
Regista  Paolo Genovese
Attori  Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher
Ubicazione  File
Descrizione  Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell'archivio nella nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare?Perfetti sconosciuti è un film dove tutto è il contrario di tutto, dove ognuno può raccontare la sua esperienza, può fissare dei confini tra cose giuste e sbagliate, corrette e scorrette, disdicevoli o no, parlando di vite segrete, di quello che non possiamo o non vogliamo raccontare. Nel corso di una cena, che riunisce un gruppo di amici, la padrona di casa Eva, ad un certo punto, si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo partner controllasse il contenuto del cellulare dell'altro. Parte così una sorta di gioco per cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms/chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Quello che all'inizio sembra un passatempo innocente diventerà man mano un gioco al massacro e si scoprirà che non sempre conosciamo le persone così bene come pensiamo.
Commento  

Nonno scatenato (Dirty Grandpa)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2016
Durata  102 min
Regista  Dan Mazer
Attori  Robert De Niro, Zac Efron, Julianne Hough, Dermot Mulroney, Zoey Deutch, Aubrey Plaza, Eugenia Kuzmina, Catherine Dyer, Jeffrey Bowyer-Chapman, Adam Pally
Ubicazione  File
Descrizione  Jason sta per sposarsi con la figlia del suo capo e diventare così socio nello studio legale del suocero. Quando però il puritano Jason cade nella trappola del nonno Dick, che lo costringe ad accompagnarlo a Daytona per le vacanze di primavera, le sue nozze vengono messe seriamente a rischio. Tra feste, risse da bar e una serata epica di karaoke, Dick vuole godersi il viaggio più selvaggio della sua vita sempre al massimo. Alla fine il nonno scatenato e il nipote bacchettone scoprono di poter imparare molto l’uno dall’altro e creare quel legame che non avevano mai avuto prima.
Commento  

Wish I Was Here (Wish I Was Here)
2/4
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Genere  Comedy, Drama
Paese  USA
Anno  2014
Durata  106 min
Regista  Zach Braff
Attori  Zach Braff, Pierce Gagnon, Kate Hudson, Joey King, Alexander Chaplin, Leslie David Baker, James Avery, Ato Essandoh, Jim Parsons, Mark Thudium, Mandy Patinkin, Josh Gad, Allan Rich, Ashley Greene, Michael Weston
Ubicazione  File
Descrizione  "Life is an occasion. Rise to it."

A struggling actor, father and husband finds himself at a major crossroads, which forces him to examine his life, his family and his career.
Commento  In my opinion, the critics have it all wrong with this film."Wish I Was Here" from director and writer Zach Braff ("Garden State") is another terrific film that deals with real life issues that most can relate to. Not only does Braff's direction capture Southern California and human emotion quite well, his screenplay is witty, smart and deep.To top it off, Zach Braff's performance as a 35-year-old father, husband and struggling actor is terrific. He works well with his supporting cast including Kate Hudson, in her best performance in a long time, Mandy Patinkin, Joey King and Josh Gad. If you are looking for a film about self discovery topped with comedy and deep human emotions, then give "Wish I Was Here" a try and ignore the critics. This may be one of my favorite films of the year.

50 e 50 (50/50)
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Genere  Commedia
Paese  USA
Anno  2011
Durata  99 min
Regista  Jonathan Levine
Attori  Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard, Anjelica Huston, Julia Benson, Jessica Parker Kennedy...
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Descrizione  Durante una visita di controllo, Adam (Joseph Gordon-Levitt) apprende di essere stato colpito da un cancro che gli lascia il 50% di possibilità di sopravvivenza. La notizia genera sconforto in tutte le persone che gli vogliono bene ma, mentre la madre Diane (Anjelica Huston) e la fidanzata Rachael (Bryce Dallas Howard) sono incapaci di reagire al dolore, Adam non si lascia abbattere. Per evitare che la sua intera esistenza vada in rovina, proverà a vincere paure e sofferenze continuando a vivere in maniera spensierata, grazie anche all'aiuto dell'ilare amico Kyle (Seth Rogen) e al sostegno della bella psicologa Katie (Anna Kendrick), con cui instaurerà un rapporto sempre più tenero.
Commento  Fa’ la cosa sbagliata, recitava l’opera seconda di Jonathan Levine, notevole per originalità di scrittura e di casting. Purtroppo il regista ha preso il suo consiglio alla lettera, e per uscire dalla nicchia, con questo 50/50, ha fatto almeno un paio di cose sbagliate: scegliere lo script dell’anonimo Will Reiser, che unisce cancro e commedia (combinazione ormai di tendenza, si vedano Il mio angolo di Paradiso e la serie The Big C ), e mettere insieme un cast che più cauto non si può.

Predestination (Predestination)
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Genere  Thriller, Fantascienza
Paese  Australia
Anno  2014
Durata  97 min
Regista  Michael Spierig, Peter Spierig
Attori  Ethan Hawke, Noah Taylor, Sarah Snook, Christopher Kirby, Madeleine West, Freya Stafford, Jim Knobeloch, Elise Jansen, Cate Wolfe, Rob Jenkins
Ubicazione  File
Descrizione  Al suo ultimo incarico, un agente che viaggia nel tempo dovrà catturare l’unico criminale sfuggitogli nel corso del tempo. Tratto dal racconto "Tutti voi zombie" del 1959 di Robert A. Heinlein, il film racconta la vita di un singolare agente, magistralmente interpretato da Ethan Hawke, che deve affrontare una serie intricata di viaggi spazio temporali, progettati per garantire l’applicazione della legge per l’eternità. Ora, al suo ultimo incarico, l'agente è all’inseguimento di un criminale che da sempre continua a sfuggirgli: l’obiettivo è salvare migliaia di vite messe in pericolo dai piani di questo terribile assassino.
Commento  C'è una bomba pronta a esplodere in un determinato luogo e in un determinato momento.
E c'è un agente temporale che, per quanto si sforzi andando avanti e indietro nel tempo, non riesce ad evitarne la detonazione, mettendo a repentaglio la sua stessa vita.
Quando però il continuo spostarsi lungo l'asse temporale inizia a logorarne la psiche, l'uomo capisce di avere a disposizione ancora pochi tentativi per evitare la strage che costerà la vita a così tante persone.
In mezzo a tutto questo, poi, un barista che, negli anni ’70, ascolta la bizzarra storia di un misterioso avventore e un'orfana cresciuta lottando contro le avversità per un intreccio dagli sviluppi imprevedibili e paradossali.
Mica facile parlare della trama di Predestination senza correre il rischio di svelare particolari fondamentali per la corretta fruizione del film, tutt'altro.
Tratto dal racconto "Tutti voi zombie", scritto nel 1959 dal maestro della fantascienza Robert A. Heinlein, il terzo film dei fratelli Spierig (Daybreakers) è, infatti, un criptico rompicapo che contiene, al suo interno, materiale buono per almeno altri cinque film di cui un thriller, un poliziesco e un film d'amore ed è importante che lo spettatore vi si accosti con la mente e gli occhi scevri da eventuali eccessi d'informazioni.
Perché sapendo troppo rischierebbe di autoescludersi dal ruolo attribuitogli dagli autori che, attraverso un abilissimo meccanismo a incastri infiniti, riescono del delicato compito di mettere chi guarda sullo stesso identico piano esperienziale dei personaggi del film.
Con la sola bontà di uno script ricchissimo di twist narrativi ma anche matematico nel non lasciarne neanche uno inspiegato, Predestination finisce con l'essere uno dei migliori film a tema viaggi nel tempo dai tempi di Donnie Darko, pur essendo un'opera tutto sommato povera in termini di budget e, soprattutto, di effetti speciali.
Costruito come un noir quasi interamente girato in interni, il film cala, infatti, la maggior parte dei suoi molti assi su un piano puramente intellettuale, senza perdersi in inutili fuochi d'artificio che poco o nulla aggiungerebbero a un quadro generale di per sé lucidissimo.
In questo modo gli Spierig navigano in direzione esattamente contraria al trend cinematografico dominante, negli ultimi anni, oltreoceano che vede intere generazioni di autori limitarsi a giocare per lo più con innocue rimasticature di vecchi film attraverso il troppo comodo escamotage del reboot.
In fondo basta poco, giusto tre attori (Ethan Hawke, in particolare, offre qui una delle sue migliori interpretazioni di sempre), una valigetta nera utilizzata come macchina del tempo e una serie di acute riflessioni sull'assoluta ineluttabilità del destino, sulla tanto discussa identità di genere e sul concetto - basilare ai fini della comprensione dell'opera - di predestinazione.
Sono molteplici i riferimenti ad altri film contenuti in Predestination, ma volendo individuare un solo referente stretto non si può non pensare al Christopher Nolan di Memento per la struttura reiterativa e circolare della storia e ad Inception per il cotè cerebrale che fa da sfondo al tutto.
Punti di partenza similari si biforcano però nei risultati.
Laddove, infatti, Nolan percorre da sempre sentieri più eloquentemente autoriali con il conseguente rischio di ledere la coerenza narrativa di alcuni passaggi delle sue opere - era questo, ad esempio, un difetto del comunque magnifico e monumentale Interstellar - i fratelli Spierig hanno un'idea di cinema molto più artigianale, attraverso la quale sembrano imporsi di non deragliare mai dai binari di un fiero B-Movie che antepone alle velleità la precisione chirurgica della scrittura, fino a un finale realmente shockante, di quelli che portano a riconsiderare tutto ciò che si è visto fino ad allora in una chiave diversa e, in questo caso, agghiacciante.
Stupisce inoltre che alcuni dei migliori film della stagione (Babadook, Wolf Creek 2, senza contare ovviamente lo straordinario Mad Max: Fury Road) provengano tutti dall'Australia, quasi a suggerire come il trovarsi geograficamente alla periferia dell'impero, possa spingere chi scrive per il cinema oltre i limiti angusti del già visto e, aspetto forse ancora più importante, del già detto.

Niente può fermarci (Niente può fermarci)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2013
Durata  90 min
Regista  Luigi Cecinelli
Attori  Gérard Depardieu, Massimo Ghini, Serena Autieri, Gianmarco Tognazzi, Paolo Calabresi, Carolina Crescentini, Vittorio Emanuele Propizio, Maria Chiara Augenti, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri, Guglielmo Amendola
Ubicazione  File
Descrizione  Quattro ragazzi, un’auto rubata, un viaggio – e un sogno – unico, che li porterà a vivere un’esperienza irripetibile. Il narcolettico Mattia (Guglielmo Amendola), l'internet-dipendente Augusto (Emanuele Propizio), l'ossessivo compulsivo Leonardo (Federico Costantini) e Guglielmo (Vincenzo Alfieri), affetto da sindrome di Tourette, si incontrano a Villa Angelika, dove hanno deciso di ricoverarsi per curare i loro disturbi. Ma l’estate è lunga e si prospetta noiosa in clinica, così i quattro decidono di lasciarsi tutto alle spalle, rubare la macchina del direttore, e partire alla volta di Ibiza. Il loro viaggio on the road li porterà a vedere posti nuovi, conoscere Regina (Maria Chiara Augenti), una ragazza in fuga da una storia d’amore finita male, superare i propri limiti e scoprire nuove sensazioni. I genitori, sulle loro tracce, all’inizio molto preoccupati, si renderanno ben presto conto di quanto invece siano orgogliosi dei loro figli, unici nelle loro "stranezze".
Commento  

Ted 2 (Ted 2)
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Genere  Commedia, Animazione
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  119 min
Regista  Seth MacFarlane
Attori  Mark Wahlberg, Liam Neeson, Seth MacFarlane, Amanda Seyfried, Morgan Freeman, Richard Schiff, Jessica Barth, Patrick Warbunton, Dennis Haysbert, Michael Dorn
Ubicazione  File
Descrizione  Da quando abbiamo lasciato John e Ted, i due continuano a spassarsela alla grande in quel di Boston. Mentre John ora è scapolo, Ted convola a nozze con Tami-Lynn, la donna volgarotta dei suoi sogni. Poiché i problemi coniugali cominciano ad assalire gli sposi, Ted e Tami-Lynn decidono di avere un bambino per salvare il loro matrimonio. Le loro speranze vengono schiacciate però quando il Commonwealth del Massachusetts dichiara che Ted non è un essere umano, ma una proprietà, e quindi la sua domanda di adozione viene respinta. Inoltre, viene licenziato dal suo lavoro presso il negozio di alimentari, e sommariamente informato che il suo matrimonio è stato annullato. Arrabbiato e sconsolato, Ted incassa la sua frustrazione e chiede al suo migliore amico di aiutarlo a citare in giudizio lo Stato per far valere i suoi diritti. Si rivolgono quindi ad un giovane avvocatessa, dipendente dalla marijuana a scopo terapeutico di nome Samantha L. Jackson. Ma quando Ted perde la sua causa, i tre decidono di avventurarsi in un viaggio a New York nell' ultimo disperato tentativo di convincere il leggendario avvocato per i diritti civili Patrick Meighan a difenderlo in appello. In caso di vittoria, dovranno provare che Ted non è solo un vizioso orsacchiotto di peluche, ma in realtà è una persona che merita le stesse libertà di tutti gli alcolisti e drogati americani.
Commento  

Tre Uomini E Una Gamba (Tre Uomini E Una Gamba)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1997
Durata  98 min
Regista  Aldo, Giovanni, Giacomo, Massimo Venier
Attori  Aldo, Giovanni, Giacomo, Marina Massironi, Carlo Croccolo, Maria Pia Casilio, Luciana Littizzetto, Gaetano Amato
Ubicazione  File
Descrizione  È il 31 luglio. Aldo, Giovanni e Giacomo partono da Milano per raggiungere le loro famiglie in Puglia. Aldo e Giovanni sono sposati con due sorelle e Giacomo sta per sposarsi con la terza. I tre lavorano al "Paradiso della Brugola", negozio del suocero, l'uomo che da sempre li tiranneggia sia sul lavoro che in famiglia. Durante il viaggio, tra mille vicissitudini e l'incontro con Chiara, si rendono conto della meschinità della loro vita fino al punto di cambiarla radicalmente.
Commento  

Senza indizio (Without a Clue)
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Genere  Commedia, Poliziesco
Paese  Gran Bretagna
Anno  1988
Durata  107 min
Regista  Thom Eberhardt
Attori  Michael Caine, Ben Kingsley, Jeffrey Jones, Lysette Anthony, Paul Freeman, Nigel Davenport, Pat Keen, Peter Cook, Tim Killick, Matthew Savage, John Warner, Matthew Sim, Harold Innocent, George Sweeney, Murray Ewan
Ubicazione  File
Descrizione  Il dottor Watson fornisce una clamorosa rivelazione alla stampa: chi ha risolto gli enigmi dei casi piú oscuri è stato lui e non Sherlock Holmes, mera creatura della fantasia. Quando viene affidato un difficilissimo caso all'ispettore Holmes dalla famiglia reale, il dott. Watson ingaggia un attore per interpretarne il ruolo.
Commento  

Torno Indietro e Cambio Vita (Torno Indietro e Cambio Vita)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2015
Durata  95 min
Regista  Carlo Vanzina
Attori  Raoul Bova, Ricky Memphis, Giulia Michelini, Max Tortora, Paola Minaccioni, Emanuele Propizio, Michela Andreozzi
Ubicazione  File
Descrizione  Marco é sposato con una donna bellissima, ha un figlio e un ottimo lavoro. Tutto sembra perfetto, almeno finchè sua moglie, con la quale sta insieme da quasi 25 anni, gli annuncia che ha un altro uomo e vuole la separazione. Marco è costretto ad andarsene di casa. Chiede aiuto al suo amico di sempre: Claudio, che conosce dai tempi della scuola. E una sera, mentre passeggiano per strada di notte, Marco dice all'amico: "Se potessi tornare indietro cambierei tutta la mia vita!" Proprio in quel momento un'auto li travolge...! I due amici si risveglieranno nel 1990, pochi giorni prima del fatidico incontro tra Marco e quella che sarà la sua futura moglie. E allora farà del suo meglio per cambiare il corso degli eventi. Ma... si può davvero fermare il destino?
Commento  

Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2004
Durata  108 min
Regista  Michel Gondry
Attori  Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Mark Ruffalo, David Cross
Ubicazione  File
Descrizione  Joel e Clementine si amano alla follia ma sono troppo diversi. Così, un giorno, Clementine decide di farsi estirpare la sezione della memoria relativa alla loro storia d'amore. Quando Joel lo scopre vuole sottoporsi allo stesso trattamento, ma all'ultimo momento capisce di amare troppo Clementine e di non volerne cancellare il ricordo... Inizia così una corsa contro il tempo per poter salvare l'amata nei recessi della sua mente.
Commento  Tendenzialmente la nostra esistenza in un'analisi personale e non rivolta all'esterno ed all'eventuale percezione che di noi ha il mondo, si può riassumere nel bagaglio delle nostre esperienze, emozioni e ricordi. Privati di questo, ci resta ben poco se non il presente e la possibilità di vivere in una sorta di circolo vizioso emozionale, in cui ripetiamo all'infinito le nostre esperienze visto che non riusciamo ad immagazzinarle.L'idea del prolifico e geniale Kaufman (Il ladro di orchidee), che costituisce l'ossatura di questa pellicola, risiede proprio nella cancellazione dei ricordi. Al termine di una storia particolarmente travagliata, la soluzione migliore per liberarsi del peso emozionale, potrebbe essere una bella cancellazione della memoria, con la conseguente rimozione dei ricordi "dolorosi".Joel (Jim Carrey / Una settimana da Dio) e Clementine (Kate Winslet / Finding Neverland) sono ormai ai ferri corti. Ognuno ha cose da rimproverare all'altro, ma soprattutto si sentono ormai prigionieri di un menage che non riconoscono più. È Clementine a fare il primo passo: decide di recarsi alla Lacuna Inc., azienda specializzata nella rimozione dei ricordi, e farsi cancellare la storia con Joel.
Venuto a conoscenza della cosa Joel decide di fare altrettanto, ma durante l'operazione se ne pente.La storia è costruita con una serie di incastri posizionati in modo circolare in modo da riportare lo spettatore al punto di partenza e fargli acquisire quindi la comprensione del tutto; particolarmente rivelatore è anche la posizione apparentemente casuale dei titoli di testa.
Se già la storia di per se è accattivante e ben studiata, ma soprattutto originale, i personaggi di contorno creati da Kaufman sono quello che rende il tutto credibile. Veri reali, ognuno con le sue ombre ed i suoi personali demoni, non si limitano ad asservire la storia, ma gli danno profondità, illuminandone particolari con la loro luce soggettiva.Ottimo cast di supporto con l'eccezione di un Carrey che seppur molto bravo sembra eccessivamente sotto le righe, tanto da risultare un po' finto, ma si tratta veramente della classica imperfezione che non può che valorizzare il risultato finale.

Curiosità: per il ruolo di Joel, prima che Carrey esprimesse il suo interesse, era stato considerato Nicholas Cage.

La chicca: una sequenza nel film è stata tagliata in fase di montaggio. Joel e Clementine che sul treno parlano di un album di Tom Waits, "Rain Dogs". A Joel piace molto, ma non ricorda di averlo comprato, né cosa contiene. In seguito si vede che alla Lacuna Inc. tra gli oggetti che Joel consegna prima di farsi cancellare la memoria, una copia di "Rain Dogs".

La frase: "San Valentino è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline di auguri per far sentire di merda le persone."

Indicazioni:Se amate le storie di Kaufman.

Blackhat (Blackhat)
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Genere  Azione, Drammatico, Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  135 min
Regista  Michael Mann
Attori  Chris Hemsworth, Viola Davis, John Ortiz, William Mapother, Manny Montana, Ritchie Coster, Holt McCallany, Jason Butler Harner, Spencer Garrett, Tracee Chimo, Wei Tang
Ubicazione  File
Descrizione  Blackhat segue la storia di un hacker pregiudicato Nicholas Hathaway (Chris Hemsworth di The Avengers e della serie di Thor), in licenza dal carcere federale, che insieme ai suoi soci americani e cinesi cerca di identificare e sventare una pericolosissima rete di criminalità informatica che opera a livello mondiale: da Los Angeles a Hong Kong, passando per Perak, Malesia e Giacarta. Però, man mano che Hathaway si avvicina al suo obiettivo, il suo bersaglio diventa consapevole della presenza di Hathaway stesso, e la posta in gioco si sposta sul piano personale.
Commento  Una serie di attacchi informatici causano prima l'esplosione di una centrale nucleare a Hong Kong e poi l'alterazione nei valori di alcuni titoli di borsa a Chicago.
I servizi segreti cinesi e americani si trovano quindi a dover cooperare, sulle prime anche piuttosto malvolentieri, nel tentativo di risalire alla fonte di questi attentati che, se dovessero avere seguito, minerebbero alle fondamenta la sicurezza mondiale.
Il sistema utilizzato dai cyber-terroristi si basa su un codice sviluppato anni prima dall'hacker Nick Hathaway (Chris Hemsworth) al momento detenuto in un carcere di massima sicurezza per una truffa informatica.
Su richiesta delle autorità cinesi, Nick viene provvisoriamente scarcerato per collaborare al caso, con la promessa di una liberazione definitiva qualora il suo aiuto si rivelasse decisivo.
Michael Mann fa il suo ritorno alla regia a ben sei anni da Nemico pubblico e la sensazione è che quel capolavoro sperimentale - e, ad oggi, forse neanche del tutto compreso - non sia stato solo una felice digressione all'interno del suo corpus filmico.
Un po' come se Mann, prima di girare l'ultimo capitolo di un'ideale trilogia della "night vision metropolitana" di cui Collateral e Miami Vice rappresentavano i primi due capitoli, si sia voluto fermare un attimo per dare delle precise coordinate storico-geografiche ai suoi malinconici eroi solitari, così profondamente innervati di suggestioni moderniste ma, in buona sostanza, mutuati direttamente dai classici del western e del noir.
Ecco quindi che in Blackhat tornano le meravigliose riprese aeree di skyline notturni che Mann maneggia con padronanza assoluta ormai dai tempi di Heat - La sfida e il cui il valore testuale, prima ancora che meramente estetico, forse nessun altro autore è mai riuscito a cogliere appieno come lui.
Che poi qui l'azione si sposti da Los Angeles a quella Hong Kong che ha ormai sostituito, nell'immaginario collettivo, la "città degli angeli" come metropoli per eccellenza non è affatto un caso e nemmeno l'unico scarto operato dal regista rispetto al proprio passato recente.
Già dalle sue prime sequenze, infatti, Blackhat si palesa come ultimo stadio e punto di non ritorno di una precisa quanto radicale operazione di scarnificazione narrativa che, dal plot minimale ma comunque ricco di introspezione e di continui colpi di scena di Collateral, porta a questo canovaccio poliziesco tutto sommato basico, null'altro che un pretesto per continuare a ragionare sul concetto di rappresentazione filmica degli spazi e sulle sue possibili declinazioni digitali.
Michael Mann estremizza il proprio stile fino a sacrificare sul suo altare anche il divismo, forse il più duro a morire tra i vessilli del mainstream hollywoodiano, scegliendo come protagonista un attore anche famoso come Chris Hemsworth, ma privo di forti connotazioni iconiche e, per questo, molto più adattabile alla sua idea di cinema.
Per dire che, durante la visione, è piuttosto difficile che il pensiero vada a Thor.
Non c'è più spazio né per Daniel Day Lewis, né per Al Pacino e nemmeno per Johnny Depp, ché in Blackhat - ed è una cosa riuscita forse solo a Kubrick in film come 2001: Odissea nello spazio e Full Metal Jacket e ultimamente a Malick - i protagonisti non sono neanche più gli attori ma ciò che è intorno a loro, in questo caso la notte, simulacro di una calma apparente solo di rado interrotta da violenti squarci di luce, e il baluginio intermittente dei neon.
In modo similare, le scene di raccordo sembrano poter significare molto più dei climax che vanno ad anticipare o a seguire.
Non si commetta però l'errore, sulla scorta di queste riflessioni, di pensare a Blackhat come ad un film povero di azione, perché di azione ce n'è ed è anche gestita in maniera magistrale - ma, trattandosi dell'autore di Heat, la cosa non dovrebbe stupire affatto - e basterebbe citare anche solo l'ultimo, allucinato scontro consumato in mezzo a centinaia di passanti per mandare a casa la quasi totalità del cinema action odierno.
O anche la prima sequenza, una scena di una modernità disarmante in cui Mann immagina l'irruzione di un virus informatico tra i chip del computer della centrale nucleare come l'onda di uno tsunami che procede inarrestabile fino all'esplosione del reattore.
Film pieno di (voluti) rallentamenti e deviazioni, seguite da brusche accelerazioni e improvvise esplosioni di violenza, Blackhat è un film di abbacinante bellezza, davvero straordinario nel modo in cui inventa nuovi linguaggi pur utilizzando il più classico dei lessici e restando fedele alle sue storie di uomini tutti d'un pezzo, guidati da un'idea di giustizia (o del suo esatto contrario) che non si scontra mai con il minimo dubbio.
Uomini che veicolano su pellicola la stessa idea di coerenza che Michael Mann ha sempre mostrato nell'arco di tutto il suo percorso autoriale, arrivando così a definire uno stile unico, con il quale qualsiasi regista si trovi a filmare la città deve, per forza di cosa, confrontarsi, come nel caso di Dan Gilroy e del suo recente Lo sciacallo - The Nightcrawler, opera pregevole anche in virtù del massiccio ricorso a scelte estetiche tipicamente à la Mann.

Il caso Spotlight (Spotlight)
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Genere  Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  128 min
Regista  Thomas McCarthy
Attori  Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Brian d'Arcy James, John Slattery, Billy Crudup, Len Cariou, Paul Guilfoyle, Jamey Sheridan, Billy Crudup
Ubicazione  File
Descrizione  Il caso Spotlight racconta la storia del team di giornalisti investigativi del Boston Globe soprannominato Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un'inchiesta premiata col Premio Pulitzer. Quando il neodirettore Marty Baron (Liev Schreiber) arriva da Miami per dirigere il Globe nell'estate del 2001, per prima cosa incarica il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent'anni. Consapevoli dei rischi cui vanno incontro mettendosi contro un'istituzione com la Chiesa Cattolica a Boston, il caporedattore del team Spotlight, Walter "Robby" Robinson (Michael Keaton), i cronisti Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Michael Rezendes (Mark Ruffalo) e lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll (Brian d'Arcy James) cominciano a indagare sul caso. Via via che i giornalisti del team di Robinson parlano con l'avvocato delle vittime, Mitchell Garabedian (Stanley Tucci), intervistano adulti molestati da piccoli e cercano di accedere agli atti giudiziari secretati, emerge con sempre maggiore evidenza che l'insabbiamento dei casi di abuso è sistematico e che il fenomeno è molto più grave ed esteso di quanto si potesse immaginare. Nonostante la strenua resistenza degli alti funzionari ecclesiastici, tra cui l'arcivescovo di Boston, Cardinale Law (Len Cariou), nel 2002 il Globe pubblica le sue rivelazioni in un dossier che farà scalpore aprendo la strada ad analoghe rivelazioni in oltre 200 diverse città del mondo.
Commento  Talvolta la verità (intesa giornalisticamente) è “coraggio di parlare” andando oltre il proprio passato, mettendo da parte se stessi e riconoscendo i propri limiti, la propria pigrizia, la propria ingenua inettitudine.
“Spotlight” o “Il caso Spotlight” è un film che riflette sul “parlare”, sul parlare “dopo”, sul parlare “per”, sul parlare “contro”, sul parlare “anche a costo di” e, forse necessariamente, sul “non” parlare, sul silenzio omertoso, sul silenzio che infanga la giustizia.
Il nucleo di inchiesta del “Boston Globe”, uno dei primi quotidiani della metropoli statunitense, inizia ad occuparsi di una vicenda (scaduta da alcuni mesi, già passata “in sordina” sulla cronaca locale) che riguarda decine di casi di abusi su minori per mano di un prete della zona. I membri della redazione di “Spotlight” (questo il nome del piccolo ma celebre nucleo) dà il via ad un'indagine complessa ed emotivamente gravosa per portare alla luce quello che si scoprirà essere un numero spropositato di vicende legate alle molestie da parte funzionari religiosi, attirando gli ostracismi dell'istituzione ecclesiastica e mettendo a dura prova la loro resistenza in quanto uomini (oltre che “giornalisti”).
Il cast (più ricco che mai, spiccano tra tutti Michael Keaton, che i panni del supereroe se li è tolti per davvero, un ottimo Mark Ruffalo, Rachel McAdams e Stanley Tucci) offre un lavoro interpretativo assolutamente in sintonia con quella che è la forma di massima dell'opera: un lavoro pulito, ben condotto, dalla struttura abbastanza solida e limpida, scevro di fazzoletti da naso e crisi mistiche, a tratti sorprendentemente carico di ironia ben calibrata.
E' sorprendente, per tornare alla definizione iniziale, “parlare di” un film che “parla di” in modo così marcato. Sembra quasi di doversi piegare alle logiche della narrazione senza sporcarsi mani o lingua con valutazioni di carattere morale (e non moralistico, sia chiaro).
Perché “Spotlight” oltre a strappare più di un applauso fa incazzare, e questo può aiutare a smuovere la propria sensibilità rispetto alla tematica forte ma al tempo stesso può annebbiare l'opinione del lavoro in sé e per sé, svincolato dalla portata dirompente dell'inchiesta (inchiesta realmente realizzata nel 2001).
Allora è doveroso dare luce anche a qualche limite che la pellicola propone, come le scorciatoie che portano a cliché di genere o la non troppo approfondita analisi di tutto il panorama umano e professionale che viene presentato nelle oltre due ore di proiezione (nello specifico i rapporti umani, le controversie individuali e le relazioni all'interno della redazione soffrono un po' dell'attitudine fisiologicamente divoratrice della vicenda “Chiesa romana – crimini di pedofilia” e così vengono spesso abbozzati o troppo precocemente abbandonati). A tratti il sistema temporale della storia viene ristretto troppo creando disequilibrio percettivo nello spettatore abituato a canoniche divulgazioni di cronaca, a tratti viene dilatato a favore di dinamiche di cui si sente poco la necessità
Ad ogni modo il disegno, nel suo insieme, risulta più che appropriato e il tiro giunge a bersaglio senza intoppi. La denuncia, intesa come fenomeno, ha ragione di esistere sul grande schermo solo se accompagnata da una ponderata scelta stilistica che tenga in considerazione coerenza di fondo e malleabilità per il grande pubblico, anche in presenza di atmosfere o fatti di grande violenza e difficili da digerire.
“Spotlight” tenta spesso di farsi documento (oltre che opera) e spesso (non sempre, questo è doveroso ripeterlo) riesce ad avere un onesto impatto comunicativo realmente interessato ad illustrare i fatti, sempre e comunque filtrati dalla mano di un regista (come McCarthy) che dà prova di conoscere i gusti del grande pubblico e di sapersi muovere anche su terreni minati.

Jumanji (Jumanji)
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Genere  Fantastico
Paese  Usa
Anno  1995
Durata  104 min
Regista  Joe Johnston
Attori  Robin Williams, Jonathan Hyde, Kirsten Dunst, Bradley Pierce, Bonnie Hunt, Bebe Neuwirth, David Alan Grier, Patricia Clarkson
Ubicazione  File
Descrizione  Nel 1969, Alan, rimane imprigionato dentro il magico mondo di un gioco da tavolo ambientato nella giungla. Trent'anni dopo altri bambini si divertono con lo stesso gioco, Alan così riesce a venirne fuori, ma porta con sè anche tutti gli animali della savana..
Commento  

Ant-Man (Ant-Man)
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Genere  Azione, Fantascienza
Paese  U.S.A., Regno Unito
Anno  2015
Durata  117 min
Regista  Peyton Reed
Attori  Evangeline Lilly, Corey Stoll, Paul Rudd, Judy Greer, Michael Douglas, Bobby Cannavale, Michael Peña, John Slattery, Wood Harris, David Dastmalchian, Abby Ryder Fortson
Ubicazione  File
Descrizione  Il nuovo capitolo dell’Universo Cinematografico Marvel presenta Ant-Man, il nuovo film dei Marvel Studios, che porta per la prima volta sul grande schermo uno dei personaggi originali più noti dei Marvel Comics apparso fin dalle origini nel gruppo degli Avengers. Dotato della strabiliante capacità di rimpicciolirsi e al contempo accrescere la propria forza, il ladro provetto Scott Lang dovrà ricorrere alle sue doti eroiche per aiutare il suo mentore Dr. Hank Pym a proteggere il suo spettacolare costume di Ant-Man da nuove, terribili minacce. Esposti a ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang dovranno pianificare un colpo che salverà il mondo.
Commento  La prossima evoluzione dell’Universo Cinematografico Marvel porterà sul grande schermo per la prima volta un membro fondatore (nei fumetti n.d.r) degli Avengers, cioè il supereroe Marvel Ant-man. Armato della sorprendente abilità di rimpicciolire le sue dimensioni ma aumentare la sua forza, il maestro dei furti Scott Lang (Paul Rudd) dovrà abbracciare il suo eroe interiore e aiutare il suo mentore, il Dr. Hank Pym (Michael Douglas), a proteggere il segreto che si cela dietro la spettacolare tuta di Ant-Man, dalla minaccia rappresentata da Darren Cross (Corey Stoll), ex pupillo del dottor Pym ripudiato a causa dell’eccessiva sete di potere e ora in cerca di implacabile vendetta. Di fronte ad ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang dovranno pianificare e portare a compimento un colpo che salverà il mondo e forse aiuterà entrambi a recuperare il rapporto con le rispettive famiglie.
Del progetto originale a firma di Edgar Wright resta soltanto la sceneggiatura (scritta anche con l’aiuto dello stesso Paul Rudd) mentre la regia è passata a Peyton Reed, autore che proviene da un universo di comicità, basti ricordare il fortunato “Yes man” con Jim Carrey. Il regista, qui alla sua prima collaborazione Marvel, comunque non sfigura e firma un film godibile, fresco e giovanile che va ad aggiungersi e ad ampliare l’infinito universo Marvel. Tecnicamente il film si colloca in quel solco tracciato da “I Guardiani della Galassia” e composto da molto umorismo, tanta azione e pochi ma intensi momenti emotivi.
La regia è dinamica e frizzante e risulta ben calibrata sulle esigenze di un attore come Paul Rudd che funziona meglio nei panni di Scott Lang piuttosto che in quelli di Ant-Man. La sceneggiatura, ma questo è lo stile Marvel, perde qua e là alcuni dettagli lasciandone altri appena accennati (vedi ad esempio l’excursus del villain o il motivo scatenante per cui la situazione crolla portando all’epilogo finale). E tutto sommato, comunque, in pieno stile Marvel, il film risulta godibile e ben calibrato nelle varie anime che lo compongono.
Il cast funziona bene con un Michael Douglas in gran spolvero e un Paul Rudd credibile eroe/antieroe. Merita una menzione anche la bellissima Evangeline Lilly molto intensa nelle scene che le competono. E in effetti se Marvel con “I guardiani della Galassia” ha segnato una svolta ulteriore nel suo modo di fare cinecomic, Ant-Man rispetta questa svolta e prosegue su questa via risultando, nella miglior tradizione della Casa delle Idee, un film godibile da parte di tutta la famiglia, ben recitato e ben portato sullo schermo. Non mancano riferimenti al resto dell’universo Marvel (con un Avengers che partecipa alla pellicola) e tuttavia la sceneggiatura è un po’ zoppicante soprattutto nei rapporti tra i personaggi: Hank Pym vs Corey Stoll, molto viene non detto, tutto è sbrigativo o lasciato all’intuito dello spettatore cosa che per altro si verifica anche per la situazione personale iniziale del protagonista Scott Lang.
In sostanza il consiglio è quello di accomodarsi nella poltrona del cinema con l’idea di salire su una giostra e di godersi il giro su questa giostra senza tuttavia essere troppo pignoli nei confronti della psicologia dei personaggi che a conti fatti è uno dei pochi contro di una pellicola che sorprende per quelle che erano le attese e le aspettative nei confronti di un personaggio che viene considerato minore.
In conclusione: non un capolavoro (ma quanti film Marvel lo sono), ma un onesto prodotto, che fa ridere, che porta azione e divertimento, ben recitato e ben portato sullo schermo. Peccato solo per la psicologia dei personaggi che poteva venire approfondita e resa meglio sullo schermo. Questa estate non perdetevelo.

Matilda 6 Mitica (Matilda)
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Genere  Commedia
Paese  USA
Anno  1996
Durata  93 min
Regista  Danny DeVito
Attori  Danny DeVito, Mara Wilson, Rhea Perlman, Embeth Davidtz
Ubicazione  File
Descrizione  Matilda è una ragazzina straordinaria, dotata di un'intelligenza mirabolante. Sfortunatamente Harry e Zinnia Wormwood, i suoi ottusi e distratti genitori, sono troppo assorbiti dalle loro meschine esistenze per occuparsi di lei. Quando i Wormwood si decidono ad assecondare il desiderio della bambina di frequentare la scuola, la spediscono a Crunchem Hall, che dall'aspetto esteriore assomiglia in tutto e per tutto, a una cupa prigione di mattoni. La ragazzina si scontra con Agatha Trunchbull la corpulenta e terribile direttrice dell'istituto. La salva la compagnia di Miss Honey, un'insegnante di prima elementare che comprende le notevoli qualità della bambina.
Commento  Un film per bambini non sdolcinato, non patetico, capace di mescolare soprassalti orrorifici e poesia, come nella migliore tradizione della narrativa infantile anglosassone (è tratto dal libro di Roald Dahl). De Vito ha diretto "Matilda" con una bella mano cattiva, quasi ingigantendo gli squarci di "armonia" familiare della prima parte di "La guerra dei Roses": schiaccia la piccola Matilda contro gli orrori dell'universo adulto, sottolinea la volgarità pacchiana dei genitori, usa l'irrealtà del cartoon, non perdona e non redime nessuno nel finale. Un film innamorato della lettura e tutto dalla parte dei ragazzini.

Star Wars: Il Risveglio della Forza (Star Wars: Episode VII - The Force Awakens)
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Genere  Animazione, Avventura, Azione
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  136 min
Regista  J.J. Abrams
Attori  Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Lupita Nyong'o, Anthony Daniels, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Gwendoline Christie, Oscar Isaac, Max von Sydow, Kenny Baker
Ubicazione  File
Descrizione  Prosegue la saga creata da George Lucas a trenta anni da "Il ritorno dello Jedi".
Commento  Come di consueto, in anticipo rispetto all’inconfondibile tema musicale di John Williams che fa da accompagnamento alla lunga didascalia volta a ricordarci dove eravamo rimasti, è “Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...” ad introdurre sul filo dell’emozione dettata dalla nostalgia anche il settimo capitolo della saga fantascientifica iniziata tramite “Guerre stellari” (1977) di George Lucas, “L’impero colpisce ancora” (1980) di Irvin Kershner e “Il ritorno dello jedi” (1983) di Richard Marquand, in realtà costruiti su eventi narrativamente collocabili dopo i successivi “Star wars: Episodio I – La minaccia fantasma” (1999), “Star wars: Episodio II – L’attacco dei cloni” (2002) e “Star wars: Episodio III – La vendetta dei Sith” (2005), tutti diretti dal primo dei tre registi.
Settimo capitolo che, tagliato totalmente fuori l’autore de “L’uomo che fuggì dal futuro” (1971) e “American graffiti” (1973), vede dietro la macchina da presa il J.J. Abrams già occupatosi del restyling cinematografico della saga “Star trek”, qui impegnato a proseguire in tre dimensioni – ad oltre trent’anni dalla chiusura della trilogia originale – il racconto della battaglia intrapresa dai ribelli contro il Primo Ordine.
Battaglia che, opposti al nuovo cattivo proto-Darth Vader Kylo Ren, cui concede anima e corpo l’Adam Driver di “Hungry hearts” (2014), pone la giovane Rey alias Daisy Ridley, lo stormtrooper Finn, ovvero il John Boyega di “Attack the block – Invasione aliena” (2011), e il pilota Poe Dameron, interpretato dall’Oscar Isaac di “A proposito di Davis” (2013).
Mentre, provocando più di un sussulto nei fan irriducibili del franchise, ritornano in scena anche lo wookie Chewbecca, sotto il cui pelosissimo costume ritroviamo Peter Mayhew, i droidi C-3PO e R2-D2, rispettivamente involucri di Anthony Daniels e Kenny Baker, Leia e Han Solo; incarnati, però, da una Carrie Fisher e un Harrison Ford che sembrano recitare come se non vedessero l’ora di terminare le riprese per riscuotere la diaria.
Uno dei pochissimi difetti di un’operazione in cui non risulta davvero assente il movimento già a partire dall’apertura delle oltre due ore e dieci di visione, ma che, proprio come avvenne ai tempi dell’enorme successo riscosso tra gli anni Settanta e Ottanta dai primi tre lungometraggi, riesce nell’impresa di coinvolgere soprattutto il pubblico facilmente conquistabile attraverso valanghe di effetti visivi al servizio di esili sceneggiature.
Perché, man mano che viene tirata ancora una volta in ballo la mitica astronave Millennium Falcon e che, tra navicelle spaziali in azione e duelli con spade laser, non manca un colpo di scena destinato probabilmente a far scendere qualche lacrima dagli occhi di chi è cresciuto guardando le avventure del cavaliere jedi Luke Skywalker e dei suoi compagni di lotta, non poco evidente appare l’impressione di trovarci dinanzi ad un rifacimento guardabile ma senza troppa fantasia del capostipite, ancor prima che ad un vero e proprio sequel.
Tanto che la maniera in cui il suo look estetico viene perfettamente rispecchiato conferisce la sensazione che, invece del creatore della serie televisiva “Lost”, alla direzione vi sia il solito Lucas.

Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel)
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Genere  Commedia, Drammatica
Paese  Germania, U.S.A.
Anno  2014
Durata  100 min
Regista  Wes Anderson
Attori  Saoirse Ronan, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Bill Murray, Edward Norton, Jude Law, Owen Wilson
Ubicazione  File
Descrizione  Grand Budapest Hotel narra le avventure di Gustave H, leggendario concierge di un lussuoso e famoso albergo europeo e di Zero Moustafa, un fattorino che diviene il suo più fidato amico. Sullo sfondo, il furto e il recupero di un celebre
dipinto rinascimentale, la violenta battaglia per un'enorme fortuna di famiglia, ed una dolce storia d'amore. Il tutto tra le due guerre, mentre il continente è in rapida e radicale trasformazione.
Commento  Basta osservare il colossale Grand Budapest Hotel a tutto schermo, per innamorarsi all'istante di Wes Anderson, oppure per restarne indifferenti o continuare a cercare il senso nelle sue pellicole. Un po' quello che si diceva per Tim Burton, con cui doveva essere colpo di fulmine, o per Woody Allen, o lo ami o lo odi. Luoghi ormai comuni, ma tant'è.
Questo è il progetto più ambizioso di Wes Anderson, intanto a livello produttivo. Siamo negli anni '30: un concierge (Ralph Phiennes) di un gigantesco albergo nell'immaginaria Zubrowka, fa amicizia con un giovane garzoncello dell'albergo stesso (Tony Revolori), ma a causa di un'eredità non preventivata, si troverà a fare i conti con la giustizia, a scappare, a risolvere un mistero, a salvare la pelle.
La narrazione di Anderson è un continuo romanzare, che in questo film è anche giustificato da un racconto che ci arriva dalle parole del vecchio Zero Moustafa (F. Murray Abraham), udite e trascritte dal nuovo proprietario dell'albergo (Jude Law), che a sua volta sono lette da una ragazza, nelle immagini iniziali del film. Diversi piani del racconto, che diventano diversi piani dell'immagine. E allora il romanzare, forse l'inventare, l'arricchire soprattutto a livello visivo la narrazione, è ulteriormente giustificato, se mai ce ne fosse il bisogno. E se volete una conferma in più, la storia è divisa in capitoli. La sensazione di qualcosa che viene raccontato e tramandato è permanente, anche perché amplificato dalle voci narranti fuori campo, così come il senso di un racconto che è passato per più mani e più voci e quindi avrà forzatamente accusato alcune incongruenze ed esagerazioni di fondo.
Sembra come se Anderson abbia creato un mondo con degli inserti fantasy, senza però tracciare complicate mappe del luogo. O magari un gioco di ruolo, dove ogni pedina entra al momento giusto e recita la sua parte in modo funzionale. Che sia un mondo “vero” o no, il piacere di fare cinema di Wes Anderson sta proprio nel raccontare senza dover restare ancorati al reale (pur nella sostanza trattando temi e storie “reali”) e nel lasciarsi trasportare dall'artefatto cromatico, come in un affascinante dipinto. Ma attenzione, un dipinto dove ogni colore occupa un tassello prestabilito, non le pennellate che si sovrappongono l'una a l'altra mescolando i colori.
O ancora: la narrazione somiglia all'ordinato scorrimento di diapositive l'una dietro l'altra, delle belle diapositive intendiamo, dove oltre a gustarsi colori ed immagini mozzafiato, si scorgono di tanto in tanto le chicche del luogo, che nel film si trasformano negli attori di turno: ecco Owen Wilson, poi Bill Murray e ancora Jason Schwartzman. Alcuni sono presenti forse un paio di minuti, ma come nel Grand Budapest sono meritevoli di stupore il blu elettrico sulle giacche da lavoro o le pareti rosso fuoco degli ascensori, lo sono anche le improvvise apparizioni degli attori citati. Pennellate rapide, ma ordinate.
The Grand Budapest Hotel è un film che può spaccare a metà: se non si apprezza lo stile di Wes Anderson, il suo romanzare sempre e comunque, inserito in un estremo contesto visivo che non possiamo definire altrimenti che “volutamente finto”, difficilmente si riuscirà ad apprezzare questo lavoro, così come si saranno lasciate in secondo piano altre sue pellicole, Rushmore su tutte. Ma se si riesce a lasciarsi catturare dal suo romanticismo e a considerare le delizie per gli occhi come parte integrante di una narrazione che va oltre il concetto d'avventura, di azione o di fantasia, questo è innegabilmente il suo gioiellino.

Pixels (Pixels)
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Genere  Commedia, Fantastico
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  106 min
Regista  Chris Columbus
Attori  Peter Dinklage, Adam Sandler, Michelle Monaghan, Josh Gad, Kevin James, Brian Cox, Sean Bean, Ashley Benson, Jane Krakowski, Lainie Kazan, Matthew Lintz
Ubicazione  File
Descrizione  In Pixels, una forma di vita aliena interpreta erroneamente i filmati dei classici videogiochi arcade come una dichiarazione di guerra, e attacca la Terra usando come minacce i personaggi dei videogiochi stessi. Il Presidente degli Stati Uniti Will Cooper (Kevin James) convoca quindi il suo migliore amico d'infanzia nonché ex campione di videogames degli anni '80, Sam Brenner (Adam Sandler) divenuto esperto di home theater, per formare una squadra di appassionati di retrogaming della vecchia scuola (Peter Dinklage e Josh Gad) con lo scopo di sconfiggere gli alieni e salvare il pianeta. Al team si unisce il tenente colonnello Violet Van Patten (Michelle Monaghan), una specialista del settore che fornisce loro le uniche armi necessarie per combattere gli alieni.
Commento  Chris Columbus realizza il suo 14esimo film proponendo una commedia divertente con protagonisti assoluti i videogiochi arcade. Le sale giochi erano un luogo per socializzare e adesso le console ti isolano non permettendoti di sviluppare un rapporto con le altre persone. Questo è il messaggio importante che si cela dietro gag e battute, di cui si fa portatore il campione d’incassi della commedia americana Adam Sandler.
L’invasione di videogiochi sulla terra farà rivivere alle vecchie generazioni il mito di Pac-Man, Centipede e Donkey Kong per un’opera che si preannuncia come campione d’incassi per questa calda estate.
L’ispirazione per questo film arriva direttamente da un cortometraggio del 2010, l’omonimo di questo film diretto in modo geniale da Patrick Jean. I protagonisti sono degli “eroi” che si ritroveranno catapultati dalla loro vita tranquilla e monotona al pentagono per salvare il mondo. Sam Brenner (Adam Sandler) era la mente più geniale di tutte e vinceva ogni gara comprendendo gli schemi di giochi, ma perse la finale contro Eddie “Fire Blaster” Plant (Peter Dinklage) ai mondiali del 1982 in una sfida all’ultimo barile con Donkey Kong. Alla fine di quel campionato una capsula con all’interno il filmato del campionato venne mandata nello spazio: ora a distanza di oltre 30 anni è stata ritrovata dagli alieni che, fraintendendone in modo comico il contenuto, hanno deciso di accettare l’ipotetica sfida e distruggere il mondo. I nerd diventano così gli unici eroi in grado di salvare il pianeta e le sfide con Centipede e Pac Man sono epiche e spettacolari.
Gli altri protagonisti sono due amici d’infanzia di Sam Brenner: il bamboccioso presidente degli Stati Uniti Will Cooper (Kevin James) e Ludlow Lamonsoff (Josh Gad), anche lui un mago di games diventato adesso complottista e ricercatore di messaggi cifrati. Il ruolo femminile principale viene affidato a Michelle Monaghan, nei panni della militare Vanessa Van Patten. Il cameo di Sean Bean è sicuramente da segnalare: riuscirà l’uomo che muore quasi in ogni film a non essere divorato da Centipede?
L’opera perde l’occasione di essere un film epico del genere e si limita a commedia famigliare per tutte le età. La scelta è commercialmente corretta e, forse, vincente, ma l’amarezza per ciò che poteva essere e non è stato è molta. Bisogna guardare Pixels per quello che è: una commedia a tratti divertente che sfrutta l’effetto nostalgia per emozionare gli spettatori. Non mancheranno dei momenti commoventi, come quello del dialogo tra Pac Man e il suo creatore.
D’altronde quando vedranno certe immagini sullo schermo, molti fan si sentiranno di nuovo un po’ bambini.

La frase:
"Pac-Man è uno dei cattivi?".
a cura di Thomas Cardinali

Inside Out (Inside Out)
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Genere  Animazione
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  102 min
Regista  Pete Docter
Attori  
Ubicazione  File
Descrizione  Crescere può essere faticoso e così succede anche a Riley, che viene sradicata dalla sua vita nel Midwest per seguire il padre, trasferito per lavoro a San Francisco. Come tutti noi Riley è guidata dalle sue emozioni: Gioia, Paura, Collera, Disgusto e Tristezza. Le emozioni vivono nel centro di controllo che si trova all'interno della sua mente e da lì la guidano nella sua vita quotidiana. Mentre Riley e le sue emozioni cercano di adattarsi alla nuova vita a San Francisco, il centro di controllo è in subbuglio. Gioia, l'emozione principale di Riley, cerca di vedere il lato positivo delle cose ma le altre emozioni non sono d'accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola.
Commento  Dopo alcuni anni senza aver prodotto pellicole all’altezza di suoi precedenti capolavori d’animazione, fra tutti “Alla ricerca di Nemo”, "Toy story" e “Up”, la Pixar torna a sorprenderci ed emozionarci con un gioiellino come “Inside out”. E lo fa giocando, letteralmente, con le emozioni. Sono loro, infatti, ad essere le vere protagoniste di questo film: l’esuberante e risoluta Gioia, la dimessa Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura. Tutte emozioni che si annidano nella mente di ognuno di noi e in particolare della piccola Riley, la cui esistenza era sempre stata dominata dalla Gioia che riusciva a instradare ogni sua esperienza, creando per lei un meraviglioso bagaglio di ricordi felici che hanno contribuito a costruire le fondamenta del suo carattere e le “Isole della personalità” che ne sono alla base.
Tutto questo si sgretola quando è costretta a trasferirsi con i suoi genitori dalla ridente cittadina del Minnesota in cui abitava, circondata dagli amici e cullata dai suoi successi sportivi, alla caotica e, agli occhi della giovane, poco accogliente San Francisco in California. Già dal loro arrivo una serie di problemi e contrattempi demoralizzano la giovane, che però inizialmente cerca di reagire grazie all’aiuto dell’emozione dominante della sua mente, la Gioia. Ma quando la situazione peggiora, non riesce a farsi degli amici e neppure lo sport le da più soddisfazioni, nella mente della giovane Riley accade l’inimmaginabile e Gioia e Tristezza, le due emozioni contrapposte, sono costrette a collaborare per poter tornare al quartier generale e ristabilire un equilibrio nella sua vita, governata ora solo da Paura, Disgusto e Rabbia. Lo fanno grazie anche al prezioso aiuto dell’amico immaginario della giovane, Bing Bong, un essere che piange caramelle, insieme gatto, elefante e delfino, che sacrifica se stesso all’oblio per il bene di Riley, segnando un passaggio di crescita fondamentale per la giovane, che tutti noi dobbiamo fare prima o poi. Fino ad arrivare al divertente upgrade/aggiornamento della consolle del quartiere generale in cui apparirà un pericoloso e misterioso bottone con su scritto “Adolescenza”. Esilaranti anche le brevi visite nelle menti dei genitori di Riley.
Tutto nel film è perfetto, dalla regia scorrevole, elegante e senza sbavature, alla sceneggiatura articolata e coerente in grado di donarci sorrisi, ma anche tristezza, fino ad una grafica mai esagerata, colorata e che regala una forma alle emozioni, con la Gioia che brilla come una stella, la Tristezza che ricorda una lacrima, la Rabbia con il suo aspetto da mattone infuocato, la Paura vista come un nervo scoperto e, infine, il Disgusto che ricorda i tanto odiati broccoli.
Una pellicola dall’impianto classico che forse non sorprende se analizzata nei suoi singoli elementi, ma il cui insieme riesce a creare un piccolo capolavoro dell’animazione che può piacere ai più piccoli, ma che sicuramente verrà capito e apprezzato maggiormente dai bambini più grandi e dagli adulti. Godetevi anche i titoli di coda!

La frase:
"Proteggi questi ricordi a costo della vita".
a cura di Redazione FilmUP.com

Youth - La giovinezza (Youth - La giovinezza)
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Genere  Drammatico
Paese  Italia, Francia, Svizzera, Regno Unito
Anno  2015
Durata  118 min
Regista  Paolo Sorrentino
Attori  Michael Caine, Rachel Weisz, Paul Dano, Harvey Keitel, Jane Fonda, Neve Gachev, Tom Lipinski, Alex MacQueen, Ed Stoppard, Emilia Jones, Madalina Diana Ghenea, Chloe Pirrie, Loredana Cannata
Ubicazione  File
Descrizione  In un elegante albergo ai piedi delle Alpi Fred e Mick, due vecchi amici alla soglia degli ottant’anni, trascorrono insieme una vacanza primaverile.
Fred è un compositore e direttore d’orchestra in pensione, Mick un regista ancora in attività. Sanno che il loro futuro si va velocemente esaurendo e decidono di affrontarlo insieme. Guardano con curiosità e tenerezza alla vita confusa dei propri figli, all’entusiasmo dei giovani collaboratori di Mick, agli altri ospiti dell’albergo, a quanti sembrano poter disporre di un tempo che a loro non è dato. E mentre Mick si affanna nel tentativo di concludere la sceneggiatura di quello che pensa sarà il suo ultimo e più significativo film, Fred, che da tempo ha rinunciato alla musica, non intende assolutamente tornare sui propri passi. Ma c’è chi vuole a tutti i costi vederlo dirigere ancora una volta e ascoltare le sue composizioni.
Commento  Fred (Michael Caine) e Mick (Harvey Keitel), due vecchi amici alla soglia degli ottant'anni, trascorrono insieme le proprie vacanze in un elegante albergo in Svizzera.
Fred è un compositore e direttore d'orchestra ormai in pensione e Mick un regista in piena crisi creativa.
Perfettamente consapevoli di come il loro futuro si vada velocemente esaurendo, i due uomini guardano con un misto di curiosità e tenerezza alla vita confusa dei propri figli, all'entusiasmo dei giovani collaboratori di Mick, agli altri ospiti dell'albergo e a chiunque sembri disporre di un tempo che a loro non è dato.
E mentre Mick si affanna nel tentativo di concludere la sceneggiatura di quello che ritiene poter essere il suo testamento artistico, Fred ha da tempo ha rinunciato alla musica e sembra non avere alcuna intenzione di tornare sui propri passi.
Terzo e, presumibilmente ultimo, atto di un'ideale trilogia con la quale Paolo Sorrentino si interroga sul tempo che passa e sulle tracce che, nell'arco di un'intera vita, ci lasciamo alle spalle.
Se, infatti, This Must Be The Place si concentrava sul difficile spartiacque dei quarant'anni e La grande bellezza sui rimpianti di un sessantenne che sente di essersi perso da qualche parte lungo la strada, Youth è interamente focalizzato sul raggiungimento della terza età e sull'idea di una morte che appare sempre più come drammaticamente ineluttabile e vicina.
Lo strumento scelto per tradurre in immagini lo scorrere del tempo è, come già in precedenza, quello della stasi o, in altre parole, di una messa in pausa della vita, imposta dall'esterno o autoinflitta che sia, necessaria per ragionare a mente lucida e a ricordare ciò che si è fatto senza che nulla accada o intervenga a turbare il corso di queste riflessioni.
Fred e Mick, in tal senso, si muovono in perfetta antitesi con il Jep Gambardella de La grande bellezza: laddove quest'ultimo si circondava di rumori di fondo (quelli che, nel film, venivano chiamati "chiacchiericcio incessante") così da non essere costretto ad ascoltare le proprie voci di dentro, questi due attempati artisti quelle voci addirittura le cercano e, in qualche modo, le invocano proprio.
Solo che, una volta cancellati i rumori di fondo, la realtà che si rivela allo spettatore è molto più piatta e monocorde di quanto non ci si sarebbe aspettati.
La progressione anagrafica dei personaggi descritti da Sorrentino nei tre film succitati si è, infatti, accompagnata ad un graduale processo di scarnificazione narrativa che, a partire dal già esile plot che vedeva Cheyenne/Sean Penn seguire le tracce dell'aguzzino nazista di suo padre in This Must Be The Place, arriva, di fatto, in Youth ad un totale azzeramento di qualunque cosa assomigli anche lontanamente ad una trama.
Complice anche il fatto che per la prima volta Sorrentino non si confronti con un personaggio dichiaratamente extra-ordinario - costante finora di ogni sua opera - Youth paga il prezzo di aspettative altissime e crolla inesorabilmente sotto il peso della propria ambizione e di uno script che ruota troppo attorno a sé stesso, un po' come la pedana girevole su cui si esibisce la band nella bellissima sequenza che lo apre.
Se, infatti, in un primo momento, il brio di alcuni scambi di battute tra i due protagonisti può lasciar pensare a un alleggerimento degli usuali toni sorrentiniani, è ben presto chiaro come stavolta l'arguzia del Sorrentino dialoghista non riesca a coprire le sue mancanze in termini di pura costruzione di una storia.
Anzi, a questo giro nemmeno la sua enorme perizia tecnica di regista, diventata con gli anni davvero impressionante, può nulla rispetto all'amara (per chi scrive amarissima) constatazione che una storia da raccontare qui proprio non ci sia.
Ci sono quindi riprese e movimenti di macchina talmente belli e raffinati da togliere il fiato, musiche evocative e mai banali (dopo i Lali Puna e Antony & the Johnsons, qui tocca a Mark Kozelek e ai suoi Sun Kil Moon), dialoghi sopra la media e, a tratti, anche squisitamente autoreferenziali (il botta e risposta tra Harvey Keitel e Jane Fonda sulle differenze tra cinema e TV non può non far pensare alla prossima avventura di Sorrentino con la serie TV The Young Pope) e tutto il corredo di bizzarre figurine di contorno che appaiono e scompaiono a cui l'autore napoletano ci ha abituato sin dai tempi de Le conseguenze dell'amore.
Rimane il fatto che però una storia vera e propria non c'è.
Ed è un vero peccato che, ad un talento visivo che in Italia non ha eguali, non corrisponda il giusto contraltare narrativo e soprattutto che un cast così ben assortito (Caine e Keitel sono, ça va sans dire, straordinari) non sia supportato da ben altro script.
A tratti sembra quasi che Sorrentino, infastidito dalle fazioni di detrattori che da sempre ne criticano eccessi di forma e carenze testuali, abbia deciso, con un gesto a metà strada tra l'eccesso di sicurezza nei propri mezzi e l'autolesionismo, di sfidarli, finendo col dar loro ragione.
Sebbene più sobrio nell'impianto rispetto a La grande bellezza (se non altro qui non ci sono né fenicotteri né anziane santone) Youth non condivide con quel capolavoro la medesima capacità di trasformare la propria forma in sostanza e rimane fermo lì, come un lussuosissimo esercizio di stile privo di cuore.
Una battuta d'arresto inaspettata che speriamo spinga Sorrentino - autore dotato di uno strabordante talento che finora era sempre riuscito a contenere - a un ripensamento totale del proprio modo di far cinema.
In caso contrario, il rischio è quello di ripetersi in maniera pedissequa o, peggio, dell'auto-parodia.

La frase:
"Tu hai detto che le emozioni sono sopravvalutate, ma è una vera stronzata. Le emozioni sono tutto quello che abbiamo".
a cura di Fabio Giusti

Tutti Gli Uomini Del Presidente (All the President's Men)
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Genere  Thriller
Paese  USA
Anno  1976
Durata  138 min
Regista  Alan J. Pakula
Attori  Robert Redford, Dustin Hoffman, Jack Warden, Martin Balsam
Ubicazione  File
Descrizione  Bob Woodward e Carl Bernstein, due giornalisti del Washington Post, indagano senza troppe speranze su cinque uomini arrestati mentre cercano di trafugare documenti del partito democratico. A poco a poco scoprono che tutti i collaboratori del presidente Nixon sono coinvolti nello scandalo. I due sono sottoposti a pressioni di ogni tipo perchè non rendano pubblici i risultati dell'inchiesta, ma loro non si fermano. Nasce così lo scandalo Watergate che costringe Nixon alle dimissioni. E' anche un film di impegno politico-sociale, interpretato da due attori che non hanno mai nascosto simpatie per i democratici. Ma Pakula lo trasforma, con una regia stilizzata e ipnotica, in un apologo sul potere di grande sottigliezza.
Commento  1977 - Premio Oscar
Miglior attore non protagonista a Jason Robards
Migliore sceneggiatura non originale a William Goldman
Migliore scenografia a George Jenkins e George Gaines
Miglior sonoro a Arthur Piantadosi, Les Fresholtz, Rick Alexander e James E. Webb

Come ammazzare il capo 2 (Horrible Bosses 2)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  104 min
Regista  Sean Anders
Attori  Jennifer Aniston, Jason Sudeikis, Jason Bateman, Charlie Day, Chris Pine, Christoph Waltz, Kevin Spacey, Jamie Foxx, Keeley Hazell
Ubicazione  File
Descrizione  Stufi di dover sempre rispondere agli ordini dei piani alti, Nick (Bateman), Dale (Day) e Kurt (Sudeikis), decidono di mettersi in proprio e diventare i capi di loro stessi. Ma un cinico investitore manderà da subito all’aria i loro piani. Senza futuro, disperati e senza alcun possibile ricorso legale, i tre aspiranti imprenditori mettono in atto un piano maldestro: rapire il figlio maggiore dell’investitore e chiedere come riscatto, di riprendere il controllo della loro azienda.
Commento  Chi non vorrebbe eliminare il proprio capo oppressivo e molto nocivo alla salute, peggio dei pacchetti di sigarette? Il trio di deficienti più in del cinema americano torna per un sequel divertentissimo a distanza di quattro anni nelle sale dopo il primo capitolo “Come ammazzare il capo e vivere felici” (2011). La trama segna un’inversione di tendenza rispetto al primo fortunato atto: i tre moschettieri della risata, infatti, mettono su una propria attività commerciale con la produzione di “doccia-amico”, con annessa pompa dell’acqua per dimostrazione in una scena esilarante. Quello che gli manca è la clientela e il denaro per la produzione, ma finalmente arriva una delle chiamate più importanti: la grande azienda di Burt Hanson, l’ormai onnipresente premio Oscar Christoph Waltz, e del ricco, viziato e fighetto figlio Rex Hanson, un Chris Pine così piagnone non si era mai visto, vorrebbe avere l’esclusiva per produzione e distribuzione del nuovo prodotto. L’entusiasmo dilagante fa si che i ragazzi prendano un cospicuo prestito per la produzione di 100 mila pezzi, ma Christoph Waltz nella parte dell’imprenditore bastardo gli dà una vera e propria lezione finanziaria: l’ordine è annullato e acquisterò l’azienda all’asta di pignoramento a prezzo stracciato. Comincia così un incubo con soli 7 giorni per risolvere la questione. C’è il ritorno del premio Oscar Kevin Spacey che da dietro le sbarre si prende gioco di quei “tre emeriti coglioni” capaci di incastrarlo nel primo film e che si rifiuta di aiutarli. A questo punto chi resta? Ma solo il criminale per eccellenza, quel “fotti madre” Jones, uno Jamie Fox che parla da criminale vero neanche fosse ancora con la pistola di Django nella mano. Il tocco femminile è dato dalla presenza della ninfomane professionista Jennifer Aniston, infatti, l’ampliamento della collezione della dottoressa Julia Harris sarà interessante argomento di discussione dentro e post sala. Dopo l’omicidio è il turno di un rapimento sensazionale dove sarà citata anche la pellicola “Fight Club” tra le risate generali. La brain storming è divertentissima, ma ancora di più il risultato che alla fine porterà lo stesso pazzo personaggio di Jason Sudeikis ad un ruolo fondamentale nella risoluzione di una pazza partita a scacchi con la polizia. Tra inseguimenti e appostamenti non potrete uscire insoddisfatti dalla sala, questi film sono soltanto però per ridere.

Avengers: Age of Ultron (The Avengers: Age of Ultron)
2/4
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Genere  Azione, Avventura, Fantastico, Fantascienza
Paese  U.S.A.
Anno  2015
Durata  141 min
Regista  Joss Whedon
Attori  Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Aaron Taylor-Johnson, Robert Downey Jr., Cobie Smulders, Jeremy Renner, Chris Evans, Mark Ruffalo, Samuel L. Jackson, Anthony Mackie
Ubicazione  File
Descrizione  Quando Tony Stark tenta di avviare un progetto dormiente per il mantenimento della pace, le cose vanno male e gli eroi più potenti della Terra – Iron Man, Captain America, Thor, L’Incredibile Hulk, Vedova Nera e Occhio di Falco – devono affrontare la prova più ardua di sempre, mentre il destino del pianeta è in bilico. Quando il misterioso Ultron emerge dall’ombra, la squadra deve riunirsi per fermare un avversario terrificante e tecnologico deciso a sterminare l’umanità. Lungo il cammino, incontreranno due individui potenti e misteriosi, Wanda Maximoff e Pietro Maximoff, e un vecchio amico dotato di un nuovo aspetto, chiamato Visione.
Commento  Non importa chi vinca o chi perda, i guai tornano sempre.
Infatti, dopo la lotta intrapresa da Steve Rogers contro il micidiale Soldato d’inverno nel riuscito “Captain America: The Winter Soldier” (2014), diretto a quattro mani da Anthony e Joe Russo, nuovamente con i connotati di Chris Evans e fondamentale scudo alla mano lo ritroviamo subito in azione sotto la regia di Joss Whedon, già occupatosi del “The Avengers” (2012) che aveva provveduto a radunare su celluloide la squadra dei Vendicatori, supereroi più amati dell’universo fumettistico targato Marvel.
Quindi, senza perdere tempo, a seguito della distruzione dello S.H.I.E.L.D. Scarlett Johansson torna ad essere la sexy Black Widow, Mark Ruffalo è ancora alle prese con le trasformazioni del suo Bruce Banner nell’imponente Hulk, Jeremy Renner veste per la seconda volta i panni di Occhio di falco e Robert Downey Jr., come di consueto, concede anima e corpo a Tony Stark, il quale sembra aver scovato il modo finalizzato ad evitare di indossare l’armatura di Iron man e controllare la squadra di droni Iron Legion, costruiti per combattere al suo posto: Ultron, avanzata intelligenza artificiale auto-cosciente progettata per aiutare a sventare le minacce.
Avanzata intelligenza artificiale, però, priva di sentimenti umani e il cui intelletto superiore capisce presto che l'unico modo per rendere migliore la vita sulla Terra sia eliminare il nemico principale, ovvero l'uomo; man mano che, al di là dell’indispensabile Nick Fury alias Samuel L. Jackson, non manca all’appello neppure Chris Hemsworth nel ruolo dell’asgardiano Dio del tuono Thor, oltretutto coinvolto in una divertente situazione di gara a chi riesce a sollevare il suo potente martello.
Perché, complice, inoltre, l’immancabile, esilarante apparizione per la mente marveliana Stan Lee, non è certo l’ironia a risultare assente nel corso delle oltre due ore e venti di visione volte a tirare in ballo anche la Scarlet interpretata da Elizabeth Olsen, dotata di poteri magici, telepatici e ipnotici, e il velocissimo fratello gemello Quicksilver, che, incarnato da Evan Peters in “X-Men-Giorni di un futuro passato” (2014), possiede qui le fattezze dell’Aaron Taylor-Johnson di “Kick-Ass” (2010).

La solita commedia - Inferno (La solita commedia - Inferno)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2015
Durata  95 min
Regista  Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli, Martino Ferro
Attori  Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli, Tea Falco, Marco Foschi, Gianmarco Tognazzi, Paolo Pierobon
Ubicazione  File
Descrizione  2015: l'Inferno è nel caos. Una schiera di nuovi peccatori arriva ogni giorno ad affollare gli uffici di Minosse. Ma l'Inferno è una struttura vecchia, antiquata: i nuovi peccatori, non trovando una giusta collocazione, si disperdono tra i gironi. Lucifero viene ricevuto direttamente da Dio, che cerca una soluzione. L'idea vincente è una catalogazione dei nuovi peccati sulla Terra. E a chi affidare quest'incarico se non a Dante Alighieri, che già una volta, a suo tempo, svolse questo compito con eccellenti risultati? Dante viene così catapultato in una grande città italiana, e trova finalmente la sua guida, colui che lo accompagnerà alla ricerca dei "nuovi peccati": Demetrio Virgilio, un trentenne precario che si appresta, come ogni mattina, ad affrontare un'altra "giornata d'Inferno".
Commento  

...E fuori nevica! (...E fuori nevica!)
2/4
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2014
Durata  94 min
Regista  Vincenzo Salemme
Attori  Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Maurizio Casagrande, Nando Paone, Giorgio Panariello, Paola Quattrini, Margareth Madè
Ubicazione  File
Descrizione  Enzo Righi è un uomo sui cinquant'anni che si comporta come se ne avesse venticinque, eternamente immaturo e incapace di assumersi ogni forma di
responsabilità. Vive cantando (male!) su una lussuosa e scintillante nave da crociera. E proprio su questa nave un giorno, mentre cerca di intrattenere un pubblico di stranieri con le sue sgangheratissime canzoni, gli arriva la notizia che sua mamma è morta, ed è atteso a casa per la lettura del testamento. Enzo manca da Napoli da quasi trent'anni. E’ andato via poco dopo la morte del padre, lasciando sola la mamma con gli altri due figli nella casa di famiglia, unico bene di valore che possiedono e unica ragione che lo induce a tornare in quella città, in quel quartiere, in quella casa dove è cresciuto insieme ai fratelli, Cico e Stefano, fratelli come lui abbastanza particolari. Stefano, è un agente di cambio che ha perso da poco il lavoro a causa della crisi,
perennemente in stato d'ansia. Negli ultimi due anni ha dovuto a"rontare la malattia che gli ha portato via la mamma e accudire il terzo e ancora più "particolare" fratello, Cico. A rendergli la vita ancora più difficile il suo amore inespresso per Nora. Inespresso perché non la può nemmeno incontrare, le può parlare solo attraverso il telefono, anzi al telefono può parlare solo tramite la mamma di Nora, una guardiana feroce della castità di sua figlia. Salvo poi scoprire, grazie a Cico, il segreto che nasconde Nora. Cico è il classico simpatico picchiatello. Vive in una realtà tutta sua, interpretando senza soluzione di continuità tutti i personaggi che osserva e incontra nella vita reale. La storia del film racconta la convivenza forzata di questi tre fratelli, di questi tre universi paralleli che non sono mai riusciti ad incontrarsi ma ora costretti a vivere
insieme dalle volontà testamentarie della mamma. Tutte le situazioni quotidiane sono occasioni di scontri ed equivoci evidentemente comici.
Commento  Vincenzo Salemme, dopo 20 anni dalla prima volta, prova a dare nuovamente linfa vitale alla sua commedia teatrale più famosa “…E fuori nevica”, riproposta in un’attesa trasposizione sul grande schermo.
Il regista e attore riunisce gli attori originari Carlo Buccirosso, Maurizio Casagrande e Nando Paone nel tentativo di convincere critica e botteghino. Il primo obiettivo riesce per metà: il problema è che troppo spesso i successi teatrali non riescono ad esprimersi altrettanto bene nei cinema, e purtroppo la regola qui si conferma. I primi minuti del film sono interessanti, buono il ritmo e le battute del trio di fratelli. Enzo il cantante è Vincenzo Salemme, Stefano il disoccupato innamorato di una squillo ha il volto di Carlo Buccirosso e il disabile Cico è Nando Paone. I tre non si vedono da una vita, ma sono riuniti dalla morte della mamma che come ultimo desiderio chiede loro di vivere insieme nella casa che ha lasciato loro. Le gag sono a tratti divertenti, come quella del purè, della trasformazione dell’ascensore in una funicolare e della pizzeria creata dalla fantasia del fratello schizofrenico, ma purtroppo il lungometraggio scivola all’interno di una ripetitività che man mano che scorrono i minuti scivola nella confusione più totale.
Il finale è difficilmente comprensibile ad una prima lettura. La presenza femminile di Margareth Madè è importante per dimostrare la superficialità di Enzo che non si accorge del fatto che la bella della finestra è cieca.
L’opera tratta argomenti delicati come disabilità, eutanasia, famiglia, amore e sentimenti in modo leggero e non era facile tenere questo equilibrio per quasi tutta la pellicola. Le gag sul povero Maurizio Casagrande, alias Avv. Saponetta, sono storiche a teatro e cliccatissime su youtube, ma qui al cinema risultano tristemente scontate forse proprio per la differenza di palcoscenico.
La regia non gode di particolari colpi di scena, anzi sembra purtroppo piatta e prevedibile e la fotografia troppo limitata. Salemme ha provato a riunire dopo tanto tempo i suoi amici ed il feeling tra i diversi personaggi è evidente, ma probabilmente è proprio la storia che non regge una vetrina come quella cinematografica. Lungometraggio comunque in grado di regalare divertimento e risate agli amanti di questi quattro protagonisti dello spettacolo italico.

Reazione A Catena (Chain Reaction)
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Genere  Avventura
Paese  USA
Anno  1996
Durata  106 min
Regista  Andrew Davis
Attori  Keanu Reeves, Morgan Freeman, Joanna Cassidy
Ubicazione  File
Descrizione  Un giovane di belle speranze, meccanico e inventore, e una fisica col fisico giusto e il cervello concentrato sulla scoperta del secolo sono inseguiti dall'Fbi e dalla polizia di Chicago. In ballo c'è la formula per l'energia economica ricavata dall'idrogeno: non sporca, non puzza, è illimitata, a disposizione di tutti, gratuitamente.
Commento  

La leggenda degli uomini straordinari (The league of extraordinary gentlemen)
2/4
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Genere  Azione
Paese  Usa/Germania
Anno  2003
Durata  110 min
Regista  Stephen Norrington
Attori  Sean Connery, Stuart Townsend, Peta Wilson, Shane West, Jason Flemyng, Naseeruddin Shah, Richard Roxburgh, David Hemmings
Ubicazione  File
Descrizione  In un'alternativa Inghilterra vittoriana, una squadra di "super-eroi" con dei poteri straordinari ha il compito di sconfiggere il male inflitto dalla malefica "The Fantom".
Commento  È difficile stabilire se siano più geniali quella schiera di prolifici autori che alla fine dell'ottocento, primi del novecento, crearono personaggi straordinari ed avventure memorabili od il mai abbastanza osannato Alan Moore che li ha reinventati per il nostro odierno sollazzo. Per prima cosa consiglio a tutti la lettura del volume monografico "The League of Extraordinary Gentleman", abbastanza lontano, quanto meno come plot, dal film, ma sicuramente memorabile. Quindi vi invito alla visione di questa pellicola divertente e spensierata le cui due pecche principali sono: effetti speciali in alcuni momenti un pò grossolani, o meglio troppo evidenti, e la presenza dell'americano Sawyer (piazzato in mezzo ad un gruppo all-British con l'unico intento di compiacere il pubblico d'oltreoceano).1899: l'Europa è sull'orlo di un'incredibile crisi che potrebbe sfociare in un conflitto mondiale (ma tanto come sappiamo sarebbe solo questione di qualche anno). Un misterioso "fantasma" colpisce prima Londra, spacciandosi per tedesco, e poi Berlino, spacciandosi per inglese, aumentando così la tensione e minacciando di far fallire un incontro rappacificatore a Venezia.
Gli inglesi, preoccupati per le possibili ripercussioni, decidono di creare un gruppo molto speciale per fermare il "fantasma". È così che M (Richard Roxburgh / MI: 2) capo dell'intelligence britannico recluta il famoso Allan Quatermain (Sean Connery) con l'intento di metterlo alla testa di cinque persone molto speciali: Rodney Skinner (Tony Curran / Il 13º guerriero) un ladro che ha rubato la formula dell'invisibilità ad Hawley Griffin, il suo inventore, ed è a sua volta diventato invisibile, Mina Harker (Peta Wilson / la Nikita del serial TV), già moglie del cacciatore di vampiri Jonhatan e preda di Dracula, da cui ha ereditato il vampirismo, Dorian Gray (Stuart Townsend / La regina dei dannati) l'immortale, il timido Henry Jeckyll (Jason Flemyng / Snatch) ed ovviamente il suo brutale alter ego Mr. Hyde e in ultimo il capitano Nemo (Naseeruddin Shah) ed il suo sommergibile: il Nautilus.
A questo gruppo di personaggi dai talenti straordinari si aggiungerà un agente segreto americano: Tom Sawyer (Shane West / A time for dancing), una sorta di figlioccio per l'anziano Quatermain, la cui unica qualità sembrerebbe l'essere belloccio.La lotta è iniziata!Alla cabina di regia di questo colossal troviamo Stephen Norrington (Blade), uomo avvezzo agli eroi di carta, ma che stavolta, come accennato, si fida troppo del suo dipartimento effetti speciali creando alcune sequenze quasi fastidiose per la loro artificialità (e non tentate di darci a bere che una scelta voluta per restare vicini al fumetto). Se vogliamo sollevare un altro appunto va alla coreografia delle scene di lotta, un pò troppo confusionarie e frammentate. Questo non significa comunque che il film sia disprezzabile, anzi. L'atmosfera vittoriana è ricreata in modo quasi perfetto ed i personaggi sono ben caratterizzati (qualcuno più di altri). In finale anche la storia, per quanto stiracchiata e lontana da quella originale, non è male, soprattutto perché garantisce stupore per gli incredibili marchingegni retrò-futuribili di Nemo e divertimento nelle molte sequenze d'azione.
Un'ultima curiosità, da dove Alan Moore ha tratto i suoi protagonisti:
Allan Quatermain - già portato sullo schermo da Richard Chamberlain nei tardi anni ottanta- e frutto della fantasia di H. Rider Haggard in "Le miniere di Re Salomone" (1885);
Mina Harker è la moglie dello Jonathan del romanzo "Dracula" di Bram Stroker (1897), vista anche nel film di Coppola (Wynona Rider);
Henry Jeckyll, meglio noto come il Dr. Jeckyll, ed il suo alter ego Hyde sono stati creati da Robert Louis Stevenson nell'omonimo libro del 1886 e portati sul piccolo e grande schermo decine di volte;
Rodney Skinner, come anche spiegato nel film (ma soprattutto per diritti d'autore), è l'emulo di Hawley Griffin, l'uomo invisibile di H.G. Wells (1897) - ultima incarnazione cinematografica l'Hollow man di Kevin Bacon;
il capitano Nemo non ha bisogno di molte presentazioni come anche le 20.000 leghe di Jules Verne (1870) ed il suo Nautilus;
Dorian Gray è il personaggio de "Il ritratto di Dorian Gray" (1891) di Oscar Wilde;
Mentre Sawyer esce dal libro di Mark Twain "Le avventure di Tom Sawyer" (1876).


Curiosità: Durante la caccia al Dr. Jeckyll si parla di una specie di scimmia gigante che sta terrorizzando Rue Morgue da mesi. Si tratta di una citazione d'omaggio al libro "Murders at the rue Morgue" di Edgar Allan Poe, in cui il colpevole era un orango.

La chicca: Quando i nostro eroi arrivano a Parigi per il Dr. Jeckyll, si vede un poster su un muro in cui si annuncia l'arrivo di un circo con protagonisti il Dr. Alan Moore ed il Dr. Kevin O'Neill, i creatori del fumetto originale.

Indicazioni:Per tutti quelli che amano l'avventura e l'ambientazione "by gaslight".

Io speriamo che me la cavo (Io speriamo che me la cavo)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1992
Durata  100 min
Regista  Lina Wertmüller
Attori  Paolo Villaggio, Isa Danieli, Gigio Morra, Paolo Bonacelli, Marina Confalone, Ciro Esposito
Ubicazione  File
Descrizione  Per un errore del computer, il maestro Sperelli, viene spedito a Cozzano, piccolo e disastrato paese nei pressi di Napoli. Dopo le difficoltà iniziali, riuscirà ad ambientarsi nella comunità ed a conquistare la stima e l'affetto dei suoi alunni.
Commento  

Pulp Fiction (Pulp Fiction)
4/4
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Genere  Thriller
Paese  Usa
Anno  1994
Durata  154 min
Regista  Quentin Tarantino
Attori  John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Harvey Keitel, Tim Roth, Amanda Plummer, Maria de Medeiros, Bruce Willis, Rosanna Arquette, Eric Stoltz, Quentin Tarantino, Christopher Walken, Steve Buscemi
Ubicazione  File
Descrizione  Un film entrato nella storia del cinema grazie al genio di Quentin Tarantino. Cinico, sarcastico, imperdibile, "Pulp Fiction" è stato classificato dall'American Film Institute come il settimo miglior film gangster nella storia del cinema americano, e tra i 100 miglior film americani di sempre. Il film è stato accolto in maniera entusiasta da pubblico e critica, nella storia non si fa mancare nulla: sesso, droga, sangue, morte, violenza, razzismo, scene esplicite. Proprio per questo "Pulp Fiction" è entrato nel cuore degli appassionati come un cult del grande schermo.
Commento  Il film-simbolo degli anni '90. Imitatissimo, ha modificato la struttura narrativa classica del cinema di Hollywood.

Heat La Sfida (Heat)
4/4
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Genere  Noir
Paese  USA
Anno  1995
Durata  170 min
Regista  Michael Mann
Attori  Al Pacino, Robert De Niro, Val Kilmer, Jon Voight, Tom Sizemore, Diane Venora, Amy Brenneman, Ashley Judd, Natalie Portman...
Ubicazione  File
Descrizione  Un professionista del crimine, Neil McCauley (De Niro), riesce a cavarsela da ogni situazione in meno di trenta secondi. La sua banda, fatta di tre rapinatori deboli e violenti. Un poliziotto-segugio, Vincent Hanna (Pacino), fallito nei sentimenti e implacabile nella professione. Quando McCauley e compagni assaltano e rapinano un furgone blindato uccidendo tre agenti, il poliziotto si lancia sulle loro tracce e riesce a identificarli. Ormai sa tutto di loro; si tratta solo di incastrarli. Comincia un lungo e teso gioco tra gatto e topo, nella preparazione del drammatico scontro finale.
Commento   Pacino e De Niro per la prima volta faccia a faccia: cacciatore e preda in un gioco a rimpiattino durante il quale tra i due cresce uno strano legame istintivo. Centosettanta minuti di tensione profonda e dettagliata, occhi e storie che si raccontano una comune disperata precarietà. Fino a trasformare una classica sfida cinematografica in un affresco umano tristissimo, esausto, disilluso.

Il Ragazzo Invisibile (Il Ragazzo Invisibile)
2/4
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Genere  Fantascieza, Fantastico
Paese  Italia, Francia, Irlanda
Anno  2014
Durata  100 min
Regista  Gabriele Salvatores
Attori  Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Ksenia Rappoport, Aleksei Guskov, Noa Zatta, Raicho Vasilev
Ubicazione  File
Descrizione  Michele ha 13 anni e vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Michele sembra intrappolato nella routine quotidiana. Finché un giorno, inaspettatamente, non accade qualcosa di straordinario: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.
Commento  Chi, durante il periodo dell’adolescenza, non ha mai desiderato, almeno una volta, di essere invisibile?
È sicuramente partito da questo interrogativo il vincitore del premio Oscar Gabriele Salvatores per concepire – su uno script a firma di Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo – la sua risposta ai cinecomic a stelle e strisce d’inizio terzo millennio.
Risposta che, con “Clint Eastwood” dei Gorillaz ad accompagnare i titoli di testa, pone l’esordiente Ludovico Girardello nel ruolo di Michele, il quale, tutt’altro che popolare a scuola, poco amante dello studio e incapace di eccellere negli sport, è interessato soltanto ad avere l’attenzione della coetanea Stella alias Noa Zatta; fino al giorno in cui, appunto, scopre di essere in grado di far scomparire del tutto il proprio corpo.
Ed è da qui che, tra escursioni negli spogliatoi femminili e passeggiate completamente nudo, comincia per il protagonista, un po’ come lo Spider-man dell’omonimo lungometraggio diretto da Sam Raimi, il difficile percorso per poter apprendere la maniera di controllare la particolare facoltà di cui è venuto a conoscenza.
Ma, mentre Valeria Golino veste i panni della madre poliziotta e Fabrizio Bentivoglio quelli di uno psicologo della Polizia di Stato, da un lato l’emersione di aspetti legati alla passata genesi del potere in questione non può fare a meno di richiamare alla memoria la saga “X-Men”, dall’altro il costume indossato dal ragazzo non fatica ad assumere i connotati di un mix tra Daredevil e Diabolik.
Del resto, sorvolando sul famosissimo ladro creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, non dobbiamo dimenticare che l’Italia, all’interno della corrente dei b-movie che furono, vanta una personale tradizione di supereroi su celluloide evidentemente influenzati dall’universo dei fumetti; da “Superargo contro Diabolikus” (1966) di Nick Nostro a “Flashman” (1967) di J. Lee Donan (pseudonimo di Mino Loy), passando per la serie dei fantastici tre Supermen.
Anche se risulta chiaro che l’intenzione dell’autore di “Mediterraneo” (1991) e “Nirvana” (1997) – forte della produzione della Indigo Film che ha sfornato “La grande bellezza” (2013) – fosse quella di puntare molto più in alto, confezionando un elaborato capace di competere con gli innumerevoli esempi analoghi provenienti dagli Stati Uniti.
Un elaborato in cui troviamo coinvolta anche la Ksenia Rappoport de “La doppia ora” (2009) e che, impreziosito dall’ottima fotografia dell’infallibile Italo Petriccione, riesce nell’impresa di manifestare un look internazionale (ma non è una novità nella filmografia salvatoresiana), nonostante gli evidenti accenti tricolori nella parlata di alcuni personaggi.
Ma, sebbene perfino gli effetti digitali facciano la loro buona figura, i circa cento minuti di visione – culminanti in un’ultima sequenza durante i titoli di coda – appaiono in parte penalizzati da qualche ingenuità di sceneggiatura (se Gabriele è invisibile, per quale motivo si prende la briga di indossare il casco nel fuggire in motorino?), in parte e, soprattutto, dall’eccessivamente ristretto contenuto di spettacolarità offerto dopo aver costruito a dovere tanta attesa.
Quindi, pur trattandosi di un’operazione tecnicamente lodevole e decisamente insolita per la Settima arte dello stivale del XXI secolo, rappresenta soltanto un piccolo inizio verso la strada per poter uscire vincenti dal confronto con buona parte dei blockbuster giovanili statunitensi.

Ho Vinto La Lotteria Di Capodanno ()
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1989
Durata  103 min
Regista  Neri Parenti
Attori  Paolo Villaggio, Antonio Allocca, Camillo Milli, Margit Newton
Ubicazione  File
Descrizione  Ciottoli è cronista di un quotidiano romano. Ma le cose gli vanno così male che decide addirittura di suicidarsi. Le tenta tutte, ma senza risultato, fino a quando, ingurgitato un inenarrabile beverone avvelenato, si accorge di essere il possessore del biglietto vincente dei cinque miliardi della lotteria di capodanno. Dopo una terrificante lavanda gastrica torna a casa, ma il biglietto è sparito.
Commento  Meno sciocco degli ultimi film, questo film di Villaggio ha il pregio di spingere così a fondo sul pedale della comicità da sfiorare, in più di un punto, il tragico puro. Si ride amaro.

Saw VI (Saw VI)
3/4
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Genere  Horror, Thriller
Paese  U.S.A., Canada, Regno Unito, Australia
Anno  2009
Durata  90 min
Regista  Kevin Greutert
Attori  Tobin Bell, Costas Mandylor, Mark Rolston, Betsy Russell, Shawnee Smith, Peter Outerbridge, Samantha Lemole, Tanedra Howard
Ubicazione  File
Descrizione  L'agente speciale Strahm (Scott Patterson) è morto, mentre il Detective Hoffman (Costas Mandylor) è diventato l'erede dell'Enigmista (Tobin Bell) senza che ci siano rivali in circolazione. Tuttavia, quando l'FBI si avvicina troppo a Hoffman, lui è costretto a iniziare il gioco svelando in questo modo il diabolico piano dell'Enigmista.
Commento  Si parte subito con quella che possiamo tranquillamente annoverare tra le più violente e shockanti sequenze di tutta la serie.
Giusto il tempo di riallacciarci al finale del capitolo precedente per ritrovare in scena non solo Costas Mandylor nei panni dell’investigatore Mark Hoffman, ormai erede di John Kramer alias Jigsaw, ma anche Betsy Russell in quelli di Jill Tuck, moglie del defunto serial killer dal volto di Tobin Bell.
Tra progressive rivelazioni e dettagli che emergono al fine di fornire spiegazioni riguardanti alcuni aspetti dei primi cinque tasselli, questo nuovo episodio, che segna l’esordio dietro la macchina da presa per Kevin Greutert, montatore dell’intera saga, si concentra però sulla figura dell’imprenditore delle assicurazioni mediche William Easton interpretato da Peter Outerbridge, il quale, costretto a negare un prestito a un uomo disperato e bisognoso di importanti cure, si trova ad affrontare un percorso tempestato di strumenti di tortura ed atroci scelte da effettuare.
Quindi, la tipologia di soggetto si rifà di sicuro a quella già alla base di "Saw 3" (2006), con la differenza che il sadismo messo in scena, tra impiccagioni, acido idrofluorico e perfino una sorta di giostra-roulette russa, non appare in questo caso gratuito, ma intelligentemente finalizzato a incarnare in maniera più o meno metaforica dinamiche e ripercussioni dell’universo lavorativo aziendale, tempio dell’avidità e dell’arrivismo.
Con particolare riferimento al sistema sanitario a stelle e strisce e alla tanto discussa crisi, affrontata anche da Sam Raimi nel contemporaneo "Drag me to hell" (2009), la cui idea di partenza non sembra poi molto distante da quella che Greutert sfrutta per costruire questo suo primo lungometraggio.
E la sua provenienza dal montaggio è ulteriormente testimoniata dal buon ritmo narrativo che scandisce i veloci 86 minuti di visione, talmente coinvolgenti da avvicinare l’operazione ai lodevoli risultati che caratterizzarono i primi due film dell’epopea enigmistica.

Hellraiser III - Inferno Sulla Città (Hellraiser III - Hell on Earth)
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Genere  Horror
Paese  USA
Anno  1992
Durata  94 min
Regista  Anthony Hickox
Attori  Terry Farrell, Doug Bradley, Paula Marshall
Ubicazione  File
Descrizione  Monroe, proprietario di un night club, ha acquistato una scultura mostruosa, dove spicca una testa piena di spilli. La reporter Joey Summerskill apprende attraverso un'esperienza extrasensoriale che la scultura è il rifugio di un mostro proveniente da un mondo parallelo. È solo il primo passo di una terrificante avventura che attraverso la ricerca dell'"entità" la condurrà allo scontro finale con essa.
Commento  Terza puntata della saga ideata e sviluppata dai racconti di Clive Barker. Dopo aver diretto il primo Hellraiser, Barker ha delegato la regia dei successivi; grazie alla fantasia sbrigliata delle sue invenzioni, il fascino e il brivido sono assicurati.

Hellraiser IV - La Stirpe Maledetta (Hellraiser: Bloodline)
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Genere  Horror
Paese  USA
Anno  1996
Durata  86 min
Regista  Alan Smithee (Kevin Yagher)
Attori  Bruce Ramsay, Valentina Vargas, Doug Bradley, Charlotte Chatton
Ubicazione  File
Descrizione  Nel 2127 Philip Marchant, discendente del creatore del cubo magico e malefico, si appresta allo scontro finale con Pinehead, il capo dei Supplizianti, all'interno di una stazione orbitale. A questo punto si torna indietro nel tempo e ci viene mostrata la creazione del cubo e come esso sia stato causa di sventura per la famiglia Marchant.
Commento  Il "Lament Configuration Box", ovvero il cubo partorito dalla fantasia di Clive Barker, torna per la quarta volta a infondere vita agli infernali Supplizianti. Ma l'esito è asfittico tanto che lo stesso regista, il talentuoso Kevin Yagher, apprezzato autore di effetti speciali, ha ben pensato di togliere la sua firma dai credits sostituendola con il nome fittizio di Alan Smithee. Infatti lo studio ha stravolto la sceneggiatura originale, trasformandola in un noioso viaggio attraverso quattro secoli.

Saw V (Saw V)
2/4
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Genere  Thriller, Horror, Crimine
Paese  U.S.A.
Anno  2008
Durata   min
Regista  David Hackl
Attori  Julie Benz, Scott Patterson, Meagan Good, Shawnee Smith, Tobin Bell, Costas Mandylor, Betsy Russell, Carlo Rota, Mark Rolston, Mike Butters
Ubicazione  File
Descrizione  Siamo arrivati al quinto capitolo della saga, e adesso l'eredità dell'Enigmista é tutta nelle mani di Hoffman. Quando, però, il suo prezioso segreto inizia a vacillare, per non rischiare di essere scoperto, dovrà eliminare tutti quelli che possono costituire una minaccia...
Commento  Dunque, dopo il classico shockante incipit che questa volta racchiude una bella citazione da "Il pozzo e il pendolo" di Edgar Allan Poe, ritroviamo l’investigatore Mark Hoffman (Costas Mandylor), apparentemente ultima persona che porta avanti l’eredità del perverso enigmista Jigsaw (Tobin Bell), impegnato a difendere il suo segreto eliminando tutte le questioni rimaste in sospeso.
Gli sceneggiatori sono gli stessi Marcus Dunstan e Patrick Melton già autori dello script del quarto episodio, mentre Darren Lynn Bousman, che aveva diretto i tre sequel del capostipite firmato nel 2004 da James Wan, viene rimpiazzato dal suo scenografo David Hackl, il quale, come era successo negli ultimi due tasselli della serie, si trova a dover gestire un complicato intreccio tra il poliziesco e il thriller a tinte splatter costruito sul continuo alternarsi di presente e passato.
Infatti, nel millennio in cui la continuità seriale cinematografica sembra essere basata sempre più sul restyling delle icone di celluloide e su esempi classificabili come pseudo-remake, la saga incentrata su quello che Luke Thomson del L.A. Weekly ha giustamente definito il migliore e più realistico antieroe horror dai tempi dell’Hannibal Lecter di Anthony Hopkins, ha intrapreso in maniera furba, ma anche intelligente, una strada del tutto alternativa.
Una strada che, dinanzi all’impossibile resurrezione dell’eliminato "mostro" protagonista, trova ingegnosamente il modo di proseguire il racconto soltanto scavando nella sua mente e nei suoi macabri trascorsi, lasciando emergere in maniera progressiva dettagli ed aspetti nascosti capaci sicuramente di catturare sia l’interesse del fan che quello del comune spettatore coinvolto dalla narrazione.
Aspetti che finiscono comunque per delineare sullo schermo l’evoluzione di un personaggio in realtà già morto e sepolto, mentre viene tirata di nuovo in ballo la figura dell’agente dell’FBI Strahm (Scott Patterson) e lo sguardo della macchina da presa risulta rivolto principalmente a far luce sui retroscena alla base della costruzione del sanguinolento enigmismo che attraversa l’intera serie.
E, al di là degli inutili elogi agli effetti speciali di trucco, ciò che ne viene fuori è un sequel non distante nel look generale da tanti prodotti straight to video, ma ben ritmato e leggermente superiore rispetto al guardabile capitolo precedente.
Con le immancabili sequenze di violenza distribuite a dovere tanto da non apparire gratuite ed indizi disseminati in attesa di una probabile sesta puntata, ricordando, però, di riguardare le prime quattro per meglio comprendere quanto raccontato da Hackl.

What If (What If)
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Genere  Drammatico
Paese  Canada, Irlanda
Anno  2014
Durata  102 min
Regista  Michael Dowse
Attori  Mackenzie Davis, Daniel Radcliffe, Zoe Kazan, Oona Chaplin, Adam Driver, Megan Park, Jordan Hayes, Rafe Spall, Jemima Rooper, Meghan Heffern, Tamara Duarte, Vanessa Matsui, Jonathan Cherry, Adam Fergus
Ubicazione  File
Descrizione  L'amicizia che lega un ragazzo e una ragazza si trasforma in qualcosa di romantico, ma nessuno dei due vuole ammettere i propri sentimenti...
Commento  

San Valentino di sangue 3D (My Bloody Valentine 3-D)
2/4
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Genere  Horror, Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2009
Durata  101 min
Regista  Patrick Lussier
Attori  Jensen Ackles, Jaime King, Kerr Smith, Betsy Rue, Kevin Tighe, Tom Atkins, Kevin Tighe, Megan Boone, Marc Macaulay, Annie Kitral, Andrew Larson, Brandi Engel
Ubicazione  File
Descrizione  Un incubo sepolto da tempo torna a perseguitare una piccola cittadina manifestandosi in una maniera assolutamente inedita e più terrificante che mai. Rivisitazione del film originale del 1981 definito da Quentin Tarantino "il miglior splatter di tutti i tempi", "San Valentino di sangue in 3D" utilizza le recenti tecnologie per mettere gli spettatori al centro di un terrificante incubo senza precedenti. Siamo a Harmony: dieci anni fa una tragedia ha cambiato per sempre la città. Tom Hanniger, un minatore senza esperienza, ha causato un incidente all'interno di una galleria sotterranea nel quale sono morti cinque uomini rimasti intrappolati per sempre sotto terra mentre Harry Warden, l'unico sopravvissuto al terribile incidente, è entrato in coma permanente. Esattamente un anno dopo il terribile incidente, nel giorno di San Valentino, Harry Warden si è svegliato dal coma e ha ucciso brutalmente 22 persone massacrandole con un piccone. Dieci anni dopo, Tom Hanniger torna ad Harmony proprio nel giorno di San Valentino, ancora ossessionato dai ricordi di quegli uomini morti a causa sua. Tentando di accettare il proprio passato e di superarlo, deve anche fare i conti con i sentimenti contrastanti che ancora prova per la sua ex fidanzata, Sarah, oggi sposata al suo migliore amico Axel, sceriffo della città. Ma questa notte, dopo dieci anni di pace, qualcosa emerge dall'oscuro passato di Harmony. Coperto da una maschera da minatore e armato di un piccone, un killer inarrestabile vaga indisturbato e mentre si avvicina sempre di più alla cittadina, Tom, Sarah e Axel realizzano con immenso terrore che potrebbe essere Harry Warden che è tornato per uccidere anche loro.
Commento  A firmare lo script, insieme all’esordiente Zane Smith, è lo stesso Todd Farmer cui dobbiamo la sceneggiatura del decimo fanta-“Venerdì 13”, qui anche tra le vittime del misterioso serial killer in abito da minatore che, attivo nel giorno di San Valentino, sembrerebbe corrispondere alla descrizione di Harry Warden, unico sopravvissuto a un incidente avvenuto anni addietro in una galleria sotterranea di Harmony, già responsabile di oltre venti delitti.
E, con un cast comprendente giovani promesse del calibro di Jensen Ackles (“Devour-Il gioco di Satana”), Jaime King (“Sin city”) e Kerr Smith (“Desert vampires”), è coinvolgendo anche l’icona horror Anni Ottanta Tom Atkins (lo ricordate in “Creepshow” e nel primo “Maniac cop”?) che Patrick Lussier – autore della serie “Dracula’s legacy” – rivisita attraverso un moderno sistema di visione tridimensionale il soggetto alla base del canadese “Il giorno di San Valentino”, diretto nel 1981 da George Mihalka e circolato in versione pesantemente censurata un po’ ovunque.
Perché è proprio alla tipologia di slasher-movie appartenente al decennio cinematografico horror in cui spopolò Freddy Krueger che la pellicola di Lussier, forte degli ottimi effetti speciali di trucco per mano dello specialista Gary J. Tunnicliffe (“Il mistero di Sleepy Hollow”), rende in maniera evidente omaggio; riprendendone l’efficace modo di tempestare l’esile idea di partenza con la massiccia quantità di fantasiosi omicidi che, tra occhi fuori-orbite e crani fracassati, punta all’immediata e liberatoria spettacolarità-shock, senza abbandonarsi al dilungato sadismo tipico del più realistico splatter post-11 settembre alla “Saw” e “Hostel”.
Con picconi e altri oggetti lanciati spesso verso la macchina da presa al fine di sfruttare pienamente l’effetto 3D, senza il quale questo nuovo “My bloody Valentine” sarebbe comunque rimasto un godibilissimo prodotto che, notevole dal punto di vista tecnico, non manca di giostrare a dovere, in mezzo all’abbondanza di liquido rosso, anche le sequenze di tensione (non male quella che si svolge nottetempo in un supermercato).
Tanto da finire per apparire come uno dei migliori slasher d’inizio XXI secolo, pur approdando a una soluzione finale già sfruttata altrove e dimenticando totalmente di enfatizzare l’atmosfera della festa degli innamorati come succedeva nell’originale – al quale, in ogni caso, rimane fedele quanto basta.

Hellraiser (Hellraiser)
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Genere  Horror
Paese  USA/Gran Bretagna
Anno  1987
Durata  94 min
Regista  Clive Barker
Attori  Andrew Robinson, Clare Higgins, Ashley Laurence, Sean Chapman
Ubicazione  File
Descrizione  Una misteriosa scatola proietta il raffinato e depravato Frank Cotton in un demoniaco universo parallelo, al cui interno il suo corpo viene ridotto a brandelli da una miriade di ganci, catene e uncini; i membri della setta dei Supplizianti ne raccolgono i resti, mantenendoli in qualche modo in vita. Anni dopo, Larry, il fratello di Frank, si trasferisce nella casa abbandonata di quest'ultimo con la moglie Julia e la figlia Kristy: l'accidentale e orribile resurrezione di Frank scatenerà nuovamente l'inferno...
Commento  Per l'esordio alla regia, Barker adatta un suo racconto e materializza sullo schermo un visionario incubo carnale e sadomasochista.

Hellraiser II - Prigionieri dell'Inferno (Hellbound: Hellraiser II)
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Genere  Horror
Paese  Gran Bretagna
Anno  1989
Durata  93 min
Regista  Tony Randel
Attori  Clare Higgins, Ashley Laurence, Kenneth Cranham
Ubicazione  File
Descrizione  Due flashback ci riassumono il primo episodio in cui Julia aveva cercato di sottrarre l'amante alla morte e si era scontrata con un diavolo. Kirsty, figliastra di Julia, si trova adesso in un ospedale psichiatrico diretto dal professor Channard, che da tempo cerca di valicare le porte degli inferi. Channard ha incaricato Tiffany di trovare la soluzione a un enigma musicale che consente di entrare nel mondo dei dannati. In tempi diversi Channard, Kirsty e Tiffany si ritrovano nell'inferno alle prese con il grande Leviatano.Hellraiser, diretto da Clive Barker che qui è il produttore, era stato uno dei migliori horror del decennio.
Commento  

La carica dei 101 (One Hundred and One Dalmatians)
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Genere  Animazione
Paese  Usa
Anno  1961
Durata  79 min
Regista  Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wolfgang Reitherman
Attori  
Ubicazione  File
Descrizione  99 cuccioli di dalmata sono tenuti prigionieri della cattiva Crudelia De Mon, che se ne vuole servire per fare delle pellice. I genitori di quindici di essi, rapiti da due loschi individui assoldati da Crudelia, insieme ad un cavallo, un gatto e un cane si daranno da fare per salvarli e metterli al sicuro.
Commento  

Il Codice Da Vinci (The Da Vinci Code)
2/4
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Genere  Thriller, Drammatico
Paese  U.S.A.
Anno  2006
Durata  148 min
Regista  Ron Howard
Attori  Tom Hanks, Jean Reno, Audrey Tautou, Alfred Molina, Ian McKellen, Paul Bettany, Jurgen Prochnow
Ubicazione  File
Descrizione  Per proteggere un segreto, a volte basta chiedere a chi lo custodisce di non rivelarlo. Ma se il segreto può far crollare 2.000 anni di dogmi consolidati, bisogna mettere a tacere i suoi depositari. Costasse anche la loro vita. Nel Museo del Louvre ha avuto luogo uno spettacolare omicidio. Tutti gli indizi fanno pensare ad una setta religiosa che non si ferma davanti a niente, pur di difendere una verità. Solo che la verità non può essere nascosta ancora a lungo e il mistero rischia di essere decodificato.
Commento  Cannes - La calunnia è un venticello e il gossip, il pettegolezzo prurito costante di tante coscienze, non è una passione esclusiva dei nostri tempi. Anzi, a giudicare dal "Codice Da Vinci" cartaceo o di celluloide che sia, il pettegolezzo è in primis 'divino' e radicato nella storia dell'umanità fin dai tempi di Cristo. Dan Brown, autore del bestseller da 50 milioni di copie, immagina che sotto il nome del Santo Graal si celi molto più che una semplice coppa. Si celerebbe un intero mondo di contenuti, segreti e misteri protetti dal cavalierato dei templari da allora ad oggi. Portatore di scomode realtà, il Graal è al contempo ricercato da una prelatura della Chiesa, l'Opus Dei, desiderosa di metterne a tacere le verità.
Con alla base un tema controverso e mille critiche preventive da parte dei religiosi più timorati, "Il Codice Da Vinci" ha offerto una nuova occasione alla macchina organizzativa di Hollywood di produrre una pellicola milionaria (125'000'000 Dollari), con un cast stellare nonché internazionale. Tra Parigi e Londra, Robert Langdong - il volto è di Tom Hanks, professore di simbologia religiosa, si trova protagonista di una fuga a due - al suo fianco la crittografa interpretata dalla Tautou (ricordate Amelie?) - invischiato in una vicenda molto più grande di lui tanto da poterne solo intravederne i contorni. Accusato ingiustamente di ben tre omicidi, ha inizio la sua disperata ricerca della sacra reliquia con alle costole un inquietante albino dalla pistola fin troppo facile.

Protetta dagli occhi dei critici di tutto il mondo fino alla presentazione della Croisette, la pellicola di Ron Howard, Oscar per il genio matematico di "A Beautiful Mind", si snoda tra inquadrature fumose e flash back, viaggi e fughe per le città avendo però scordato almeno in parte l'elemento suspense. Desideroso di rispettare il libro amato da milioni di lettori pur dovendolo piegare alle necessità filmiche, il risultato lungo oltre due ore e venti lascia storditi - un po' come il protagonista nei bagni del Louvre - incuriositi dai tanti indovinelli che qui vengono appena accennati. Siamo dinnanzi ad un thriller che si fa semplice intrattenimento, e accetta di rendersi davvero interessante se e solo se preso con leggerezza. Lungo, complesso e riassuntivo, tra pochi giorni sarà alla portata del pubblico cinematografico che lo stesso Howard esalta e invoca, desideroso che i temi controversi contenuti non facciano banalmente gridare allo scandalo ma piuttosto siano portatori di un più sano confronto.

I signori della truffa (Sneakers)
3/4
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Genere  Azione/Commedia
Paese  Usa
Anno  1992
Durata  125 min
Regista  Phil Alden Robinson
Attori  Robert Redford, Sidney Poitier, David Strathairn, Dan Aykroyd, River Phoenix, Mary McDonnell, Ben Kingsley
Ubicazione  File
Descrizione  Bishop e Cosmo, geni del computer, trasferiscono denaro dalle casse dei Repubblicani a quelle delle Pantere Nere. Cosmo viene arrestato, mentre Bishop, cambiata identità, diventa capo di un gruppo specializzato nel mettere alla prova sofisticati sistemi di sicurezza. Ricatato dal governo, Bishop accetta di recuperare una scatola nera che permette di penetrare qualsiasi sistema di sicurezza, ma avrà di fronte Cosmo, ora arruolato dalla mafia.
Commento  

Saw - L'enigmista (Saw)
3/4
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Genere  Thriller, Horror
Paese  U.S.A.
Anno  2004
Durata  100 min
Regista  James Wan
Attori  Cary Elwes, Danny Glover, Monica Potter, Michael Emerson, Tobin Bell, Ken Leung, Makenzie Vega, Shawnee Smith, Benito Martinez, Dina Meyer, Leigh Whannell
Ubicazione  File
Descrizione  Due uomini si svegliano imprigionati nel covo di un feroce serial killer. Non si tratta di incastrare il serial killer, ma è una lotta all'ultimo sangue contro un vero e proprio genio del male la cui pericolosità è senza uguali.
Commento  Film dall'inizio folgorante e disorientante. Buio, acqua, rumori fastidiosi. Poi la luce improvvisa, forte, accecante e due persone incatenate a due enormi tubi in un ambiente che ben potrebbe rappresentare una bolgia di un inferno dantesco post moderno. In mezzo a loro, ma irraggiungibile, un cadavere coperto da sangue rinsecchito.

Gli incatenati sono il Dott. Lawrence Gordon (Cary Elwes - "L'ombra del vampiro") e il giovane Adam (Leigh Whannell, "I Tennenbaum") apparentemente sconosciuti tra di loro e catapultati in quell'incubo metropolitano senza saperne il perché. Poi, piano piano, le cose cominciano a chiarirsi, o a confondersi ulteriormente, quando l'organizzatore di quel macabro gioco inizia a porre i propri enigmi dietro i quali si celano la salvezza o la condanna dei due uomini.

Sulla scia delle opere sui serial killer, il film ha i suoi momenti migliori nella descrizione delle scene più concitate ed anche più violente. Nelle sequenze più macabre, il giovane regista James Wan - qui al suo primo lungometraggio - mostra un gusto positivamente visionario tale da valorizzare la pellicola. Il resto è pero decisamente di scarsa qualità.

Complice anche qualche debolezza in fase di scrittura - e che il montaggio non ha aiutato a correggere - i frequenti flashback mediante i quali si narrano le vicende preliminari (le vittime precedenti, le indagini di due poliziotti incalliti fino all'alienazione, le storie personali dei due protagonisti) risultano anonimi se non addirittura incoerenti in alcuni momenti. I dialoghi - in special modo con l'incedere della narrazione - sono esagerati quasi patetici tanto da diventare ridicoli in alcuni dei momenti più concitati. Anche la scelta del cast non ci è sembrata all'altezza di una prova che avrebbe necessitato di interpreti più virtuosi nell'arte del recitare.

Comunque sia, "Saw - L'enigmista" si inserisce appropriatamente nel solco dei film del genere: una buona dose di splatter, una certa tensione ed un finale decisamente a sorpresa che forse assicurerà un sequel a questa opera prima dagli esiti incerti.

Saw II - La soluzione dell'enigma (Saw II)
3/4
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Genere  Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2005
Durata  107 min
Regista  Darren Lynn Bousman
Attori  Tobin Bell, Lyriq Bent, Tim Burd, John Fallon, Franky G, Noam Jenkins, Erik Knudsen
Ubicazione  File
Descrizione  Jigsaw è tornato. Il brillante e psicotico ideatore dello sterminio delle sue vittime in "SAW", è tornato per un'altra partita del suo orribile gioco con la vita o con la morte. Quando viene scoperto un cadavere, il cui assassinio riconduce alla mano di Jigsaw, il detective Eric Mathews (Donnie Wahlberg) inizia le indagini e lo cattura facilmente. Ma questo non è che un dettaglio nel nefando piano di Jigsaw. Altre otto vittime sono pronte a lottare per la vita ed è ora che Mathews si unisca al gioco…
Commento  Nel corso della visione di "Saw 2 - La soluzione dell'enigma", sequel di quel gioiellino del cinema thriller intitolato "Saw - L'enigmista", che all'inizio del 2005 ha furoreggiato sugli schermi italiani, è quasi impossibile non ricordare un paio di fondamentali regole, relative ai secondi capitoli delle saghe cinematografiche horror, che Randy Meeks/Jamie Kennedy enunciava in "Scream 2" (1997) di Wes Craven: "Prima di tutto il numero dei morti aumenta, seconda cosa le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina!".
Infatti, a partire dal folgorante e disturbante incipit, in cui vediamo in scena l'ennesimo, sfortunato prigioniero del sadico serial killer Jigsaw (Tobin Bell), alle prese con un diabolico meccanismo a tempo collegato ad una sorta di maschera chiodata (chissà che non si tratti di un omaggio a "La maschera del demonio" di Mario Bava), ci rendiamo immediatamente conto del fatto che questo numero due, esordio nella regia del lungometraggio per lo specialista in spot pubblicitari Darren Lynn Bousman, presenti un notevole aumento delle dosi di gore e violenza grafica. Ed anche con il numero delle vittime siamo ad un livello nettamente superiore, in quanto, nella classica situazione alla "Cube" (1997), che caratterizzò anche il primo film, non abbiamo più, rinchiuse in un'ignota "prigione", due persone sole, bensì otto, tra cui il giovane Daniel (Erik Knudsen), figlio del detective Eric (Donnie Wahlberg); inevitabilmente, quindi, l'ottima sceneggiatura, ad opera dello stesso regista e di quel Leigh Wannell che già scrisse ed interpretò il capostipite, viene infarcita con situazioni ed elementi tipici del filone slasher, sottogenere dell'horror che prevede fantasiosi delitti a ripetizione, per mano dell'omicida o della pericolosa creatura di turno, ai danni di gruppi di future, probabili vittime, in un luogo più o meno chiuso. Ciò, però, non sta a significare che questo continuo ad opera di Bousman sia inferiore all'originale di James Wan (qui produttore esecutivo, insieme al citato Wannell), il quale si costruiva sul lento e teso intrigo volto a trasportare all'inaspettato twist ending, o finale a sorpresa, tipico delle opere di M. Night Shyamalan. Tra siringhe, fuoco e gas nervino, "Saw 2 - La soluzione dell'enigma", girato su un set che lo scenografo David Hackl ha miracolosamente costruito, in sole tre settimane, mettendo insieme 27 differenti set in un unico teatro di posa, pur mostrando tranquillamente, fin dall'inizio, il volto di Jigsaw, coinvolge dalla prima all'ultima inquadratura, attraverso una narrazione veloce, enfatizzata dal serrato montaggio di Kevin Greutert, e l'introduzione di momenti shockanti che metteranno a durissima prova non solo gli spettatori impressionabili. Il tutto, all'interno del consueto, claustrofobico involucro testimoniato dalla quasi totale ambientazione in interni, mentre emergono allegorie sull'istinto paterno e, in generale, sui rapporti tra padri e figli, e veniamo condotti a diverse rivelazioni finali tutt'altro che aspettate. Non a caso, Bousman asserisce: "Il film non è quello che credi, cambia direzione con delle svolte drastiche nelle ultime scene, in cui assistiamo al vero gioco, qualcosa di molto più grande di quanto ci fossimo aspettati".

The Imitation Game (The Imitation Game)
3/4
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Genere  Drammatico, Thriller
Paese  Regno Unito, U.S.A.
Anno  2014
Durata  113 min
Regista  Morten Tyldum
Attori  Keira Knightley, Benedict Cumberbatch, Matthew Goode, Charles Dance, Mark Strong, Rory Kinnear, Allen Leech, Tuppence Middleton, Tom Goodman-Hill, Matthew Beard, Steven Waddington
Ubicazione  File
Descrizione  Durante l'inverno del 1952, le autorità britanniche entrarono nella casa del matematico, criptoanalista ed eroe di guerra Alan Turing (Benedict Cumberbatch) per indagare su una segnalazione di furto con scasso. Finirono invece per arrestare lo stesso Turing con l'accusa di "atti osceni", incriminazione che lo avrebbe portato alla devastante condanna per il reato di omosessualità. Le autorità non sapevano che stavano arrestando il pioniere della moderna informatica. Noto leader di un gruppo eterogeneo di studiosi, linguisti, campioni di scacchi e agenti dei servizi segreti, ha avuto il merito di aver decifrato i cosiddetti codici indecifrabili della macchina tedesca Enigma durante la II Guerra Mondiale. Ritratto intenso e inquietante di un brillante e complesso uomo, The Imitation Game mostra un genio che sotto una pressione angosciante ha contribuito a ridurre la durata della guerra e, quindi, a salvare milioni di vite.
Commento  Ricordate il matematico John Nash? Si proprio quello del pluripremiato capolavoro di Ron Howard “A Beautiful Mind”, con Russell Crowe protagonista. In “The Imitation Game” la struttura narrativa è molto simile, cambia soltanto il protagonista: qui è Alan Turing, leggendario ingegnere analista, matematico e crittografo inglese a essere raccontato.
Il protagonista è interpretato da Benedict Cumberbacht, al cinema con “Star Trek: In to the Darkness” e come voce del drago Smaug in “Lo Hobbit”, qui alla migliore prova della sua carriera, affiancato come attrice non protagonista da una bravissima Keira Knightley.
L’opera diretta da Morten Tyldum, al primo lungometraggio in lingua inglese, ha il merito di raccontare una grande vicenda storica, ma la pone come un semplice background lasciando il centro della scena al protagonista caratterizzandolo in ogni sua sfumatura. Il geniale matematico Alan Turing viene assoldato dal governo per lavorare alla decriptazione del Codice Enigma, fonte di grande vantaggio per le forze dell’Asse e principale motivo di debacle per gli Alleati. Il progetto per decifrarlo è guidato proprio dal giovanissimo laureato di Cambridge, che dopo alcune titubanze del comandante Denninston (Charles Dance), diventa responsabile del team a Bletchley Park. Particolarmente brillante nei cruciverba li usa in modo incredibile, e grazie all’aiuto di Joan Clarke (Keira Knightley) riesce ad acquisire buone capacità di leadership fino a quel momento inesistenti.
La pellicola ricorda veramente tantissimo come già detto il biopic sul premio Nobel ideatore de “La teoria dei giochi”, la narrazione con continui background è davvero interessante e tiene lo spettatore incollato davanti allo schermo permettendoci di capire alcuni atteggiamenti di Turing che, altrimenti sarebbero rimasti oscuri. Il dott. Nash era affetto da schizofrenia, mentre in questo caso il mago di Cambridge è omosessuale. Una situazione che lo devasta, lo costringe a vivere rinchiuso in se stesso per la paura di persecuzioni. La situazione però cambia, fino ad arrivare a una completa accettazione di se stesso a prezzo molto elevato. La decifrazione del Codice Enigma procede parallelamente proprio a quella del proprio io, così da vivere le due vicende in tutt’uno e grande merito di questo va alla sorprendente regia.
L’opera di Turing ha cambiato la storia del mondo, creando Bomba, il primo calcolatore da lui ribattezzato affettuosamente Christopher come l’amico d’infanzia che appare in alcune scene.
Benedict Cumberbacht è perfetto nei panni del genio inglese, lui che già ha incantato la tv nel ruolo del brillante Sherlock Holmes risulta sempre più adatto a parti intellettuali e intuitive. La cosa più straordinaria però è l’emozione che riesce a trasmettere, la sorpresa e la velata tristezza nei suoi sguardi portano a vivere una grande esperienza cinematografica. Gli Academy sono molto sensibili ai biopic, basti pensare anche a “Lincoln” (2013), “Dallas Buyers Club”(2014) e “12 Anni Schiavo” (2014) solo per citare i più recenti, e agli argomenti sociali affrontati in “The Imitation Game”, sarà molto difficile che siano ignorati. La riscoperta del biopic mette sul piatto tanta carne al fuoco, con un genere amato in ogni ambito e che con quest’opera si conferma a livelli qualitativi sopra la media.
La vita di un genio è sempre una solida base su cui costruire qualcosa di altrettanto geniale. Certo se il buon giorno si vede dal mattino dopo quest’opera sarà difficile togliere dalle sale Morten Tyldum e, soprattutto, questo magistrale Benedict Cumberbach finalmente maturo per levarsi tante soddisfazioni personali sul grande schermo.

Kingsman - Secret Service (Kingsman: The Secret Service)
3/4
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Genere  Azione, Thriller
Paese  U.S.A., Regno Unito
Anno  2014
Durata  129 min
Regista  Matthew Vaughn
Attori  Mark Strong, Samuel L. Jackson, Colin Firth, Mark Strong, Michael Caine, Jack Davenport, Corey Johnson, Taron Egerton, Sofia Boutella, Neve Gachev, Sophie Cookson, Tom Prior
Ubicazione  File
Descrizione  Tratto da un fortunato libro di fumetti e diretto da Matthew Vaughn, "Kingsman: Secret Service" racconta la storia di un’agenzia di spionaggio super segreta che recluta un ragazzino di strada molto sveglio ma piuttosto grezzo, per farlo partecipare al suo competitivo programma di addestramento sullo sfondo di una minaccia globale incarnata da un genio della tecnologia dalla mente distorta. Quando il padre di Gary “Eggsy” Price, 5 anni, sacrifica la propria vita durante un’esercitazione militare di massima segretezza, la sua famiglia riceve una medaglia non convenzionale e un numero telefonico da usare una volta sola nel caso avesse bisogno di un favore di qualsiasi tipo. Diciassette anni dopo troviamo Eggsy allo sbando: ha lasciato gli studi, è disoccupato e vive un’esistenza senza prospettive all’interno dell’appartamento di sua madre. Dopo essere stato arrestato per aver rubato una macchina, Eggsy sfrutta la medaglia che aveva ricevuto per la morte di suo padre per poter uscire di prigione, e viene aiutato da Harry Hart, una spia impeccabile che ha un debito di gratitudine nei confronti di Eggsy dato che suo padre gli ha salvato la vita. Hart è sbigottito quando si rende conto di come vive Eggsy ma è comunque colpito dalle sue qualità e vuole offrirgli l’occasione di cambiare completamente vita, ammettendolo al programma della Kingsman, un’organizzazione di intelligence indipendente super segreta.
Commento  Con titoli di testa superbamente accompagnati da “Money for nothing” dei Dire straits, si comincia nel Medio Oriente del 1997; ma, a quanto pare, è in un articolo di giornale in cui venne raccontato come Terence Young – autore di “Agente 007-Licenda di uccidere” (1962), prima avventura bondiana – trasformò Sean Connery da rozzo ragazzo di Edimburgo in gentleman che dobbiamo individuare le origini del tutto.
Perché fu proprio esso ad ispirare Mark Millar per realizzare insieme all’illustratore Dave Gibbons la graphic novel “The Secret Service”, storia della spia gentiluomo Harry Hart che intende far diventare il nipote un sofisticato agente segreto e che, nel passaggio sul grande schermo, non solo assume i connotati di Colin Firth, ma, appartenente ad un’organizzazione di intelligence super segreta, fa da maestro di spionaggio a Gary “Eggsy” Price alias Taron Egerton: sveglio e piuttosto grezzo diciassettenne allo sbando di cui non è lo zio, bensì un ex collega del defunto padre, al quale deve la vita.
E, tra lanci con paracadute e treni in arrivo quando si trova legato sulle rotaie, è un duro programma di addestramento in competizione con altri rivali che il giovane deve superare per poter essere un vero e proprio Kingsman; man mano che le misteriose scomparse di illustri professori, scienziati e celebrità – compreso il James Arnold interpretato dal Mark Hamil di “Guerre stellari” (1977) – sembrano condurre al miliardario super tecnologico ed ex ecologista deluso Richmond Valentine, cui concede anima e corpo un esilarante Samuel L. Jackson dalla parlata con zeppola.
Miliardario il cui desiderio di salvare il mondo ha lasciato il posto ad un progetto malefico dalle conseguenze devastanti che Harry ed Eggsy, in mezzo ad ombrelli che non sono ciò che sembrano e gadget assortiti spazianti da anelli fulminanti a penne con veleno incluso, devono tentare in ogni modo di sventare.
Una minaccia globale che l’inglese Matthew Vaughn inscena miscelando azione, ironia e un pizzico di splatter nella stessa riuscita maniera in cui mise in piedi il suo “Kick-Ass” (2010), tirando in ballo emozionanti scontri corpo a corpo, arti mozzati, corpi divisi verticalmente in due ed una violentissima strage consumata all’interno di una chiesa.
Senza dimenticare richiami cinefili, dall’apparizione di un Big Mac in evidente omaggio a “Pulp fiction” (1994) a citazioni verbali per “Una poltrona per due” (1983), “Nikita” (1990), “Pretty woman” (1990) e “My fair lady” (1964); mentre viene osservato che i cattivi erano i personaggi più interessanti dei film su James Bond e che il lavoro di squadra è la cosa più importante.
Ma anche e soprattutto che la nobiltà consiste nell’essere superiori a chi eravamo ieri e che perfino negli snob esistono eccezioni; in quanto è proprio dall’incontro – dall’interessante sapore socio-politico – del protagonista con essi che nasce l’eroe indispensabile alla salvezza del mondo... fino all’apocalittica fase conclusiva – infarcita di retrogusto horror – di oltre due coinvolgenti, originali ore di visione che, con un’ultima sequenza posta durante i titoli di coda, mirano principalmente a ribadire che sono i modi a definire l’uomo.

Si accettano miracoli (Si accettano miracoli)
1/4
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2015
Durata  110 min
Regista  Alessandro Siani
Attori  Alessandro Siani, Fabio De Luigi, Ana Caterina Morariu, Serena Autieri, Giovanni Esposito, Maria Del Monte, Paolo Triestino, Giacomo Rizzo
Ubicazione  File
Descrizione  C’era una volta Fulvio (Alessandro Siani), tagliatore di teste senza scrupoli di una nota multinazionale, che dopo aver fatto piazza pulita dei rami secchi dell’azienda viene a sua volta licenziato. La sua reazione non esattamente composta gli costa cara: un mese di servizi sociali da scontare nella casa famiglia di suo fratello Don Germano (Fabio De Luigi), parroco di un piccolo borgo del sud d’Italia. Da manager consumato e scaltro qual è, Fulvio non ci mette molto a capire che per aiutare suo fratello, i bambini e il paese c’è bisogno di un vero e proprio “miracolo”. E quindi, all’insaputa di tutti, se ne inventa uno. Questa idea all’inizio sembra funzionare a meraviglia e quel borgo dimenticato da Dio si trasforma in un luogo di culto e pellegrinaggio per migliaia di devoti. Ma quando il Vaticano invierà sul posto i vescovi a fare le verifiche del caso, il piano di Fulvio comincerà a vacillare...
Commento  

Italiano Medio (Italiano Medio)
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2015
Durata  100 min
Regista  Maccio Capatonda
Attori  Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Ivo Avido
Ubicazione  File
Descrizione  Giulio Verme è un ambientalista convinto in crisi depressiva, che alla soglia dei 40 anni si ritrova a fare la ‘differenziata’ in un centro di smistamento rifiuti alla periferia di Milano. Avvilito, furioso, depresso è ormai totalmente incapace di interagire con chiunque: con i colleghi di lavoro, con i vicini, con la famiglia e con Franca, la compagna di una vita. L’incontro con l'agguerrita anche se poco credibile associazione ambientalista dei “Mobbasta” lo convince a combattere fervidamente contro lo smantellamento di un parco cittadino, ma per Giulio è l’ennesimo fallimento. Non ci sono più speranze per il nostro protagonista fino a quando incontra Alfonzo, un suo vecchio e odiato amico di scuola che ha però un rimedio per tutti i suoi mali: una pillola miracolosa che gli farà usare solo il 2% del proprio cervello anziché il 20%, come si dice comunemente. Ed è proprio così che Giulio supera la depressione: non pensa più all'ambiente ma solo a sé stesso, alle donne, ai vizi, passioni e virtù di ogni italiano medio. Una battaglia senza esclusioni di colpi si consuma nel cervello e nella vita di Giulio tra l'Italiano Medio e quello impegnato ma inconcludente che lo porterà non solo a diventare il Vip più famoso d'Italia ma anche a cambiare gran parte della sua vita...
Commento  Come avvisa in maniera esilarante la didascalia di apertura, è da una storia finta che è tratta la vicenda di Giulio Verme, ambientalista convinto in crisi depressiva che, finito a fare la “differenziata” in un centro di smistamento rifiuti alla periferia di Milano, non solo è ormai totalmente incapace di interagire con chiunque, ma vede cambiare la sua vita nel momento in cui ritrova il vecchio compagno di scuola Alfonzo alias Herbert Ballerina (all’anagrafe Luigi Luciano), il quale gli offre il rimedio per tutti i suoi mali.
Rimedio consistente in una miracolosa pillola che, al contrario del farmaco assunto da Bradley Cooper in “Limitless” (2011) di Neil Burger, fa usare soltanto il 2% del proprio cervello anziché il 20% - come si dice comunemente – al protagonista, nel frattempo entrato in contatto con una agguerrita associazione ambientalista che lo convince a lottare contro lo smantellamento di un parco cittadino.
Protagonista interpretato dallo stesso regista Maccio Capatonda, ovvero Marcello Macchia, il quale, al suo primo lungometraggio dopo l’infinità di short e falsi trailer che, diffusi in televisione e sul web, hanno contribuito a trasformarlo in un vero e proprio fenomeno della risata, si trova improvvisamente a passare dall’essere lo scontento cittadino modello giudizioso e rispettoso nei confronti del prossimo alle serate in discoteca, il continuo pensiero del sesso, le passioni e le virtù di ogni italiano medio.
Offrendosi, quindi, il semplice pretesto per poter costruire circa un’ora e quaranta di visione che, in mezzo a clochard forniti di tablet e peti fantozziani, conferisce, paradossalmente, proprio l’impressione di spingere lo spettatore a giudicare l’insieme sfruttando sia il suo lato più impegnato che quello maggiormente volto alla superficialità e al divertimento senza alcun pensiero.
Perché, se l’istinto immediato, nel corso della prima parte dell’operazione, è quello di gridare alla morte della Settima arte per mano della preoccupante tendenza d’inizio terzo millennio di estendere al grande schermo gli sketch trash (non mancano neppure escrementi in testa) che affollano quotidianamente quello piccolo e i monitor di computer e telefoni cellulari, non si può fare a meno di dichiararsi conquistati una volta giunti ai titoli di coda.
Con i meriti di ciò individuabili nella notevole intelligenza tramite cui una comicità orchestrata a colpi di genio tra storpiature di nomi (da Alessandro Del Pirlo a Roberto Salviamolo), doppi sensi (l’”appuntamento in via del tutto eccezionale” è da antologia) e parodie-citazioni cinefile (evidente quella a “Fight club”) va a sposarsi perfettamente al forte (retro) gusto di denuncia riguardante, in particolar modo, l’appiattimento culturale derivato dal bombardamento mediatico di talent show e simili.
Adeguando in maniera ragionatissima il linguaggio di internet ai ritmi del cinema e non viceversa, come erroneamente avvenuto con la serie de “I soliti idioti”, tanto da ottenere un elaborato unico nel suo genere e che, degno erede della Grande Commedia all’italiana, difficilmente potrebbe avere successori.

90 Minuti A New York (The Angriest Man in Brooklyn)
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Genere  Commedia, Drammatico
Paese  USA
Anno  2014
Durata  83 min
Regista  Phil Alden Robinson
Attori  Robin Williams, Mila Kunis, Melissa Leo, Peter Dinklage, James Earl Jones, Hamish Linklater, Richard Kind, Isiah Whitlock Jr.
Ubicazione  File
Descrizione  Una mattina Henry Altman (Robin Williams) si sveglia arrabbiato come al solito ma con un forte mal di testa che lo spinge a precipitarsi in ospedale. Non trovando il suo medico, Henry viene visitato da Sharon (Mila Kunis), una nuova dottoressa ancora non ripresasi dal recente suicidio del suo  amato gatto. Quando per errore Sharon gli comunica di essere stato colpito da un aneurisma cerebrale e di avere solo novanta minuti di vita, Henry realizza di dover approfittare degli ultimi istanti per rimediare agli errori commessi durante l'intera esistenza. Comincia così una forsennata corsa per le strade di Brooklyn alla ricerca della moglie Beth (Melissa Leo), del figlio e del fratello Aaron, mentre Sharon, resasi conto dell'errore commesso, cerca disperatamente di rintracciarlo prima che sia troppo tardi.
Commento  

Vicini del terzo tipo (The Watch)
2/4
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A
Anno  2012
Durata  102 min
Regista  Akiva Schaffer
Attori  Ben Stiller, Vince Vaughn, Jonah Hill, Richard Ayoade, Billy Crudup, Rosemarie DeWitt, R. Lee Ermey, Will Forte, Doug Jones
Ubicazione  File
Descrizione  L’unica cosa più pericolosa della minaccia che incombe sui cittadini di Glenview sono i quattro uomini che si sono uniti per salvarli. Sono i guardiani del vicinato: Evan (Ben Stiller), sostenitore dell’impegno civico, il padre di famiglia Bob (Vince Vaughn), amante del divertimento, l’imprevedibile Franklin (Jonah Hill), apparentemente un duro, e il divorziato in cerca d’amore Jamarcus (Richard Ayoade).
Glenview, Ohio – Stati Uniti – Pianeta Terra.
In questa apparente oasi di serenità, Evan, Bob, Franklin e Jamarcus hanno deciso di unire le loro forze per proteggere la comunità. Inoltre, si godono alcuni dei vantaggi di essere dei “guardiani”... come bere birra, fare casino e comportarsi da ragazzacci.
Malgrado le loro nuove ed eleganti giacche da guardiani, che sono contrassegnate da ali imponenti e da una testa di tigre, questi quattro uomini non riescono a ottenere il rispetto dei residenti che dovrebbero proteggere. Un gruppo di ragazzi lancia loro delle uova, mentre i poliziotti locali ritengono che siano una barzelletta. Un po’ come delle giovani marmotte... solo molto meno saggi.
Ma quando la loro pattuglia si imbatte in qualcosa che lascia una scia di roba verde appiccicosa e una sorta di tentacolo, e scopre inoltre uno strano strumento simile a una palla da bowling che sprigiona un raggio di energia, capiscono che il loro gruppetto si è imbattuto in qualcosa di più grande di un semplice malintenzionato...
Commento  Considerando l’improvvisa uccisione di un agente della sicurezza di un grande esercizio commerciale, nel corso dell’apertura del film, se non fosse per il fatto che, ancora prima, abbiamo già in scena i due mattatori della risata a stelle e strisce Ben Stiller e Vince Vaughn, difficilmente verrebbe da pensare che rientri nel filone della commedia lo spettacolo che sta scorrendo davanti ai nostri occhi.
Già, perché, a partire dalla, a suo modo inquietante, sequenza in questione, condita perfino con abbondante schizzo di sangue sul vetro, non sono elementi decisamente horror a risultare assenti all’interno del secondo lungometraggio cinematografico a firma del californiano classe 1977 Akiva Schaffer, a cinque anni dall’opera d’esordio "Hot rod - Uno svitato in moto" (2007).
Elementi che vanno da corpi orrendamente dilaniati al mostruoso look delle creature aliene che si trova a dover fronteggiare, appunto, Stiller; il quale, dopo "Tower Heist: Colpo ad alto livello" (2011) di Brett Ratner, torna alla guida di una squadra di individui pronti a tutto.
Una squadra, però, in questo caso non costituita da ladruncoli, ma da tre coraggiosi cittadini di Glenview, nell’Ohio, interessati a unire le proprie forze al fine di proteggere la comunità locale dalle minacce.
Tre coraggiosi cittadini che, oltre a quello del succitato protagonista di "2 single a nozze" (2005), hanno i volti del Jonah Hill de "Lo spaventapassere" (2011).
Ed è soprattutto Vaughn, alle prese anche con la figlia adolescente ed il suo spasimante, a riuscire nell’impresa di regalare divertimento allo spettatore; mentre il cast tira in ballo, inoltre, lo storico R. Lee Ermey di "Full metal jacket" (1987), come sempre nel ruolo di un tizio piuttosto folle.
Al servizio di un curioso ibrido tra commedia hollywoodiana e pellicola fanta-horror che, lasciando addirittura avvertire al suo interno una certa critica nei confronti della società fallocentrica, sembra individuare le sue fasi migliori proprio nei momenti maggiormente legati al genere d’appartenenza di Jason Voorhees e Freddy Krueger (si pensi soltanto allo scontro finale con gli extraterrestri).
Infatti, da un lato è facile intuire che Schaffer potrebbe tranquillamente dedicarsi al cinema della paura, dall’altro, però, appare piuttosto difficile stabilire quanto il guardabile insieme possa lasciare soddisfatto lo spettatore interessato a ridere, ma non a trovarsi davanti gli occhi – seppur occasionalmente – violente immagini condite di splatter.

Oxford Murders - Teorema di un delitto (The Oxford Murders)
2/4
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Genere  Thriller
Paese  Spagna
Anno  2008
Durata  107 min
Regista  Álex de la Iglesia
Attori  Elijah Wood, John Hurt, Leonor Waitling, Julie Cox, Burn Gorman, Anna Massey, Jim Carter, Charlotte Asprey
Ubicazione  File
Descrizione  Oxford. In seguito all'omicidio di un'anziana signora, il docente Arthur Seldom, uno dei massimi esponenti mondiali nel campo della logica, e Martin uno studente argentino in viaggio-studio, fanno la loro conoscenza. L'increscioso fatto, non sembra un caso isolato, infatti, nei giorni successivi vengono commessi altri delitti. Seldom e Martin allora, decidono di seguire tutti gli indizi per cercare di arrivare a scoprire chi sia l'autore di tutti quei crimini...
Commento  Partendo dall’enunciato di Ludwig Wittgenstein "...su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere...", che rivelava l’impossibilità dell’uomo di arrivare alla verità assoluta verso le cose, il nuovo film di Alex De La Iglesia (conosciuto per "La Comunidad" e "Crimen Perfecto") è un thriller dai connotati fortemente filosofici.
Martin è un promettente studente di Oxford che sogna di incontrare il professore e scrittore Arthur Seldom per proporgli una ricerca di dottorato. L’incontro tra i due non è dei più entusiasmanti, ma quando muore un’anziana signora in circostanze misteriose, lo studente e il professore iniziano ad indagare sull’accaduto...
Ad Alex De La Iglesia qualcuno avrebbe dovuto suggerire che c’è un motivo se i filosofi non indagano sui fatti di sangue. E la causa è anche semplice: si rischierebbe di trasformare ogni volta l’indagine in una inconcludente diatriba tra pensatori che magari trovano pure la "verità assoluta", ma certamente non il colpevole. Questo è ciò che purtroppo avviene nel film "Oxford Murders": un lungo, e a tratti estenuante, dialogo tra due menti che cercano di arrivare ad una verità coinvolgendo nella loro conversazione (e ciò rende il tutto abbastanza grottesco) tutti i personaggi che incontrano, poliziotti e infermieri compresi.
Che il film non intenda percorrere i binari usuali del genere giallo è chiaro fin dalla prima scena: quando i due protagonisti, soli nella casa della vecchia signora, la trovano cadavere e chiamano la polizia, ma al commissario non viene in mente che gli assassini possano essere proprio i due (tranquilli, non vi sto dicendo il finale) e anzi si unisce a loro nella tediosa, quanto improbabile disquisizione su "ciò che si vede e ciò che non si vede". E purtroppo il film segue questa strada narrativa per tutta la sua durata, che appare eccessiva anche questa volta (ma di questi tempi non è una novità). Lunghi dialoghi accompagnano quindi la poca azione del film, tra l’altro confusa quest’ultima tra flashback che somigliano a buchi di trama e un’indagine basata sul peso incorporeo delle parole. Sbadiglio.
Inoltre, a pesare su una sceneggiatura pretestuosa e nulla più, ci si mettono anche gli attori poco in parte e appena accennati nei caratteri generali. Deboli interpretazioni al servizio del “già visto” e “già dato” che non aiutano certo nella difficile immedesimazione con la storia.
Di “Oxford Murders” si può apprezzare il ritmo e qua e là qualche scena ben riuscita (c’è un finto piano sequenza piuttosto interessante), ma alla fine del film si ha la netta sensazione che registi, filosofi e poliziotti, nell’ansia di trovare l’agognata verità, si siano miseramente confusi i ruoli...

Snowpiercer (Snowpiercer)
2/4
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Genere  Fantascienza, Azione, Drammatico
Paese  Corea del Sud
Anno  2013
Durata  126 min
Regista  Joon-ho Bong
Attori  Chris Evans, Ed Harris, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, John Hurt, Alison Pill, Ewen Bremner, Luke Pasqualino, Kang-ho Song
Ubicazione  File
Descrizione  In una nuova Era Glaciale che dura ormai da 17 anni, gli unici sopravvissuti si trovano a bordo dello Snowpiercer, un treno mosso da un motore a moto perpetuo. A causa del cambiamento climatico, l’intero pianeta è ora completamente ghiacciato. I superstiti alla glaciazione viaggiano su questo treno che effettua da anni un moto perpetuo intorno alla terra. La sezione di coda dello Snowpiercer assomiglia ai bassifondi dove vivono i più poveri che soffrono il freddo e la fame, mentre nella testa del treno si trovano gli eletti che si abbandonano ai piaceri, all’alcol e alle droghe, circondati dal lusso. Sul treno, le condizioni sociali sono davvero inique. Durante il 17° anno di questo infinito viaggio, Curtis, giovane leader della sezione di coda, fomenta una rivolta che cova da molto tempo. Per liberare i vagoni della coda, e alla fine l’intero convoglio, Curtis e i suoi compagni di viaggio tentano la presa della locomotiva in testa al treno dove si trova Wilford, il guardiano della sala macchine, in un susseguirsi di colpi di scena...
Commento  Successivamente ad una nuova era glaciale, gli unici sopravvissuti sulla Terra si trovano all’interno dello Snowpiercer, un treno autosufficiente che compie il giro del mondo in un anno. Al suo interno gli uomini sono divisi secondo le loro classi sociali, i poveri negli ultimi vagoni e i ricchi in quelli anteriori. La bestialità con cui i primi vengono trattati li spinge ad organizzarsi in una rivolta atta a conquistare la locomotiva e, di conseguenza, il controllo dell’intero convoglio ora governato dal "divino" Wilford.
Joon-ho Bong torna a dirigere un film ad alto budget dopo sette anni dal monster-movie "The host", girato nella sua patria, la Corea del Sud. Per il suo debutto in lingua inglese, il regista si trova a poter disporre di un cast straordinario, composto da attori del calibro di Chris Evans, John Hurt, Jamie Bell, Octavia Spencer, Tilda Swinton e Ed Harris.
Già nei primissimi minuti il pubblico si trova immerso nell’atmosfera di squallore che regna nei vagoni di coda, palpanti di miseria, sporcizia e fame, ma anche di voglia di riscatto e giustizia sociale. Bong non perde tempo, e porta immediatamente la tensione alle stelle, facendo sì che lo spettatore si senta già partecipe della lotta dei protagonisti. Così il film si avvia già con quel ritmo frenetico che tiene incollati alla poltrona e che non perderà mai nei suoi 126 minuti. A momenti di altissima tensione se ne alternano altri di leggera distensione, ma senza mai allentare quel filo di interesse che lega il pubblico alla pellicola. Perché il regista sa come mantenere viva la curiosità in ogni situazione, che sia attraverso una maestra che intona inni alla Sacra Locomotiva o tramite una caricaturale (ma, come sempre, bravissima) Tilda Swinton, incarnazione dell’ipocrisia di chi riesce ad abbandonare la propria dignità pur di salire sul carro dei vincenti.
Nessun carattere è semplicemente abbozzato; ognuno di loro, anche quelli di contorno, è delineato in modo accurato: un’impresa complicata, dato il coro di personaggi che affollano il film. Il merito va forse anche alla serie a fumetti "Le Transperceneige" da cui è tratto. Una sceneggiatura che non si addentra mai nel terreno del banale, dunque, senza però rinunciare a emozioni forti e atmosfere da blockbuster, in cui a farle da sfondo si sentono forti echi di letteratura fantapolitica alla Orwell: non è possibile non avvertire nella Sacra Locomotiva un richiamo al Grande Fratello di "1984". E il sottotesto rivoluzionario è ciò che eleva il film a un livello ancora più alto: il percorso dei protagonisti attraverso il treno non è altro che la scalata sociale di cui ogni individuo ha il diritto, la pretesa di abbattere ogni barriera di classe e lo smascheramento dell’ipocrisia su cui si fonda una società di benestanti.
Tra i produttori, il regista sud coreano Park Chan-wook.

La Rivincita Dei Nerds (Revenge of the Nerds)
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Genere  Commedia
Paese  USA
Anno  1984
Durata  90 min
Regista  Jeff Kanew
Attori  Robert Carradine, Anthony Edwards, Julie Montgomery
Ubicazione  File
Descrizione  Un gruppo di matricole particolarmente imbabolate irrompe in un college dell'Arizona giusto in tempo per farsi tiranneggiare dai compagni fusti del gruppo Alpha Beta. Dopo le tipiche angherie riservate in tutto il mondo alle matricole, i nerds passano al contrattacco: furbizia e intelligenza al posto di forza bruta e prestanza fisica. Alla fine avranno la meglio, anche con le ragazze.
Commento  "Nerds": unica traduzione possibile "sfigati". Si intravedono in tanti film, ma nessuno potrà mai rivaleggiare con quelli di "Animal House" di Landis. Questa di Kanew è una commedia insulsa, che però ha riscosso grande successo negli USA.

Saw III (Saw III)
2/4
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Genere  Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2006
Durata  107 min
Regista  Darren Lynn Bousman
Attori  Tobin Bell, Angus Macfadyen, Dina Meyer, Kim Roberts, Shawnee Smith, Bahar Soomekh
Ubicazione  File
Descrizione  Dopo essere sfuggito alla polizia, Jigsaw, aiutato da Amanda, enigmista apprendista, ha già focalizzato la sua prossima vittima. Si tratta della dottoressa Lynn Denlon, che tra l'altro dovrà curare Jigsaw, che si trova in pericolo di vita. Tutto questo, mentre Jeff, un'altra vittima, sta cercando di risolvere il gioco mortale che é stato preparato per lui...
Commento  Un tizio dal piede incatenato tenta disperatamente di liberarsi: il sadico serial killer Jigsaw (Tobin Bell) è tornato! Sfuggito alla polizia ed affiancato da una complice, come avevamo potuto apprendere al termine del secondo capitolo della fortunata serie horror-thriller iniziata da James Wan con lo splendido "Saw-L'enigmista" (2004), è ancora a caccia di sventurate vittime da sottoporre ai suoi perversi test, mentre il cancro provvede a consumarlo. Nelle sue grinfie, infatti, cade questa volta la dottoressa Lynn Denlon (Bahar Soomekh), la quale si trova costretta a fare di tutto per tenerlo in vita, mentre Jeff (Angus Macfayden), padre desideroso di vendetta nei confronti dell'uomo che causò la morte del figlio in un incidente automobilistico, viene introdotto in un percorso da affrontare attraverso il conseguimento dei classici, diabolici "giochi enigmistici".
E' subito chiaro, quindi, che la situazione alla "Cube" (1997) su cui vennero costruiti i primi due episodi, la quale prevedeva una o più persone rinchiuse in un'ignota "prigione", viene qui ritoccata in favore di due trame progressivamente sviluppate in parallelo; ma ciò, nonostante la quasi totale presenza di interni, contribuisce non poco ad alleviare quel particolare ed indispensabile senso di claustrofobia e disorientamento che emergeva nei tasselli precedenti, le cui ambientazioni, ristrette e prive di alcun contatto visibile con il mondo esterno, finivano per risultare geograficamente incollocabili.
Purtroppo, però, le note negative di "Saw 3" - diretto da Darren Lynn Bousman, già responsabile dell'ottimo "Saw 2-La soluzione dell'enigma" (2005) - non si riducono a questo, in quanto, tra toraci scoperchiati e piccoli uncini conficcati nella carne come in "Hellraiser" (1987) di Clive Barker, è evidente il maldestro tentativo di camuffare la pochezza dei circa 113, stanchi minuti di visione (veramente troppi!) facendo ricorso a sequenze di tortura e morte sempre più elaborate e grondanti emoglobina, tanto che perfino il twist ending risulta meno inaspettato del solito e poco soddisfacente.
Aspetto, quest'ultimo, che più di ogni altro testimonia la caduta del prodotto all'interno della letale morsa della serialità, la quale, come accaduto per horror cult del calibro di "Nightmare-Dal profondo della notte" (1984) e "Venerdì 13" (1980), prevede per i vari sequel del capostipite soltanto l'amplificazione dell'elemento di spicco, quindi la violenza. Ma, se nei film che vedono protagonisti i sanguinari Freddy Krueger e Jason Voorhees essa, rappresentata attraverso veloci sequenze di omicidio poco dettagliate, finisce per provocare nello spettatore un certo effetto liberatorio, in "Saw 3", che non ci risparmia neppure un'operazione chirurgica a cranio aperto ed il decesso di una donna congelata viva, assume soltanto i connotati di un gioco di celluloide forzatamente sadico e, di conseguenza, di cattivo gusto.
D'altra parte, cosa ci si poteva aspettare da un lungometraggio attorno a cui, in patria, ruota perfino una squallida trovata pubblicitaria che vorrebbe un numero limitato di locandine colorate con inchiostro rosso mischiato al sangue dell'attore protagonista Tobin Bell?

Saw IV (Saw IV)
3/4
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Genere  Thriller, Horror, Crimine
Paese  U.S.A.
Anno  2007
Durata  94 min
Regista  Darren Lynn Bousman
Attori  Tobin Bell, Lyriq Bent, Costas Mandylor, Scott Patterson, Betsy Russell, Angus Macfadyen, Justin Louis, Simon Reynolds, Donnie Wahlberg, Shawnee Smith, Athena Karkanis, Marty Adams
Ubicazione  File
Descrizione  Jigsaw e la sua assistente Amanda sono morti. Alla notizia dell'omicidio del detective Kerry, arrivano al distretto di polizia ormai vuoto due agenti dell'FBI esperti in profili criminali, Strahm (Scott Patterson) e Perez (Athena Karkanis), per aiutare il detective Hoffman (Costas Mandylor) a scoprire l'ultimo enigmatico gioco di Jigsaw e rimettere insieme i pezzi del puzzle. Ma il comandante della SWAT, Rigg (Lyriq Bent), l'unico poliziotto del posto che deve ancora sperimentare l'operato di Jigsaw (Tobin Bell), viene improvvisamente rapito. Coinvolto a forza nel terrificante gioco del pazzo, ha solo 90 minuti per risolvere una diabolica serie di trappole interconnesse... o affrontare le mortali conseguenze. Una serie di indizi misteriosi, portano Hoffman, Strahm e Perez sino alla ex moglie di Jigsaw, Jill (Betsy Russell). La genesi del demone di Jigsaw è svelata, smascherando così le vere intenzioni del burattinaio e il suo sinistro piano per le vittime passate, presenti e future.
Commento  A quanto pare, anche la saga del sadico squartatore moralista Jigsaw (Tobin Bell), ormai entrato a far parte dell’immaginario horror collettivo quanto il Freddy Krueger nightmariano, ha optato per una strada cara alla serialità cinematografica del nuovo millennio: quella del prequel.
Anzi, a dire la verità, quella di un incrocio tra prequel e sequel, perché questo quarto episodio, diretto come i due precedenti da Darren Lynn Bousman, da un lato vede il comandante della SWAT Rigg (Lyriq Bent) alle prese con il classico percorso tempestato di diabolici “giochi enigmistici” nel tentativo di portare in salvo un vecchio amico entro novanta minuti, mentre dall’altro c’illumina sulla genesi del serial killer tramite le testimonianze dell’ex moglie Jill (Betsy Russell), le quali fanno parte delle indagini condotte dagli agenti dell’FBI Strahm (Scott Patterson) e Perez (Angus Macfadyen) in seguito alla morte della detective Kerry (Dina Meyer).
Quindi, viene in un certo senso ripresa la struttura a più trame progressivamente sviluppate in parallelo che già fu alla base del deludente terzo capitolo, da cui, fortunatamente, nonostante l’impressionante autopsia d’apertura e le consuete, efferate sequenze di omicidio (notevole quella in cui un tizio con gli occhi cuciti ed un altro con le labbra serrate allo stesso modo si trovano legati al medesimo marchingegno), non riprende l’eccessiva carica di sadismo che aveva finito per trasformare tutto in un gioco di celluloide di cattivo gusto.
Infatti, man mano che emergono chiarimenti di punti rimasti in sospeso in “Saw 3”, lo script per mano di Marcus Dunstan e Patrick Melton, autori anche del soggetto insieme a Thomas H. Fenton, privilegia ai ben distribuiti momenti di violenza un non banale intreccio più vicino al thriller poliziesco a tinte splatter che alle pure storie dell’orrore, pur manifestando in diverse occasioni una certa mancanza di logica che potrebbe risultare fastidiosa.
Del resto, costruita su un discreto ritmo che difficilmente permette allo spettatore di distogliersi dalla visione, quella che abbiamo tra le mani non è altro che una apprezzabile ma non eccelsa continuazione volta a fornire nuovi elementi all’interno di una saga ormai in preda alla ripetitività tipica dello slasher ed alle leggi di mercato, come testimonia ulteriormente questa dichiarazione del regista: “L’idea di realizzare un "Saw 4" è venuta mentre giravo il numero tre: sta diventando una specie di tradizione. Non penso ci sia stato un via libera ufficiale, si è andati avanti per inerzia, ma sicuramente c’è stato quando il film è uscito ed è andato bene.

Scuola Di Polizia 7: Missione A Mosca (Police Academy: Mission To Moscow)
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Genere  Comico
Paese  Usa
Anno  1994
Durata  83 min
Regista  Alan Metter
Attori  George Gaynes, Michael Winslow, David Graf, Leslie Easterbrook, G.W. Bailey, Christopher Lee, Ron Perlman, Claire Forlani, Charlie Schlatter, Richard Israel, Gregg Berger.
Ubicazione  File
Descrizione  Il boss mafioso russo Konstantine Konali, ideatore di un popolare videogioco, col quale ha realizzato ingenti guadagni su scala mondiale, è considerato una minaccia da Rakov, comandante della polizia moscovita. Questi, memore del caro amico statunitense Lassard, e dei trascorsi americani di Konali, invita il collega e la sua squadra speciale ad aiutarlo nel catturare il pericoloso criminale. Giungono quindi a Mosca l'ineffabile comandante Lassard, l'imitatore folle sergente Jones, il "rambo" sergente Tackleberry, la bionda capitano Callahan, l'isterico capitano Harris, e l'allievo Connors, che si è iscritto alla lista dei partenti manomettendo il computer. Appena giunti a Mosca, Lassard sbaglia automobile e si introduce nella limousine di una famiglia in lutto, con la quale partecipa al funerale ed inizia a solidarizzare. Frattanto Konali incarica Adam Sharp, genio dei computer, perché gli crei un nuovo videogame che gli consenta di entrare nella memoria di banche e ministeri internazionali. Connors corteggia la giovane interprete, Katrina, con la quale se ne va al circo, mentre Harris, incaricato dello spionaggio elettronico, scende nelle fogne per spiare il ristorante dove va Konali e viene sommerso dai rifiuti. La trappola per incastrare il boss scatta: la Callahan lo seduce in vesti di fatale chanteuse mentre Connors si infiltra nella sua scorta, scoprendo il piano del criminale. Il tenente russo Talinsky, convinto per una serie di qui pro quo che gli americani sono in errore, vorrebbe arrestarli e inviarli in patria, ma questi riescono ad incastrare Konali nella sua fabbrica e a dimostrare la sua colpevolezza. Il boss, riuscito a fuggire, va al ristorante per recuperare il suo tesoro, ma qui si imbatte in Lassard, che nemmeno lo riconosce: questi aggredito dal bandito lo batte in un surreale duello, guadagnondosi gli applausi della polizia moscovita.
Commento  personaggi ideati da Neal Israel e Pat Proft
"Dopo aver messo a rumore gli Stati Uniti, la sgangherata squadra della Scuola di polizia approda nella ex capitale dell'impero sovietico. Gli allievi, le reclute e gli ufficiali maggiori del clan arrivano a Mosca con un progetto ben preciso: acciuffare il caporione della mafia russa. (...) Diretto con mano svelta da Alan Metter, 'Scuola di polizia - Missione a Mosca' non aggiunge granché alla serie. Lo spettacolo è divertente per la precipitosa corsa dei protagonisti e le sorridenti peripezie in cui sono implicati." (Antonella Ely, 'Il Giornale di Sicilia', 28 Agosto 1994)

Scuola Di Polizia 4: Cittadini In... Guardia (Police Academy 4: Citizens On Patrol)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1987
Durata  89 min
Regista  Jim Drake
Attori  Steve Guttenberg, Bubba Smith, Michael Winslow, David Graf, Tim Kazurinsky, Sharon Stone, Leslie Easterbrook, Marion Ramsey, Lance Kinsey, G.W. Bailey, Bob Goldthwait Bobcat Goldthwait, George Gaynes, Derek McGrath, Scott Thomson, Billie Bird, Brian Tochi, Brian Backer, David Spade, Colleen Camp.
Ubicazione  File
Descrizione  L'amena idea del comandante Lassard consiste in questo: per la prevenzione del crimine avvalersi di cittadini volenterosi, addestrandoli nel maneggio delle armi e nelle tecniche più aggiornate. I poliziotti di Lassard, capeggiati dal bravo sergente Carey Mahoney, si occuperanno così di una ventina di persone di ambo i sessi, capeggiati da una energica ed entusiastica vecchietta, arcistufa della vita tranquilla. Lassard spera di fare con il suo "programma speciale" un'ottima figura in occasione della riunione di un gruppo di qualificati esponenti delle Polizie di vari Paesi. Ma da un lato gli adepti rivelano goffagini e provocano involontari guai, dall'altro il malfidato e invidioso capitano Harris vede di malocchio l'iniziativa e la ostacola. Il giorno della visita di questi esponenti qualificati proprio il sergente Mahoney è la causa di una evasione in massa. Per riacciuffare i fuggiaschi vi è la mobilitazione generale, utilizzando perfino elicotteri ed aerostati. E qui i coscritti, pieni di energia e desiderosi di mostrare che ci sanno fare, si prodigano al massimo finchè tutto torna sotto controllo, con grande soddisfazione del bonario comandante, il cui programma speciale ha sortito pieno successo.
Commento  personaggi ideati da Neal Israel e Pat Proft
"La scuola di polizia è stata promossa soltanto alla sua prima apparizione. Qui siamo già alla quarta, e il fiato è talmente grosso da riscaldare anche gli spettatori." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')
"Il succo è lo stesso dei tre capitoli precedenti: scenette e trovate di sapore demenziale e di riuscita alterna. Di fronte a questo n.4 il pubblico italiano è rimasto tiepido, forse perché due puntate in una stagione sono un po' troppe." (Laura e Morando Morandini, Telesette)

Scuola Di Polizia 3: Tutto Da Rifare (Police Academy 3: Back In Training)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1986
Durata  84 min
Regista  Jerry Paris
Attori  Steve Guttenberg, Bubba Smith, David Graf, Michael Winslow, Marion Ramsey, Leslie Easterbrook, Art Metrano, Tim Kazurinsky, Bob Goldthwait Bobcat Goldthwait, George Gaynes, Shawn Weatherly, Scott Thomson, Brant von Hoffman Brant Van Hoffman, Bruce Mahler, Ed Nelson.
Ubicazione  File
Descrizione  Il governo americano deve ridurre i finanziamenti alle scuole di polizia per sopraggiunte ristrettezze economiche: due sono le scuole rimaste, quella del Comandante Mauser e quella del Comandante Lassard. Una delle due deve essere soppressa. Mauser è pronto a tutto per conservare la propria scuola e per accattivarsi le simpatie di chi conta: infatti invia due suoi fedelissimi nella scuola rivale per combinare guai e controllare la situazione. Lassard pensa invece di ricorrere ai suoi ex allievi più bravi per salvare la sua scuola e preparare degnamente i suoi allievi che veramente sembrano poco portati per diventare tutori dell'ordine. Egli richiama l'abile Mahoney, il "Rambo" Tackleberry, il gigantesco Hightower, la procace e battagliera Callahan, il "millevoci" Jones, l'ex timida Hooks. Inizia così una specie di duello tra le due scuole; gli allievi di ambedue ce la mettono tutta per far bella figura di fronte al governatore e all'integerrima giuria, ma i subalterni di Lassard, nonostante gli sforzi e gli incitamenti degli ex allievi modello, sembrano avere la peggio. A salvarli in extremis c'è il rapimento del governatore il quale viene liberato in maniera travolgente ed audace dai poliziotti di Lassard che riescono anche ad arrestare i colpevoli. Mauser è così costretto a subire la sconfitta: la sua scuola cesserà di esistere.
Commento  basato sui personaggi ideati da Neal Israel e Pat Proft
"'Scuola di polizia' è a metà cammino, e se già la seconda puntata aveva sollevato molte perplessità, questo numero tre solleva soltanto una quantità di sbadigli. Il buon esito del primo film è stato soltanto casuale, e difficilmente gli eventi straordinari si ripetono." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)
"Si tratta di un'opera lenta, opaca, monotona e noiosa." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 101, 1986).
"Terzo, stiracchiatissimo, atto dell'ormai esausta scuola di polizia, anche se sono già in cantiere pure il numero 4, il 5 e perfino il 6. Le gag si rincorrono a ritmo forsennato, ma sì e no una su dieci coglie nel segno, premiandolo inesorabilmente la sguaiataggine. Incredibilmente, però, almeno al cinema, è stato un altro clamoroso successo di pubblico. C'è poco da ridere. In ogni senso". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 gennaio 2001)

Tropic Thunder (Tropic Thunder)
3/4
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Genere  Azione, Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2008
Durata  105 min
Regista  Ben Stiller
Attori  Ben Stiller, Robert Downey Jr., Jack Black, Bill Hader, Nick Nolte, Jay Baruchel, Matthew McConaughey, Tom Cruise, Tobey Maguire, Justin Theroux, David Pressman, Brandon Jackson, Steve Coogan, Danny McBride, Valerie Azlynn, Matt Levin, Andrea De Oliveira, Holly Weber, Anya Monzikova, Jasmine Dustin
Ubicazione  File
Descrizione  In seguito ad una serie di avvenimenti non previsti, cinque attori che stavano girando un costosissimo film di guerra, si trovano costretti a diventare i soldati che stavano interpretando; la realtà però è di gran lunga più dura della finzione...
Commento  La maggior parte di noi quando pensa a Ben Stiller pensa ad un grande attore comico, uno dei migliori della sua generazione. Spesso ci si dimentica che questo figlio d’arte (suo padre è il celebre Jerry Stiller) è anche un fine regista, già autore di una bella commedia come "Giovani, carini e disoccupati", dell’interessante grottesco "Il rompiscatole" e di un vero e proprio capolavoro del cinema comico moderno, quel "Zoolander" che non a caso Terence Malick ha dichiarato essere il migliore film degli ultimi dieci anni. Difficile fare classifiche di questo tipo, ma quel mix di parodia di un intero ambiente(in quel caso, la moda), comicità verbale e situazioni impossibili anche solo da immaginare che Ben Stiller riuscì a creare con quel suo film (tanto demenziale quanto intelligente), merita senza dubbio una menzione quando si parla di cinema contemporaneo.
Tropic Thunder prosegue questo discorso confermando appieno qualsiasi ottimistica aspettativa. Per mettere alla berlina Hollywood ed un mondo in cui l’apparenza spesso si convince talmente tanto della propria importanza da diventare essa stessa "contenuto", Stiller non si limita alla presa in giro o alla parodia dei film più famosi del Vietnam, ma mette in scena una sorta di variante moderna di "Effetto notte" di Truffaut. I falsi trailer, il film nel film, l’attore che diventa la maschera che indossa (Downey Junior e il suo Kirk) e quello che per trovare sé stesso diventa un altro personaggio ancora, (Stiller che fa il Kurtz di Apocalypse now), il calvo produttore (non ne sveliamo l’identità) che scimmiotta gli atteggiamenti rapper, armi finte che servono per veri raid: il confine tra finzione e realtà diventa così labile che gli spunti comici diventano quasi infiniti.
Quante volte si potrà vedere al cinema un gruppo di attori che, truccati come soldati e armati di fucili da set, riescano a convincere dei reali trafficanti di droga a mettere le spalle al muro?
Le citazioni ironiche delle tante pellicole (da Platoon a Hollywood Party passando per quasi tutti i film sul Vietnam) non si riferiscono solo a particolari sequenze o ai nomi dei personaggi, ma vanno al di là, scavano nella retorica di molte storie americane sul concetto di eroe riuscendo a metterne in ridicolo ridondanza e frequente semplicità di analisi.
Il fatto che una volta annunciata la produzione del film, tanti degli attori più famosi di Hollywood abbiano chiesto di poter partecipare al progetto, anche solo con una piccola parte, non fa altro che sottolineare quanto Stiller sia apprezzato e stimato dall’ambiente. Un Tom Cruise così auto-ironico non lo vedremo mai più, un Robert Downey Jr così straordinariamente originale (chi scrive ha visto il film in originale e nulla può dire su quanto si perderà con il doppiaggio) diventerà una sorta di pietra miliare per la storia della recitazione.
Tropic Thunder è quindi a tutti gli effetti un grandissimo film, tanto ricco e ricercato quanto capace di far ridere sia con la testa che con la pancia. Uno di quei film che si può vedere dieci volte come se fosse sempre la prima.

Curiosità: il ruolo di Matthew McConaughey era stato inizialmente pensato per Owen Wilson (non a caso nel film interpreta il migliore amico di Stiller) che però ha dovuto rinunciare dopo il tentato suicidio.

Scuola Di Polizia 5: Destinazione Miami (Police Academy 5: Assignment: Miami Beach)
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Genere  Comico
Paese  Usa
Anno  1988
Durata  91 min
Regista  Alan Myerson
Attori  Bubba Smith, David Graf, Michael Winslow, Leslie Easterbrook, Marion Ramsey, Janet Jones, Lance Kinsey, Matt McCoy, G.W. Bailey, George Gaynes, René Auberjonois.
Ubicazione  File
Descrizione  Poiché l'anziano comandante Lassard della polizia, per ricevere un premio per i suoi meriti sul lavoro dovrà recarsi a Miami, il cinico capitano Harris, che aspira a prendere il suo posto, col suo attendente Proctor parte lo stesso giorno alla volta della città balneare. All'aeroporto l'anziano comandante scambia per errore la sua valigia con quella di alcuni ladri che avevano appena rubato dal museo di Arte Moderna dei favolosi diamanti. A Miami mentre i ladri maldestramente tentano di riprendersi la borsa ed Harris cerca in ogni modo di mettere in cattiva luce l'anziano rivale riuscendo però solo a rendersi ridicolo agli occhi di tutti, Lassard - ignaro di tutto - va in giro per la città. Purtroppo i ladri non si danno per vinti e proprio in occasione della festa di premiazione sequestrano Lassard il quale crede si tratti di una dimostrazione di allievi poliziotti e pertanto non si preoccupa. Ma intervengono i giovani subalterni di Lassard che con la polizia locale inseguono i ladri in fuga tra le paludi. Tutto si risolve per il meglio: Lassard è libero e riconfermato nel suo posto di lavoro; i ladri vengono catturati; i suoi uomini elogiati per la bravura e il coraggio dimostrati, mentre Harris, umiliato davanti a tutti, è costretto a rinunciare alla sua protezione.
Commento  personaggi ideati da Neal Israel e Pat Proft
"Che dire di una quinta puntata? Che si rischia ancora di divertirsi, ma che a lungo andare il giochetto non suscita al tro che noia. Gli americani, a quanto pare, ridono di tutto fuorché delle cose giuste." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv') "E' la quinta puntata (e non l'ultima) della serie basata sui personaggi creati da Neal Israel e Pat Proft: ormai si è precipitati nella totale idiozia, senza più divertimento. Manca il simpatico Steve Guttemberg, promosso a divo." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')

American Pie: Ancora insieme (American Reunion)
3/4
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2012
Durata  113 min
Regista  Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg
Attori  Jason Biggs, Alyson Hannigan, Chris Klein, Thomas Ian Nicholas, Tara Reid, Seann William Scott, Mena Suvari, Eddie Kaye Thomas, John Cho, Jennifer Coolidge, Eugene Levy, Natasha Lyonne, Dania Ramirez
Ubicazione  File
Descrizione  Nella commedia American Pie: Ancora insieme, tutti i personaggi che abbiamo conosciuto poco più che un decennio fa tornano a East Great Falls per un raduno tra ex compagni di liceo. Durante un fine settimana lungo scopriranno cosa sia cambiato, chi non lo sia affatto, e che tempo e distanza non possono nulla contro la vera amicizia. Era l’estate del 1999 quando quattro ragazzi di una piccola cittadina del Michigan decidono di dover assolutamente perdere la verginità. Negli anni successive Jim e Michelle si sono sposati, Kevin e Vicky invece si sono lasciati. Oz e Heather hanno preso strade differenti, ma Finch desidera ancora la mamma di Stifler. Ora sono cresciuti e sono tornati a casa per rivivere assieme (e lasciarsi ispirare) il ricordo di quando erano gli adolescenti in piena fase ormonale che hanno dato vita a una commedia che è leggenda.
Commento  Sorvolando sui quattro spin-off realizzati direttamente per il mercato dell’home video che, dal mediocre "American pie - Band camp” (2005) di Steve Rash al riuscito "American pie - Il manuale del sesso" (2009) di John Putch, possedevano quale unico legame con l’originale trilogia cinematografica la presenza di Eugene Levy nel ruolo del padre di Jim, l’ultima volta che abbiamo avuto modo di vedere sul grande schermo le avventure del giovane fotti-torte interpretato da Jason Biggs e dei suoi amici fu nel non troppo esaltante "American pie - Il matrimonio" (2003) di Jesse Dylan.
Capitolo misteriosamente orfano, oltretutto, di diversi dei personaggi presenti nei primi due film, i quali, invece, tornano tutti insieme per rivedersi dopo dieci anni, in occasione della rimpatriata con i compagni del liceo, in questo "American reunion" (come s’intitola in patria il lungometraggio), diretto a quattro mani dagli Hayden Schlossberg e Jon Hurwitz sceneggiatori del divertente "American trip - Il primo viaggio non si scorda mai" (2004).
Quindi, una volta superato l’immancabile incipit all’insegna della situazione imbarazzante che vede protagonisti il già citato Jim, la moglie Michelle ovvero Alyson Hannigan e perfino il loro bambino, ritroviamo Chris Klein nei panni di Oz, ora cronista sportivo di successo e non più legato a Heather alias Mena Suvari, Thomas Ian Nicholas in quelli di Kevin, felicemente sposato ma sulla cui strada rincontra la fidanzata storica Vic, con le fattezze di Tara Reid, ed Eddie Kaye Thomas e Seann William Scott rispettivamente impegnati a riconcedere anima e corpo a Finch e allo sbruffone Stifler.
E, mentre ricompare anche la giunonica Jennifer Coolidge nel ruolo della mitica mamma di Stifler, si sguazza tra volgari scherzi attuati da quest’ultimo a confronti-scontri tra la classe scolastica del 1999 e la generazione moderna, segnata da Facebook e "Twilight", ma anche da scapestrate ragazzotte appena maggiorenni come la Kara che, con il volto (e le forme!) della Ali Cobrin di "The hole" (2009), provvede a rendere non poco movimentata la riunione tra vecchi compagni di scuola.
Non a caso, è proprio la lunga sequenza che si svolge nella sua casa con i genitori a rientrare tra i momenti più divertenti dei circa 113 minuti di visione, non sempre convincenti per quanto riguarda la costruzione e l’esito delle gag, ma che, come avvenuto bene o male in ogni tassello della saga, riservano il meglio nella loro fase finale.
Riconfermando che rivedere gli amici di un tempo rappresenta sempre un piacere, soprattutto se ben poco è cambiato e, proprio come ai tempi della prima volta, si riesce a bilanciare la voglia di spasso pruriginoso con quella di accarezzare il cuore.

La teoria del tutto (The Theory of Everything)
4/4
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Genere  Drammatico
Paese  Regno Unito
Anno  2014
Durata  123 min
Regista  James Marsh
Attori  Felicity Jones, Eddie Redmayne, Charlie Cox, Emily Watson, David Thewlis, Harry Lloyd, Maxine Peake, Adam Godley, Simon McBurney, Charlotte Hope
Ubicazione  File
Descrizione  La teoria del tutto è la storia straordinaria ed edificante di una delle più eccelse menti viventi del mondo, il famoso astrofisico Stephen Hawking, e di due persone che resistono alle più grandi difficoltà attraverso l'amore. Nel 1963, da studente di cosmologia della leggendaria università inglese Cambridge, Stephen sta facendo grandi passi ed è determinato a trovare una "spiegazione semplice ed eloquente" per l'universo. Anche il suo mondo privato si schiude quando si innamora perdutamente di una studentessa di lettere della stessa Cambridge, Jane Wilde. Ma, all'età di 21 anni, questo giovane uomo sano e dinamico riceve una diagnosi che gli cambia la vita: la malattia del motoneurone attaccherà i suoi arti e le sue capacità, lasciandolo con una limitata capacità di linguaggio e di movimento e con circa due anni di vita da vivere. L'amore di Jane, il suo combattivo supporto e la sua determinazione sono incrollabili - e i due si sposano. Con la sua nuova moglie che lotta instancabilmente al suo fianco, Stephen si rifiuta di accettare la sua diagnosi. Jane lo incoraggia a finire il suo dottorato, che include la sua teoria iniziale sulla creazione dell'universo. La coppia mette su famiglia e con il suo dottorato da poco guadagnato e accolto con grande gioia, Stephen si imbarca nel suo lavoro scientifico più ambizioso, lo studio della cosa di cui possiede meno: il tempo. Mentre il suo corpo affronta limitazioni sempre più grandi, la sua mente continua a esplorare i limiti estremi della fisica teorica. Insieme, lui e Jane sfidano l'impossibile, aprendo nuovi territori nel campo della medicina e della scienza, e realizzando più di quello che avrebbero mai sognato di realizzare.
Commento  Il Tempo. La cosa che più di tutte interessa la brillante mente di Stephen Hawking e l’unica cosa che sembra mancargli. “La Teoria del tutto” è la trasposizione del romanzo “Travelling to Infinity: My Life with Stephen” di Jane Wilde, prima moglie del cosmologo. Non è però un semplice biopic sulla vita, la scoperta della malattia e l’incredibile voglia di vivere di un uomo. No, è molto di più: una delle storie d’amore più belle, complete e complesse mai portate sul grande schermo. Talmente incredibile da non sembrare reale. L’interpretazione magistrale e complicatissima del professore che occupò la cattedra che fu di Isaac Newton all’Università di Cambridge da parte di Eddie Redmayne è paragonabile a quella in altri illustri biopic, come ad esempio Russell Crowe in “A Beautiful Mind”, Denzel Washington in “Malcom X” e il recente Benedict Cumberbatch per “The Imitation Game”. La vera storia è quella di un amore che, come dicono le teorie del fisico, “supera i confini dello spazio e del tempo”.
Vivendo l’aspetto meno conosciuto e, probabilmente, più incredibile della vita di Stephen Hawking vi sembrerà di rivivere le grandi storie d’amore: dal “Se mi lasci ti cancello” con Jim Carrey e Kate Winslet, arrivando ai Noah e Allie de “Le pagine della nostra vita”, anche se qui il nemico contro il loro amore è ben più grande della famiglia.
James Marsh, in passato famoso per film-documentari tra cui il premiato all’Oscar “Man on Wire – L’uomo tra le torri”, riesce a rendere gradevole il biopic permettendo anche a coloro che non masticano di scienza la comprensione dei dialoghi. La scelta delle musiche e della fotografia è splendida, ma la cosa più permeante è la recitazione. I protagonisti sono il premio Oscar (per questo ruolo) Eddie Redmayne e la deliziosa spalla, mai messa in ombra e presenza fondamentale nel film, Felicity Jones. Lo sguardo tra i due all’inizio del film vale il prezzo del biglietto: vi ricordate l’effetto “Nottingh Hill”? Beh le emozioni qui si avvicinano, con lo strano Stephen che si porta a casa il cuore della bella Jane.
Proprio quando la sua vita ha iniziato ad andare alla massima velocità, come nel gran premio decisivo, avviene quello che non ti aspetti. Stephen, infatti, scopre di avere una malattia al motoneurone, la cui diagnosi è spietata: due anni di vita. Il mondo gli crolla addosso, ma sarà il grande e infinito amore di Jane a regalargli una delle esistenze più straordinarie e una famiglia con tre bambini. Proprio la curiosità del suo amico Harry Lloyd sulla sua capacità motoria in camera da letto con Jane darà adito al momento più divertente del film. Personaggio particolare nella vita della famiglia Hawking è Jonathan (Charlie Cox), verso cui Jane fa una scelta paragonabile a quella della Meryl Streep de “I ponti di Madison County”.
In conclusione questo è un biopic che probabilmente resterà nella storia perché lo Stephen Hawking del cinema riuscirà a vincere il riconoscimento più alto, quel Nobel che nella realtà ancora non gli è stato riconosciuto. Un personaggio di notorietà universale non ha bisogno di premi da mettere sulla scrivania, parlano per lui le tante centinaia di persone che in questo film impareranno a conoscere cosa c’è dietro la carrozzella e il sintetizzatore vocale.

Matrix (The Matrix)
3/4
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Genere  Azione/Fantascienza
Paese  Usa
Anno  1999
Durata  131 min
Regista  Andy Wachowski, Larry Wachowski.
Attori  Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano, Hugo Weaving.
Ubicazione  File
Descrizione  Anno 1999: una telefonata diretta a un hacker informatico chiamato Neo (l'affascinante Keanu Reeves, specialista in storie simili come Johnny Mnemonic) viene rintracciata da un corpo di polizia segreta: a chiamare è stata Trinity (Carrie-Ann Moss), che per sfuggire all'arresto mostra una incredibile violenza e straordinaria agilità: alla fine raggiunge una cabina dove squilla un telefono, ma allo stesso tempo un camion distrugge la cabina, senza però lasciare alcuna traccia della donna.Neo è in realtà Thomas Anderson un programmatore di computer di una grossa ditta: proprio mentre è al lavoro riceve la telefonata di Morpheus (Laurence Fishburn visto in Othello, Hoodlum e altri film) che lo avverte che la polizia segreta stà per arrestarlo: così infatti avviene, ma l'incubo non è finito perchè in lui viene introdotto uno strano essere che permette di controllare ogni suo spostamento.Risvegliandosi nel suo letto, Neo pensa sia un incubo, ma Morpheus lo avvisa che tutto è appena iniziato: il ragazzo entra quindi in contatto con Trinity che lo libera del mostro dentro di lui e poi lo conduce da Morpheus che gli chiede se vuole scoprire la terribile verità. Neo accetta e cosi apprende che la vita quotidiana è un sogno collettivo, generato da una forma di vita artificiale chiamata Matrix che controlla la terra e i suoi abitanti. Morpheus è uno dei pochi a sapere tutta la verità e l'intervento di Neo è stato richiesto direttamente da un oracolo che ha visto in lui l'Eletto, l'unico in grado di contrastare il mondo di sogno creato dalle macchine. Inizia quindi un lungo periodo di addestramento che lo porta ad affrontare una serie incredibile di rischi, paure e tradimenti.
Commento  Diretto dai fratelli Wachowski (alla seconda regia dopo il torbido "Bound"), il film è già diventato un cult in pochissimo tempo: effetti speciali mai visti prima, con proiettili in primo piano che sembrano venirti addosso, uomini che saltano da una parte all'altra con velocità incredibile e con movenze spettacolari, il tutto girato in maniera splendida e coinvolgente con la tecnica della "Flow Motion". Ottima la trama, originale, intricata al punto giusto e ormai scopiazzata da molti, bravi gli attori, è sicuramente uno dei migliori film della scorsa stagione cinematografica.

Scuola Di Polizia (Police Academy)
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1984
Durata  96 min
Regista  Hugh Wilson
Attori  Steve Guttenberg, Kim Cattrall, G.W. Bailey, Bubba Smith, Donovan Scott, George Gaynes, Andrew Rubin, David Graf, Leslie Easterbrook, Michael Winslow, Debralee Scott, Bruce Mahler, Ted Ross, Scott Thomson, Brant von Hoffman Brant Van Hoffman, Marion Ramsey, Georgina Spelvin.
Ubicazione  File
Descrizione  Un bando di concorso stravagante viene emanato dal sindaco di una città americana: chiunque può essere ammesso alla Accademia locale di Polizia, per frequentarvi un corso di 14 settimane, senza alcun limite di colore, sesso, altezza e peso. Un forte numero di aspiranti-allievi si presenta davanti al bonario capitano Lassard ed al cinico e ferreo tenente Harris che comincia a lavorare, con allenamenti assai faticosi, deciso com'è a rispedire tutti a casa. Un osso duro si rivela subito il giovane Mahoney, distintosi in città per qualche incidente e che un ufficiale di Polizia, amico di suo padre, avvia al corso per evitargli un soggiorno in prigione. Malgrado tutte le sue invenzioni, tuttavia, il ragazzo non riesce a farsi buttar fuori, si innamora per di più di un'altra allieva e alla fine, dopo una serie di faticate e di scherzi atroci, riesce a farsi onore durante un tumulto in una strada cittadina.
Commento  "Sono ormai fin troppo famosi: Mahoney il ragazzone sorridente, Hightower il nero gigantesco, Tackleberry il maniaco delle armi. Hooks la negretta dalla voce flebile, Callahan la sergentessa maggiorata e Harris il sergente mastino. Questa è la loro prima avventura, e anche la più divertente." (Francesco Mininni, Magazine i taliano tv).
"Nonostante i labili legami tra un episodio e l'altro, il film è astuto e spigliato. Wilson dissemina come mine ad esplosione sicura una serie di 'gags' e trovatine divertenti anche se spesso un po' grossolane. (Laura e Morando Morandini, Telesette)
"Spassosa commediola (prima di un'interminabile serie, che peggiorerà via via) goliardica, stupidissima e sguaiata, irriverente e fracassona, che mette in fila una serie di gag tanto strampalate quanto spassose e una galleria di personaggi più svitati che mai, ben poco raffinati ma di indiscutibile simpatia. Certo che chi è avvezzo all'umorismo inglese potrebbe restarci irrimediabilmente secco". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 novembre 2001)

Il ricco, il povero e il maggiordomo (Il ricco, il povero e il maggiordomo)
1/4
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2014
Durata  102 min
Regista  Aldo, Giovanni, Giacomo, Morgan Bertacca
Attori  Aldo, Giovanni, Giacomo, Giuliana Lojodice, Francesca Neri, Sara D'amario, Guadalupe Lancho, Massimo Popolizio, Rosalia Porcaro
Ubicazione  File
Descrizione  Giacomo è un ricco e spregiudicato broker appassionato di golf, con uno spettacolare ufficio di rappresentanza nella "city" di Porta Nuova a Milano e altrettanto spettacolare villa con parco e piscina appena fuori città. Il suo fido maggiordomo è Giovanni, cultore di arti marziali e della filosofia giapponese. A insaputa di Giacomo, Giovanni ha una liason con Dolores, la sanguigna cameriera sudamericana. Aldo è un venditore abusivo nel mercato di quartiere. Vive con la madre, una donna burbera e combattiva che lo tratta come un inetto. Nel tempo libero allena un'allegra e inconcludente squadretta di calcio composta in maggioranza da bambini extracomunitari. Durante una rocambolesca fuga dai vigili che controllano le licenze, Aldo viene investito in auto da Giovanni e Giacomo, che lo caricano su in tutta fretta. Giacomo gli propone un risarcimento in cambio di qualche lavoretto in villa e Aldo accetta, sognando di potersi comprare così la tanto desiderata licenza da ambulante. L'arrivo di Aldo porta un grande scompiglio, ma per poco: un inaspettato tracollo finanziario colpisce la fortuna di Giacomo. Tutto è perduto, la villa, i risparmi di Giovanni, i soldi promessi ad Aldo. In questa situazione d'emergenza Giacomo è costretto ad accettare l'invito di Aldo: Giacomo e Giovanni si trasferiscono così a casa di Calcedonia, la madre di Aldo. Tra i mille disagi e le disavventure della convivenza, Giacomo riesce a mettere in piedi un nuovo progetto che potrebbe salvarli tutti. La banca, però, esige un garante.
Commento  Il trio comico più divertente e amato d’Italia torna al cinema a quattro anni di distanza, a dispetto della solita cadenza biennale.
“Il ricco, il povero e il maggiordomo” firmato Aldo, Giovanni e Giacomo è una commedia che vuole regalare risate educando, ma alla fine segna uno dei lavori meno convincenti della loro carriera. La parabola che li aveva portati a conquistare una grande fetta di pubblico negli anni 90’ è man mano andata scemando. La loro comicità, a differenza di quella di molti colleghi del settore, è legata alle azioni e non alle battute, ma sembrano sempre più ripetitive e noiose. Quattro anni dopo “La Banda dei Babbi Natale” Morgan Bertacca è promosso da sceneggiatore a regista, coadiuvato proprio dallo stesso trio comico nel guidare la macchina da presa.
La vicenda inizia in un mercato di periferia, dove manco a farlo a posta troviamo Aldo versione ambulante, rigorosamente truccato nero come quelli di colore. Un incidente automobilistico mentre fugge dalle forze dell’ordine cambierà la sua vita e quello del ricco Giacomo e il maggiordomo Giovanni. Il tracollo finanziario porta sul lastrico il manager e lo costringe a scambiare la sua villa esclusiva con la “piccola pensioncina” a casa di Aldo, con l’irrefrenabile mamma Calcedonia, Giuliana Lojodice, comunque tra le poche note liete a guidare il caos domestico. Il cast viene arricchito dal prete Massimo Popolizio, la bella Guadalupe Lancho, la moglie perfida Sara D’Amario e la spietata promotrice finanziaria Francesca Neri.
Il lungometraggio come detto scivola in una banalità a volte sconcertante, con la sceneggiatura che non sa bene dove andare a parare chiudendo con un matrimonio che nulla ha a che vedere con il filone narrativo principale. I tempi di “Tre uomini e una gamba” sono ormai lontani e purtroppo anche veterani della comicità non riescono più a piazzare la zampata vincente. Le risate sono tutt’altro che garantite e il rimarcare in continuazione il valore della vera amicizia non risulta sufficiente a salvare quest’opera, destinata a crollare come i fondi di Giacomo in Burundi, man mano che i fotogrammi scorrono lungo lo schermo.

Scusate Se Esisto! (Scusate Se Esisto!)
3/4
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  2014
Durata  106 min
Regista  Riccardo Milani
Attori  Paola Cortellesi, Raoul Bova, Corrado Fortuna, Lunetta Savino, Marco Bocci, Ennio Fantastichini
Ubicazione  File
Descrizione  Serena è un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all'estero, ha deciso di tornare a lavorare in Italia perché ama il suo paese... Ma il problema è: il suo paese ama lei? Il rientro in Italia è più avventuroso del previsto ma, un giorno Serena incontra Francesco, l’uomo più bello e affascinante che si possa desiderare. Tra i due nasce un rapporto speciale e una nuova e strampalata convivenza. Entrambi, però, per ottenere ciò che meritano e rinsaldare i propri affetti, saranno costretti a mentire sulla loro identità, perché in questo paese, a volte, per essere davvero se stessi è meglio essere qualcun altro!
Commento  Una commedia sociale all’italiana. “Scusate se esisto” è un film di grande sensibilità, dove trovano voce molti problemi dell’Italia contemporanea, affrontati con il pieno di risate.

4 Pazzi In Libertà (The Dream Team)
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Genere  Commedia
Paese  USA
Anno  1989
Durata  113 min
Regista  Howard Zieff
Attori  Michael Keaton, Christopher Lloyd, Peter Boyle, Stephen Furst
Ubicazione  File
Descrizione  Mentre sta accompagnando in gita Billy, Henry, Jack e Albert, quattro ricoverati per malattie psichiche, il dottor Weitzman assiste al delitto compiuto da due poliziotti corrotti e viene da essi ridotto in fin di vita. Nessuno prende sul serio la testimonianza dei quattro, ormai costretti a contare solo sulle proprie forze.
Commento  Umorismo e thrilling per dire che la sofferenza mentale si guarisce con la libertà. Peccato che questa tesi non sia confortata da uno script più spigliato e da una regia più brillante.

Mamma, ho riperso l'aereo - Mi sono smarrito a New York (Home alone 2)
3/4
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1992
Durata  115 min
Regista  Chris Columbus
Attori  Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern, Catherine O'Hara, John Heard, Tim Curry, Brenda Friker
Ubicazione  File
Descrizione  La numerosa famiglia McCallister decide di passare le vacanze natalizie in Florida, ma all'aeroporto il piccolo Kevin si perde e sbaglia aereo, ritrovandosi così a New York. Mentre i genitori lo cercano, Kevin occupa, grazie alla carta di credito del padre, una suite al grand hotel, fa amicizia con una barbona e soprattutto sventerà, come nel primo episodio, i piani criminosi degli incapaci ladri Harry e Marv.
Commento  

Mamma, ho perso l'aereo (Home alone)
3/4
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Genere  Commedia
Paese  Usa
Anno  1990
Durata  99 min
Regista  Chris Columbus
Attori  Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern, Catherine O'Hara, John Heard
Ubicazione  File
Descrizione  La numerosa famiglia McCallister decide di passare le vacanze a Parigi. Il giorno della partenza si dimenticano a casa un piccolo dettaglio: Kevin.
Commento  

Making of The Shining (Making The Shining)
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Genere  Documentario
Paese  USA
Anno  1980
Durata  35 min
Regista  Vivian Kubrick
Attori  Jack Nicholson, Stanley Kubrick, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Shelley Duvall, Gert Kubrick. Brian W. Cook,
Ubicazione  File
Descrizione  Vivian Kubrick segue i protagonisti sul set in modo spontaneo e non pianificato restituendo le atmosfere della preparazione del set e delle scene, rivelando anche i dissapori e le tensioni vissute.

Il montaggio curato dalla stessa Vivian include anche degli spezzoni di Shining come opportuno confronto e riscontro al lavoro di preparazione mostrato.
Commento  Il film è incluso nelle edizioni di Shining della "Stanley Kubrick Collection" (Warner Bros). Nella versione DVD è disponibile una traccia audio opzionale con il commento dell'autrice.
È un documento di grande interesse cinematografico essendo una delle poche testimonianze dirette dell'attività di regia di Kubrick, noto per la sua riservatezza sul set.

Lo stravagante mondo di Greenberg (Greenberg)
1/4
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2010
Durata  106 min
Regista  Noah Baumbach
Attori  Ben Stiller, Greta Gerwig, Koby Rouviere, Sydney Rouviere, Rhys Ifans, Jennifer Jason Leigh, Brie Larson, Zach Chassler, Juno Temple, Chris Messina, Mina Badie, Susan Traylor
Ubicazione  
Descrizione  Florence Marr (Greta Gerwig), aspirante cantante, sta cercando di trovare il suo posto nel mondo. Lavora come assistente personale presso la famiglia Greenberg, e comincia e finisce ogni sua giornata occupandosi dei bisogni degli altri. In netto contrasto con la vita brillante che i Greenberg conducono nella loro casa elegante sulle colline di Hollywood, Florence vive in un minuscolo appartamento e canta nei locali a esibizione libera. Quando Phillip Greenberg (Chris Messina) parte con moglie e figli per un lungo viaggio in Europa, Florence all'improvviso si ritrova libera da impegni, a fare i conti con la propria vita. Ogni tanto va a casa dei Greenberg a trovare il cane Mahler, e a controllare come se la cava il fratello di Phillip, Roger (Ben Stiller), venuto a Los Angeles per fare da guardiano alla casa. Single e sulla quarantina, Greenberg è intelligente, spiritoso, pungente e, come Florence, smarrito. E' a un bivio della sua vita. Dopo il fallimento di una breve carriera di musicista a Los Angeles, ha lavorato per un certo periodo a New York come falegname. Ora sostiene di non stare facendo "assolutamente nulla", e passa tutto il suo tempo a scrivere lettere di protesta e a costruire una cuccia per il cane. Cerca di riallacciare i rapporti con il suo vecchio amico ed ex-membro della band, Ivan (Rhys Ifans), e con la sua vecchia fiamma Beth (Jennifer Jason Leigh), ma sia Ivan che Beth sono andati avanti con la loro vita, mentre lui si è limitato a restare a galla. E ora che deve rimettere in moto la sua vita, scopre che i tempi sono cambiati e che i vecchi amici non sono necessariamente i migliori. Avendo vissuto anni a New York, Greenberg non guida e si ritrova isolato nella casa del fratello. La sua vulnerabilità intenerisce Florence, che lo aiuta a muoversi per Los Angeles e a occuparsi di Mahler. Quello che comincia come un favore al suo datore di lavoro, si trasforma in un legame piacevolmente eccentrico e imprevedibilmente importante. E mentre Greenberg scopre che è impossibile non fare "assolutamente nulla", la strana bellezza del rapporto che costruisce con Florence comincia a sembrargli sempre di più come un buon motivo per essere felice.
Commento  Single, carpentiere e prossimo ai 41 anni Roger Greenberg vive una crisi personale: non sa cosa fare della propria vita e il rimpianto delle scelte che fece in passato nonché un futuro che non lascia promettere nulla di entusiasmante, lo portano ad attraversare gli Stati Uniti, da New York a Los Angeles, per tornare lì dove era cresciuto. Roger deve occuparsi della casa e del cane mentre la famiglia del fratello è andata via per una lunga vacanza. Nel frattempo cerca di rimettersi in contatto con le vecchie amicizie, ma soprattutto stringe un particolare legame con l’assistente persona del fratello, la venticinquenne Florence. Anche lei, come Greenberg, è arrivata ad un punto della propria esistenza in cui deve capire chi vuole essere e cosa vuole fare. Per entrambi è un momento di disorientamento e riflessione simile, seppur differito, in termini d’età, di quindici anni. Come li cambierà la reciproca conoscenza?
A scrivere (assieme all’attrice Jennfer Jason Leigh) e dirigere "Greenberg" è Noah Baumbach, giovane sceneggiatore e regista dallo stile già molto riconoscibile. E’ grande amico di un’altra "firma" originale come Wes Anderson, assieme a lui ha scritto film come "Le avventure acquatiche di Steve Zissou" e "Il talento di Mr.Fox", mentre da regista ha firmato gli originali (e nel primo caso anche bello) "Il calamaro e la balena" e di "Il matrimonio di mia sorella".
Il suo umorismo latente, spesso quasi grottesco, vive di sfumature, di tempi dilatati in cui ogni tanto viene affondata una zampata di umorismo capace di giustificare le attese, i no-sense e l’imperante malinconia precedenti. Questa sovrastruttura viene riproposta anche in Greenberg: l’intero film è incentrato su un uomo silenzioso, depresso, per certi versi strano, e sullo stesso piano si muove il personaggio di Florence. Si capisce fin dall’inizio che nel corso del film la loro situazione si svilupperà, almeno un poco, in termini positivi, ma il modo con cui Baumbach lo racconta è così lento e avaro di qualsiasi umorismo che anche l’ambita profondità della sceneggiatura finisce nel disperdersi in un grande sbadiglio. Come alcuni dei peggiori (in quanto ambiziosi) film indipendenti americani, si lavora in sottrazione, esagerando però le doti di sopportazione di chi assiste. Non aiuta, del resto, la scelta di dare a Ben Stiller il ruolo di Greenberg (mentre è perfetta la scelta della semisconosciuta, ma luminosa, Greta Gerwig). Per quanto l’ex Zoolander sia bravo, e ce la metta tutta, sulla sua interpretazione pesa un grande equivoco: siamo soliti vederlo nei panni di un personaggio passivo, ma normalmente quel personaggio passivo, superato un certo limite di sopportazione, scoppia e ne combina di tutti i colori. Qui invece è come assistere ad una preparazione di un piatto che poi non viene servito: Greenberg non reagisce e rimane inerme e trasparente davanti ogni situazione. Non si ride per niente e si crea così una continua attesa verso un apice di ritmo logicamente disillusa da una regia che ha altri obiettivi narrativi.
Inizialmente la parte di Greenberg doveva andare a Mark Ruffalo e il passaggio d’età su cui era puntata la storia era quello dai 30 ai 31 anni. Probabilmente ne avrebbe guadagnato il godimento e la comprensibilità della storia.

Looper - In fuga dal passato (Looper)
3/4
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Genere  Azione, Fantascienza
Paese  U.S.A.
Anno  2012
Durata  118 min
Regista  Rian Johnson
Attori  Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt, Paul Dano, Noah Segan, Piper Perabo, Jeff Daniels, Pierce Gagnon, Qing Xu, Tracie Thoms, Frank Brennan, Garret Dillahunt
Ubicazione  
Descrizione  Nel futuristico action thriller Looper è possibile viaggiare nel tempo, tuttavia si tratta di un'attività illegale, possibile solo attraverso il mercato nero. Quando la mafia vuole sbarazzarsi di qualcuno, lo rispedisce 30 anni indietro nel tempo, dove un "looper", e cioè un sicario come Joe (Joseph Gordon-Levitt), lo attende per farlo fuori. Joe sta diventando ricco e fa la bella vita... ma un giorno la mafia decide di "chiudere il cerchio" inviando nel passato il futuro Joe (Bruce Willis) affinché venga assassinato.
Commento  Maschera il proprio volto, dissimula gesti e trama nell'ombra e di qualsiasi forma si appropri, il passato torna sempre. Per il looper Joe, si tratta semplicemente del suo sé invecchiato, una copia indurita delle sembianze attuali, più veloce e scaltro, motivato da ricordi che prendono forma dalle azioni presenti, con una forza dolorosa da imprimersi sulla pelle cicatrizzata. Killer professionisti, i looper hanno il compito di seppellire quei mostri che il futuro respinge, feccia criminale che intasa il naturale svolgersi degli eventi. Peccato che la stessa etica comporti il sacrificio dei looper stessi, nella prospettiva di evitare possibili inconvenienti. Le difficoltà arrivano proprio quando gli occhi veterani del proprio riflesso futuro fissano quelli avidi di conoscenza di un più giovane e incerto presente. Alla terza regia dopo Brick e The Brothers Bloom, con questo Looper Rian Johnson riesce a coniugare un passato indie con l'attualità mercificata dei migliori blockbuster. Il film trae la sua forza proprio dall'accostamento di vecchio e nuovo, in un thriller fantascientifico che saccheggia a piene mani dalla scatola magica di tante icone e codici, stereotipi del genere e declinazioni variate di storiche fonti. Il grigiore tetro di un mondo futuro non riserva macchine volanti e amenità tecnologiche di un progresso senza fine. Piuttosto si sceglie di rivisitare il topos "pop" dei viaggi nel tempo, qui ribaltato dall'interno come mezzo illegale al servizio della criminalità. I perfetti ingranaggi di uno show spettacolare non vengono mai incrinati dalla struttura complessa dello script, che si piega invece a febbrili risvolti funzionali a mantenere viva l'attenzione senza perdere il riferimento obbligato di quelle logiche interne che non devono venire meno. In un turbine di colpi e polvere, lo sfondo underground finisce per deviare in corsa verso una soleggiata campagna dal respiro mozzato per le inevitabili ricadute di un effetto domino, potenziato dai poteri metafisici di un piccolo prodigio della telecinesi. Gli incastri perfetti di un contesto scandito da rintocchi vira verso una piega insolita nel momento in cui un ingranaggio intoppa il nucleo propulsore che governa l'intero sistema a orologeria. Dal contesto urbano si giunge in una visione paesaggistica che profila un mondo edulcorato, definitivamente fugato dopo la semina di coltivate speranze su un suolo di purificazione. Da tempo, tuttavia, viene insegnato che non c'è catarsi senza tragedia. Tra riferimenti che sfiorano un arco spazio-temporale fitto degli insegnamenti di un intero patrimonio collettivo, possono riconoscersi accenti della più popolare fantascienza con debiti che omaggiano tante pagine di Dick, Wells e Asimov. L'incedere di un martellante svolgimento al servizio di una messa in scena propria dei migliori action si rivolge claustrofobicamente nella dimensione interna. I sentimenti manovrano le azioni e offuscano i pensieri, nonostante si conservi un briciolo di lucidità riservata alla salvezza del destino umano. I muscoli e le scintille metalliche di Bruce Willis riaccendono quell'icona propria di un cinema d'azione che ha fatto storia capace però di reinventarsi senza cadere nell'eterno stereotipo, affiancato ad un Jason Gordon-Levitt costretto a stringere su espressioni più dure. L'atavica smania di dominazione si ritorce contro quegli stessi artefici che l'hanno resa possibile, con un'eco che dal testo cinematografico si estende alla sfera quotidiana di una contemporaneità corrotta e contaminata. A ricordare a tutti che a volte non è possibile rimuovere quei fantasmi che ognuno porta con sé, molto spesso troppo aderenti al sangue e al corpo di chi li ha nutriti.

La frase:
"Tra trent’anni da adesso sarà ieri".
a cura di Marta Gasparroni

Lost in Space - Perduti nello spazio (Lost in Space)
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Genere  Avventura/Fantascienza
Paese  Usa
Anno  1998
Durata  129 min
Regista  Stephen Hopkins
Attori  William Hurt, Gary Oldman, Mimi Rogers, Heather Graham, Matt Le Blanc, Jared Harris, Lacey Chabert, Jack Johnson
Ubicazione  
Descrizione  2058. La famiglia Robinson viene spedita nello spazio per salvare la terra, ma si ritrova persa nello spazio costretta a combattere contro ogni tipo di pericolo per raggiungere la loro destinazione finale.
Commento  Nel settembre del 1965 la CBS metteva in onda la prima puntata di "Lost in Space", una divertente sitcom di fantascienza. La versione cinematografica non riesce a recuperare la salutare follia del modello televisivo.

The Truman show (The Truman show)
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Genere  Commedia/Drammatico
Paese  Usa
Anno  1998
Durata  102 min
Regista  Peter Weir
Attori  Jim Carrey, Laura Linney, Noah Emmerich, Natascha McElhone, Holland Taylor, Ed Harris, Paul Giamatti
Ubicazione  File
Descrizione  Truman Burbank, rappresentante assicurativo, scopre che tutta la sua vita va in onda in tv 24 ore su 24 e tutti quelli che lo circondano sono degli attori che lavorano per il produttore nonchè regista Christof.
Commento  Una sintesi di alcune delle più suggestive ipotesi socio-apocalittico-post-industriali del cinema e della letteratura di fantascienza (o quasi), da Sheckley a "La città magica" di Wellman alle amare antiutopie di Capra. Weir e lo sceneggiatore Andrew Niccol costruiscono un apologo bello e ricco, che sfugge alla trappole della retorica, trasformando il déjà-vu in uno specchio inquietante del nostro immaginario. Un film solidissimo pieno di idee, autoironia, consapevolezza, dove Jim Carrey ritrova l'imbarazzo spaesato di James Stewart.

The Social Network (The Social Network)
3/4
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Genere  Biografico
Paese  U.S.A.
Anno  2010
Durata  121 min
Regista  David Fincher
Attori  Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Rashida Jones, Joseph Mazzello, Brenda Song, Justin Timberlake, Rooney Mara, Adina Porter, Malese Jow, Max Minghella
Ubicazione  File
Descrizione  In una sera d’autunno del 2003, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg, un genio dell’informatica, siede al suo computer e inizia con passione a lavorare ad una nuova idea. Passando con furore tra blog e linguaggi di programmazione, quello che prende vita nella sua stanza diventerà ben presto una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione. In soli sei anni e con 500 milioni di amici, Mark Zuckerberg è il più giovane miliardario della storia ... ma per lui il successo porterà anche complicazioni sia personali, sia legali. Dal regista David Fincher e lo sceneggiatore Aaron Sorkin arriva The Social Network, un film che dimostra che con 500 milioni gli amici è inevitabile non farsi dei nemici. Il film è prodotto da Scott Rudin, Dana Brunetti, Michael De Luca e Ceán Chaffin, tratto dal libro The Accidental Billionaires di Ben Mezrich.
Commento  La storia della nascita e dello sviluppo di Facebook ha quattro momenti chiavi. L’intuizione creativa di Mark Zuckerberg, il suo rapporto di amicizia e di lavoro con Eduardo Saverin, la conoscenza e la collaborazione con Sean Parker e la causa mossa ai suoi danni dai due fratelli Winklevoss. Insomma, non tantissimo in termini narrativi, soprattutto perché come ben sappiamo, Zuckerberg è ancora al suo posto e Facebook va a gonfie vele. Se poi ci aggiungiamo che si parla di computer, programmi, algoritmi, Harvard e studenti più che mai "nerd", le premesse non erano di certe di quelle che ti prendono per mano all’inizio e ti lasciano solo ai titoli di coda.
Eppure "The Social Network" fa propri così, e rimane negli occhi e nella mente anche a distanza di ore. - E’ un film altamente parlato? Sì. - Il 90% delle scene si svolgono in camere chiuse senza che nessun personaggio si muova? Sì. - Già si conosce il finale? Sostanzialmente sì. Dove risiede allora quel thrilling che ti tiene con il fiato sospeso? Nella mente di Mark Zuckerberg. E’ la sua imprevedibilità, il suo essere tanto apparentemente semplice, quanto in realtà ambiguo e sfuggente, al centro del tutto.
La straordinaria coppia d’autori, lo sceneggiatore Aaron Sorkin ("La guerra di Charlie Wilson") e uno dei più grandi registi contemporanei ovvero David Fincher ("Fight Club", "Se7en", "Zodiac"), costruiscono la loro storia puntando non tanto sul social network del titolo quanto sul suo creatore. Ha davvero tradito l’amico e ingannato i due canoisti che gli avevano chiesto aiuto? Come può il padre delle amicizie virtuali, aver avuto una così bassa considerazione per i rapporti umani? Cosa lo ha spinto a diventare ciò che è? Frustrazione? Ambizione? Denaro?
Per raccontarcelo Sorkin (che ha preso ispirazione dal libro "The accidental Billonaries" di Ben Mezrich) decide per una narrazione non cronologica, bensì ellittica, che anticipa alcuni frammenti di storia, andando poi a scavare nel flashback le motivazioni che ci hanno portato fin lì. Da parte sua Fincher, per evitare di realizzare un lavoro destramente statico, taglia ogni dialogo come dei faccia a faccia tra imputato e avvocato in un’aula di tribunale. Ogni parola è soppesata, ogni frase è un’esca o un abboccamento che lo sguardo o il tono della voce vanno poi ad identificare. Il sonoro, i movimenti sullo sfondo, i primi piani mai troppo vicini a Zuckerberg da poter capire se sta mentendo o meno. Come in una partita di poker, ogni momento è quello giusto o per raggirare gli ostacoli o per cadere nei bluff. Appena può, Fincher ricorre poi a quei piccoli elementi che, seppur siano apparentemente lontani dalla storia, riescono a portare lo sguardo dello spettatore anche verso luoghi all’aria aperta. Ecco allora la non fondamentale, ma assolutamente straordinaria scena della gara di canoa: unico momento di vero esterno che si respira nel film, a sua volta incentrato comunque anch’esso su uno dei temi del film: la competizione (in questo caso quella tra le varie imbarcazioni).
All’interno della perfezione con cui, come al solito, Fincher caratterizza ogni ambito del suo lavoro, rientrano anche le performance dei suoi attori. Non solo Jesse Eisenberg (che per il ruolo non ha incontrato mai Zuckerberg e si è affidato solo ad audiocassette e brevi video) è il perfetto antieroe che dice tutto con uno sguardo fisso nel vuoto o con un silenzio, ma accanto a lui è da applausi anche Andrew Garfield nel ruolo dell’ex migliore amico.
E’ vero che, come al solito, si loda il personaggio positivo del film, confondendo la bontà del ruolo con quella dell’interpretazione, ma in questo caso parliamo di un attore (prossimamente nuovo Spiderman) a cui basta un secondo di apparizione per portare sullo schermo un mondo di emozioni e pensieri. Bravissimo è anche Justin Timberlake: per lui la carriera d’attore non è più solo un passatempo, e i risultati si vedono. Sarà che Fincher pretende sempre il meglio da tutti anche a costo da diventare insopportabile sul set, ma i risultati gli danno ragione. Non c’è un aspetto di "The Social Network" che si riesca a criticare. L’utilizzo magistrale delle musiche, la fotografia, la capacità di raccontare un fenomeno sociale senza banalità o offendere (troppo) gli stessi protagonisti reali della vicenda (Zuckerberg bene o male ha dato il suo placet alla pellicola) senza però fare apologie o affidarsi a banalità. Che Facebook stia cambiando le nostre vite, a partire dalle generazioni sotto i quaranta è indubbio, e non serviva un film per dirlo. Le considerazioni sociologiche vengono lasciate a chi di dovere, qui di quelle si dà solo qualche accenno utilizzandolo oltretutto in chiave comica (bellissima la scena della ragazza offesa per il non cambio della situazione sentimentale). Per fortuna "The Social Network" si focalizza su altro, utilizza la storia di un’invenzione per raccontare di ragazzi messi troppo presto sul palcoscenico, grandi troppo presto in un’epoca di alienamento dalla realtà di cui Facebook è forse la vetrina, il significante, non il significato. Se non solo per meriti artistici, questo film resterà comunque nella storia per la lucidità con cui racconta un pezzo di fondamentale storia recente in maniera seria e approfondita. Anche per questa ragione, vederlo al cinema sarà un’esperienza che non si dimenticherà.

La frase: "Mark non sei uno stronzo, ma fai di tutto per diventarlo".
Andrea D'Addio

The Lone Ranger (The Lone Ranger)
3/4
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Genere  Avventura
Paese  U.S.A.
Anno  2012
Durata  149 min
Regista  Gore Verbinski
Attori  Johnny Depp, Armie Hammer, Tom Wilkinson, Helena Bonham Carter, Barry Pepper, William Fichtner, James Badge Dale, James Frain, Ruth Wilson, Harry Treadaway
Ubicazione  File
Descrizione  The Lone Ranger é un’avventura mozzafiato ricca di azione e umorismo, in cui il celebre eroe mascherato acquista una nuova dimensione. Il guerriero indiano Tonto (Johnny Depp) racconta la storia inedita che ha trasformato John Reid (Armie Hammer), un uomo di legge, in un leggendario giustiziere, trasportando il pubblico in un’epica girandola di sorprese in cui i due improbabili eroi, due personalità agli antipodi, spesso impegnati in comici alterchi, combatteranno fianco a fianco contro l’avidità e la corruzione.
Commento  Eccolo, è arrivato il blockbuster dell’estate: "The Lone Ranger", franchise Disney/Jerry Bruckheimer ispirato dall’omonimo, popolarissimo format USA reinterpretato da Gore Verbinski insieme a buona parte della squadra di "Pirati dei Caraibi". Esorbitanti mezzi a servizio della celebre storia che vede protagonisti il "cavaliere" John Reid e il nativo americano Tonto, interpretati dal gigante (196 cm, ndr) buono Armie Hammer e da Johnny "Jack Sparrow" Depp.
È su questi due personaggi che si muove la narrazione, sulla loro amicizia e storia personale, incrociate con le pallottole di Butch Cavendish (William Fichtner) e l’ambizione di Latham Cole (il poliedrico attore britannico, Tom Wilkinson).
Il punto di vista è di Tonto, imbalsamato – o forse no – in un gommoso make-up, che offre la sua versione dei fatti; una testimonianza verosimile – o forse no – che ammalia lo spettatore con una moltitudine di luccicanti sequenze dal ritmo incalzante.
Difficile circoscrivere il registro cinematografico della pellicola, che si muove agilmente tra il più classico dei western, la commedia leggera, drammi sentimentali e azione diluita in un mare di effetti speciali.
Scoppiettante intrattenimento marchiato da zampillante inventiva in grado di catapultare lo spettatore dentro l’avventura fino a fargli avvertire la polvere del Texas. In altri momenti, invece, potrebbe apparire un ridondante pastiche contemporaneo così eccessivo e caotico da risultare, paradossalmente, amorfo. Già, "The Lone Ranger" paga una certa verbosità (oltre a quella tecnica dei 149 minuti di durata, ma è il trend del mercato…) che lo rende a tratti noioso. Che è, appunto, bizzarro per un film che non tira mai il fiato e cerca a tutti i costi – ecco il peccato - il colpo a effetto.
Una scena esemplare in questo senso è la "cavalcata" dei convogli ferroviari sulle note di "Ouverture del Guglielmo Tell": uno show schizofrenico che accatasta tutti i pezzi del gioco, allo scopo di sorprendere e si autocompiace con deliziose citazioni cinefile.
Per chi scrive, però, il bicchiere è senza dubbio mezzo pieno. "The Lone Ranger" è pura, fresca evasione che raccoglie in sala bambini accompagnati (a essere sinceri, c’è forse troppa violenza per i più piccoli) e adulti per due ore di caleidoscopico divertimento.
Dicevamo, è arrivato il blockbuster - spiritoso e non banale - dell’estate: anche se non perfetto, buttalo via.

Thor: The Dark World (Thor: The Dark World)
2/4
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Genere  Azione, Fantastico
Paese  U.S.A.
Anno  2013
Durata  112 min
Regista  Alan Taylor
Attori  Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Natalie Portman, Kat Dennings, Ray Stevenson, Zachary Levi, Anthony Hopkins, Stellan Skarsgård, Christopher Eccleston, Idris Elba, Chris O'Dowd, Jaimie Alexander
Ubicazione  File
Descrizione  Dopo i film Marvel Thor e The Avengers, Thor torna a combattere per riportare l'ordine tra i pianeti... ma un'antica dinastia dominata dallo spietato Malekith minaccia di far ripiombare l'universo nell'oscurità. Di fronte a un nemico al quale né Odino né Asgard riescono a opporsi, Thor deve intraprendere il viaggio più pericoloso e introspettivo della sua vita, costretto a stringere un'alleanza con lo sleale Loki per salvare non solo il suo popolo e coloro che ama… ma l'intero universo.
Commento  Un figlio impaziente di dimostrare al padre il suo valore, un fratello geloso e vendicativo, una donna che aiuta un uomo a vedere il mondo con altri occhi.
Sono gli universali conflitti familiari che, da sempre, danno origine al dramma e di cui ha tenuto conto il leggendario duo formato da Stan Lee e Jack Kirby – ispirandosi alla mitologia nordica - per creare Thor, supereroe targato Marvel visto in diversi cartoon e serie televisive, oltre che nell’omonimo lungometraggio live action in 3D diretto nel 2011 da Kenneth Branagh.
Lungometraggio prima del quale soltanto nel tv-movie "La rivincita dell’incredibile Hulk" – firmato nel 1988 da Nicholas Corea e noto anche con il titolo "Thor e Hulk gli invincibili" – avevamo avuto modo di vedere in carne ed ossa il colosso biondo che ha contribuito in maniera fondamentale a dare notorietà al belloccio Chris Hemsworth, il quale ne ha poi ripreso il ruolo sia in "The avengers" di Joss Whedon, del 2012, che in questo sequel per la regia di Alan Taylor, dal curriculum prevalentemente legato al piccolo schermo (episodi di "Sex & the city" e "Il trono di spade" nella lunga filmografia).
Sequel anch’esso girato in tre dimensioni e che, dedicato al compianto autore del soggetto Don Payne, vede l’asgardiano catapultato sulla Terra impegnato a intraprendere il viaggio più pericoloso e introspettivo della sua vita, costretto a stringere un’alleanza con lo sleale Loki alias Tom Hiddleston al fine di salvare sia il suo popolo che l’intero universo, minacciati da un’antica dinastia dominata dallo spietato Malekith, cui concede anima e corpo il Christopher Eccleston di "28 giorni dopo".
Sequel che, con Anthony Hopkins e Natalie Portman nuovamente coinvolti nei panni di Odino e Jane Foster e il succitato Lee presente in immancabile, divertente apparizione, sfrutta chiaramente l’esile idea di partenza nel solo tentativo di fornire una nuova avventura thoriana dettata dalle leggi di mercato e dal consueto desiderio manifestato dai fan di rivedere su celluloide il possente eroe dal martello.
Fortunatamente, però, Taylor aumenta le dosi di azione e, di conseguenza, di spettacolarità, confezionando un secondo capitolo che non solo manifesta più situazioni violente di altri cinecomic, ma, rispetto al precedente, la cui fiacchezza andava di sicuro ricondotta agli eccessi di teatralità di Branagh, riesce nell’impresa di non annoiare lo spettatore e di intrattenerlo nella giusta maniera.
Anche se non siamo certo dalle parti di secondi episodi-capolavori del calibro di "Batman - Il ritorno" di Tim Burton e "Spider - man 2" di Sam Raimi e la visione tridimensionale appare piuttosto irrilevante... fino alle ultime sequenze poste sia durante che dopo i titoli di coda.

Thor (Thor)
3/4
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Genere  Azione, Fantastico
Paese  U.S.A.
Anno  2011
Durata  130 min
Regista  Kenneth Branagh
Attori  Chris Hemsworth, Natalie Portman, Kat Dennings, Anthony Hopkins, Idris Elba, Stellan Skarsgård, Tom Hiddleston, Ray Stevenson, Rene Russo, Clark Gregg, Jaimie Alexander, Colm Feore, Stan Lee
Ubicazione  File
Descrizione  L'epica avventura di "Thor" trasporta l'universo Marvel dal mondo d'oggi al mistico regno di Asgard. Al centro della storia c'è il Mitico Thor, un eroe forte ed arrogante, le cui azioni sprezzanti riaccendono un antico conflitto. Di conseguenza Thor viene bandito dal suo regno e catapultato sulla Terra, dove è costretto a vivere fra gli esseri umani. Quando l'essere più malvagio e pericoloso del mondo invia le sue forze oscure per invadere la Terra, Thor capirà cosa significa essere un vero eroe.
"Thor" è il racconto del viaggio fisico e spirituale di un uomo, un principe presuntuoso destinato al trono, che imparerà il valore del comando, diventando un vero supereroe.
Commento  Maestoso, imponente e shakespeariano. Questo è "Thor". Abbandonata l’ironia, il gusto per il gioco e per l’improvvisazione tipica di "Iron Man", ecco che dal mondo dei fumetti spunta un nuovo affascinante supereroe: "Thor". Già agli inizi del 1990 il regista Sam Raimi aveva cercato di produrre, senza successo, il film e dopo un passaggio di diritti, ora la stessa Marvel decide di produrre questa affascinante storia legata ai miti nordici, nata dalla penna di Steen Lee, Larry Lieber e Jack Kirby. Certo è un po’ diverso dal fumetto del 1962 apparso sulla rivista "Journey Into Mystery", ma resta comunque fedele alla serie grazie all’abilità dell’attore e regista Kenneth Branagh, che ricorda la sua infanzia: "Piove molto nell'Irlanda del Nord ed è sempre tutto grigio. I colori delle copertine di Marvel Comics risaltavano sugli scaffali della libreria e 'The Mighty Thor' era proprio quello che mi piaceva di più". Da questo amore nasce il film, sapientemente orchestrato in tutti i suoi elementi, nulla è lasciato al caso a partire dalla sceneggiatura e dalla scelta degli attori. Vi è un equilibrio fra le varie parti dell’opera, il dramma lascia spazio all’intrattenimento leggero e all’azione tipica dei fumetti senza creare fratture, tutto si sussegue limpido, caratterizzato qua e là dal linguaggio tipico dei fumetti, che si mescola a riferimenti colti e ad omaggi al mondo del teatro così come al mondo del cinema. Le citazioni sono decisamente chiare, prime fra tutte quelle ai film western come "Mezzogiorno di fuoco", cui si aggiungono le più classiche come "Enrico IV", "Enrico V", "2001: Odissea nello spazio", "Metropolis", "Guerre Stellari", o appartenenti al fantasy come "La storia infinita" o ancor più semplicemente alla stessa "Bibbia", soprattutto alla vicenda di Caino e Abele. Sì, perché Branagh pone l’accento sul rapporto familiare del protagonista, sull’amore/odio che lega due fratelli. Thor, interpretato dall’australiano Chris Hemsworth, è un possente e valoroso guerriero vichingo, figlio del grande padre degli dei Odino, dal carattere irruento e arrogante che cerca in tutti i modi di mostrare la sua abilità senza pensare alle conseguenze. Superbo e viziato decide di andare a combattere, con l’aiuto dei suoi amici e di suo fratello Loki, i giganti di ghiaccio. Un gesto che potrebbe essere la scintilla per il riaccendersi della guerra fra il dorato mondo di Asgard e il grigio e cupo mondo di ghiaccio. A fermare lo scoppio del conflitto è lo stesso Odino, interpretato da Anthony Hopkins, che decide di punire il figlio privandolo del suo martello e dei poteri, "spedendolo" poi sulla terra ai giorni nostri. E’ qui che incontra lei, la bella astrofisica, e non più infermiera come nei fumetti, Jane Foster, interpretata da Natalie Portman, che farà da guida a questo giovane un po’ strano, che si comporta come un pesce fuor d’acqua. Insieme affronteranno la SHIELD per cercare di recuperare il magico martello (con la ripresa dell’ultima scena, dopo i titoli di coda, di "Iron Man 2"), ma anche le trame tessute dallo stesso Loki, che cerca di diventare re di Asgard, nel tentativo di ricevere un apprezzamento dal padre Odino. Al di là degli effetti speciali, decisamente apprezzabili, e dell’ambientazione, "Thor" è la storia di una faida familiare, che senza grandi sorprese si snoda attraverso il conflitto fra due personaggi Thor/Loki, contornati da figure e personaggi che non riescono ad emergere e ad imporsi, in primis la stessa Jane Foster. A risaltare agli occhi del pubblico per maestria e abilità sono senza dubbio l’indiscusso Anthony Hopkins, ma in particolare Tom Hiddleston, che riesce a dare al suo personaggio un’ambiguità che spiazza e conquista lo spettatore. Come sempre nei film della Marvel dopo i titoli di coda vi è un’altra scena, che anticipa il prossimo film: "I vendicatori".

The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte Seconda (The Twilight Saga: Breaking Dawn - Part 2)
2/4
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Genere  Drammatico, Romantico, Thriller, Horror
Paese  U.S.A.
Anno  2012
Durata  115 min
Regista  Bill Condon
Attori  Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Dakota Fanning, Ashley Greene, Anna Kendrick, Nikki Reed, Jackson Rathbone, Rami Malek, Peter Facinelli, Kellan Lutz, Michael Sheen
Ubicazione  File
Descrizione  È il momento che tutti aspettavano. L'attesissimo episodio finale della saga Twilight, diretto dal premio oscar Bill Condon, The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2 getta luce sui segreti e i misteri della spettacolare e avvincente saga romantica che ha stregato milioni di spettatori in tutto il mondo. In The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2, Bella (Kristen Stewart) si sveglia trasformata, è madre e finalmente… è un vampiro. Mentre il marito Edward (Robert Pattinson) ammira la bellezza, la velocità e l'eccezionale autocontrollo della nuova Bella, lei non si è mai sentita più viva; e il destino del suo migliore amico Jacob Black (Taylor Lautner) si è intrecciato con quello della loro straordinaria figlia Renesmee (Mackenzie Foy). L'arrivo di una creatura tanto rara cementa la famiglia allargata, ma riaccenderà ben presto forze oscure che minacciano di distruggerli tutti...
Commento  Diretto dallo stesso Bill Condon che torna qui dietro la macchina da presa, "The Twilight saga: Breaking dawn-Parte 1" (2011) ci aveva lasciati con Bella Swan alias Kristen Stewart che, sposatasi all’amato Edward Cullen, come sempre interpretato da Robert Pattinson, si apprestava a diventare madre della Renesmee con le fattezze di Mackenzie Foy, dotata di una rapida capacità di crescita.
Quindi, se nei primi quattro tasselli cinematografici tratti dalla popolare serie di romanzi scritti da Stephenie Meyer erano stati affrontati, nell’ordine, la nascita di un amore, la perdita, la scelta e le sfide del matrimonio e della famiglia, questo quinto lungometraggio si concentra proprio sul quando si deve proteggere quest’ultima.
E, ovviamente, mentre assistiamo al progressivo evolversi della nuova vita della protagonista, ormai divenuta una vampira, torna in scena anche Taylor Lautner nei panni del licantropo Jacob Black, il cui destino sembra essersi intrecciato con quello della bambina.
Ma, sebbene l’episodio precedente, complice un’impronta maggiormente tendente all’horror, fosse riuscito nell’impresa di rivelarsi quello più digeribile della saga, questo attesissimo gran finale rischia non poco di spingere lo spettatore a sprofondare in un sonno liberatorio già nel corso del suo primo tempo, dominato da soporiferi dialoghi e caratterizzato da un look non distante da quello dei prodotti audiovisivi a scopo promozionale.
Non a caso, se le diverse riprese della fauna boschiva sembrano uscite dai documentari targati National Geographic, quella che potrebbe risultare la sequenza più erotica – ma, dopotutto, casta – della quintilogia presenta l’evidente sapore di uno spot pubblicitario.
Per non parlare dei verdi paesaggi da depliant turistico, come pure le bianche distese innevate su cui si svolge la conclusiva battaglia contro i Volturi (quasi abbigliati da concerto metal!), ovvero il momento più atteso dell’operazione.
Momento infarcito di inaspettata violenza a base di abbondanza di ossa spezzate e decapitazioni eseguite a mani nude, ma che finisce per essere rovinato da un banale espediente narrativo destinato a testimoniare, in maniera definitiva, l’inutilità di un’operazione in grado di soddisfare, al massimo, gli irriducibili fan twilightiani.
Insomma, la degna, fiacca chiusura di un franchise che si era mostrato tutt’altro che avvincente fin dal suo avvio e che, di conseguenza, ancora una volta rimane consigliabile esclusivamente agli ansiosi di conoscere l’epilogo della tormentata storia d’amore da schermo della coppia Cullen-Swan.

Kill Bill - Vol.1 (Kill Bill - Vol.1)
3/4
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Genere  Azione/Commedia/Thriller
Paese  Usa
Anno  2003
Durata  110 min
Regista  Quentin Tarantino
Attori  Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Vivica A. Fox, Lucy Liu, Samuel L. Jackson.
Ubicazione  File
Descrizione  Bill è il boss di una banda di killer tutta al femminile, che come nomignoli hanno nomi di serpenti velenosi. Il film racconta la resurrezione della "Sposa" (Uma Thurman), uccisa il giorno delle nozze proprio da Bill, suo capo e amante. In realtà non è morta ma è rimasta in coma cinque lunghi anni. Quando torna alla vita il suo abiettivo è solo uno: uccidere Bill.
Commento  "Kill Bill Vol. 1" è un film che farà sempre di più amare Tarantino ai suoi estimatori ma ancor di più lo farà odiare ai suoi detrattori.
Perché "Kill Bill - Vol. 1" è la quintessenza dell'estetica filmica tarantiniana.
Se volete ammirare scene di tracotante violenza commentate da una colonna sonora da zuccherosa soap opera sentimentale, o i continui cambi di stili e registri di ripresa, o il succoso pastiche di generi cinematografici, o lo scardinamento temporale dei tempi narrativi, allora andate a vedere questo film e cullatevi nell'ammaliante solluchero estetico dei piani sequenza di una macchina da presa che morbidamente segue più di dieci personaggi, scavalcando muri, attraversando pareti, aggirando pannelli. Ma è la quiete che precede la tempesta. Perché, se le vostre viscere rabbrividiscono per teste scoperchiate, arti mozzati, sangue che zampilla e urla disumane, allora rimanete a casa a vedervi Panariello, perché questo non è il film che fa per voi. Ma è un peccato. Perchè "Kill Bill - Vol. 1" è, a mio modesto parere, un capolavoro. A partire dalla protagonista interpretata da una animalesca Uma Thurman, dagli occhi da belva ferita. Del suo personaggio non viene mai pronunciato il nome, sostituito sempre da un laconico "beep". Chiamiamola allora "Black mamba". È il suo nome di battaglia quando faceva parte delle "Deadly Viper Assassination Squad", un'organizzazione di killer al femminile capeggiate dal fantomatico Bill (David Carradine di cui, in questo volume 1, vediamo solo le mani e sentiamo la voce profonda). Per motivi ancora sconosciuti - e che spero nel secondo volume ci vengano svelati - nella premessa vediamo "beep", alias Black Mamba, in un bianco e nero sporco e imbrattato, vestita da sposa - "The bride" - che implora qualcuno di non uccidere lei e la figlia che porta in grembo. Il montaggio quindi ci porta a quattro anni e mezzo dopo, dove Black Mamba massacra una apparente tranquilla casalinga - Vernita Green (Vivica A. Fox) detta Copperhead - Testa di Bronzo - che in realtà a suo tempo faceva parte dell'organizzazione criminale delle suddette "Vipere assassine". Altro salto di quattro anni, questa volta all'indietro, e ci ritroviamo in un letto di un ospedale del Texas dove "beep" o Black Mamba o "The bride" - chiamatela come più vi aggrada - si risveglia dal coma in cui era precipitata dopo l'eccidio compiuto durante il suo matrimonio. Ed ora capiamo perché era vestita da sposa e perché implorava pietà!
Da questo momento in poi è un crescendo di tensione e adrenalina. Black Mamba si risveglia dal coma ed intraprende il suo percorso di vendetta nei confronti dei suoi sterminatori. Perché, apprendiamo da una citazione all'inizio del film, "La vendetta è un piatto che va mangiato freddo" - proverbio Klingon...! - e Black Mamba si prepara a questo evento apprestandosi con cura. Acquista uno spadone di samurai facendolo fabbricare da un artigiano di Okinawa chiamato Hattori Hanzo (Sonny Chiba, "il più grande attore che abbia mai lavorato nei film di arti marziali" testuali parole di Tarantino) - e si dirige a Tokio per affrontare la prima vittima della lista, O-Ren Ishii detta Cottonmouth - "Mocassino Bagnato" - (Lucy Liu), la cui vertiginosa carriera, da sparuta bimba indifesa a sanguinario capo della mafia giapponese, apprendiamo in dieci minuti di animazione manga che Tarantino ci inframezza tra una suite di Morricone e un tema di Bernard Hermann, tra un brano di Isaac Hayes e una cover di Jonathan Kaplan. Già, la musica.Ci vorrebbe una recensione solo per commentare le scelte musicali di Tarantino. Qui, mi limito a notare come la colonna sonora dei film di Quentin rappresentino il paradigma del suo modo di fare cinema. Esempi perfetti della "spremuta di generi" alla quale così generosamente si ispira. Gli spaghetti western, i manga giapponesi, i film di arti marziali ma anche qualche riferimento ad Hitchcock, ad esempio. Come nella scena dell'ospedale dove una piratesca Daryll Hanna detta "California Mountain Snake", con tanto di benda all'occhio, si avvicina al letto della comatosa "beep", per instillarle un fatale veleno.
La scena finale di questo volume primo è romantica e feroce: un combattimento all'ultimo sangue in un innevato giardino giapponese con tanto di fontanella e chiare acque a scandirne i momenti palpitanti. Il tutto commentato da un flamenco struggente ed evocativo.
Questo è Tarantino. Ed è solo il volume 1...

Kill Bill - Vol.2 (Kill Bill - Vol.2)
3/4
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Genere  Azione/Commedia/Thriller
Paese  Usa
Anno  2004
Durata  110 min
Regista  Quentin Tarantino
Attori  Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Vivica A. Fox, Lucy Liu, Samuel L. Jackson.
Ubicazione  File
Descrizione  Bill è il boss di una banda di killer tutta al femminile, che come nomignoli hanno nomi di serpenti velenosi. Il film racconta la resurrezione della "Sposa" (Uma Thurman), uccisa il giorno delle nozze proprio da Bill, suo capo e amante. In realtà non è morta ma è rimasta in coma cinque lunghi anni. Quando torna alla vita il suo abiettivo è solo uno: uccidere Bill.
Commento  Kill Bill Vol. 2, alias Uma Thurman, alias Beatrix, alias mamma.
Nel volume secondo della cruenta saga Tarantiniana trionfa il romanticismo più di maniera; quello in cui si uccide per amore, quello in cui la scoperta di aspettare un figlio può cambiare la vita anche del killer più spietato.
In questa seconda parte - o sequel programmato come sostengono i più smaliziati - apprendiamo infatti il motivo della strage nella chiesa dei Due Pini, quella girata in un bianco e nero che sembra macchiato con schizzi di inchiostro. Ci raccontano dell'educazione guerresca ricevuta da Beatrix - il beep che copriva il suo nome finalmente scompare - da parte di Pai Mei - un maestro di arti marziali cinese che odia i bianchi, detesta gli americani e non sopporta le donne - e del perché quest'ultimo abbia cavato un occhio alla velenosa California Mountain Snake. Scopriamo, infine, come dietro la ruvida scorza di una perfetta macchina per uccidere possa battere un palpitante cuore di mamma.
Temi da sceneggiata napoletana che solo il genio di Tarantino può far digerire anche al critico più ortodosso. Perché il regista americano non ama le mezze misure. Se deve essere violento, lo è fino all'inquadratura più macabra e rivoltante. Se vuole fare filosofia, è capace di far discutere i suoi personaggi per 10 minuti su Superman e la sua fenomenologia. Se riprende un combattimento di kung-fu, non potremo non ascoltare come sottofondo quelle stucchevoli musichette anni '70. Se thriller deve essere, è capace di restituire una tensione da cardiopalma (la scena della sepoltura, per tutte). Infine, se parla d'amore, lo fa descrivendolo come il più forte e violento dei sentimenti; l'amore che uccide e distrugge, l'amore che si tramuta in una risata liberatoria e catartica: quella della mamma Uma Thurman abbracciata alla propria figlia perduta e ritrovata come nella migliore tradizione di un vero e proprio drammone popolare.
Insomma, questa seconda parte è certamente all'altezza della prima anche se meno scanzonata e, forse, un po' troppo seriosa. Tarantino da comunque fondo a tutte le sue doti di talentuoso regista e sceneggiatore. Piani sequenza si alternano a dettagli alla Sergio Leone, inquadrature ardite fanno da contrappunto a tranquilli campi e controcampi di un'amabile discussione. Il montaggio è quello caro da sempre al regista italoamericano, il quale non smentisce le sue capacità di abile quanto funambolico narratore. Gli attori sono tutti al massimo delle proprie possibilità. Dai più importanti - David Carradine, la Thurman, Michael Madsen, Deryl Hannah, - ai comprimari come Gordon Liu nei panni di Pai Mei, Michael Parks, il padre putativo di Bill e Larry Bishop, il datore di lavoro di Bud - sono tutti diretti magnificamente da Tarantino capace di tirar fuori il meglio dai suoi interpreti.Per noi persone normali sarebbe arduo pensare ad una ipotetica continuazione della storia di The Bride... ma con Tarantino nulla è impossibile, neanche un volume tre...

Aliens - Scontro finale (Aliens)
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Genere  Fantascienza
Paese  Usa
Anno  1986
Durata  131 min
Regista  James Cameron
Attori  Sigourney Weaver, Carrie Henn, Michael Biehn, Paul Reiser, Lance Henriksen, Bill Paxton, William Hope, Jenette Goldstein.
Ubicazione  File
Descrizione  Dal pianeta LB426 non giungono più segni di vita, così dalla terra inviano una squadra di esperti per controllare la situazone. Ma ormai é troppo tardi, degli alieni hanno distrutto la base ed ora anche fuggire sarà un problema..
Commento  Firmato da James Cameron due anni dopo l’eccellente "Terminator" (1984), "Aliens-Scontro finale" è il diretto sequel del capolavoro datato 1979, ambientato a cinquantasette anni dalla distruzione della nave Nostromo, con la combattiva Ripley che, ancora una volta interpretata da Sigourney Weaver ed ibernata nella scialuppa di salvataggio, viene recuperata da un’astronave ed inviata in affiancamento ad una squadra di marines dello spazio sul pianeta in cui avvenne il primo incontro con il sanguinario alieno, ora sede di una colonia umana con la quale, però, si sono persi i contatti da settimane.
A partire dal titolo, quindi, è chiaro che questa volta Ripley si trovi a dover fronteggiare più creature, le quali, splendidamente realizzate dall’infallibile Stan Winston, entrano però in scena soltanto dopo un’ora di visione tutt’altro che noiosa, nel corso di cui Cameron si dedica efficacemente alla descrizione dei vari duri della spedizione, da Hicks a Hudson, fino all’androide Bishop, rispettivamente con i volti di Michael Biehn, Bill Paxton e Lance Henriksen (anch’essi provenienti da "Terminator").
E, ovviamente, al di là della protagonista, non manca la mascolina donna d’azione tanto cara al futuro regista di "Titanic" (1997), qui rappresentata dalla Vasquez interpretata da Jenette Goldstein, mentre, anziché riproporre le lunghe attese e le claustrofobiche e cupe ambientazioni del capostipite, decisamente più vicino all’horror puro che alla fantascienza, viene intrapresa in maniera intelligente la strada dell’azione, distribuita a dovere durante i totali 131 minuti di durata senza risultare mai invadente, giovando piuttosto al ritmo narrativo di un prodotto ulteriormente impreziosito dal notevole lavoro svolto su effetti speciali e scenografie.
Prima testimonianza del fatto che Cameron sia autore invidiabilmente capace di confezionare classici anche quando si tratta di seconde puntate, come ha poi dimostrato cinque anni dopo anche con "Terminator 2-Il giorno del giudizio" (1991).

Dorian Gray (Dorian Gray)
2/4
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Genere  Drammatico
Paese  Regno Unito
Anno  2009
Durata  113 min
Regista  Oliver Parker
Attori  Colin Firth, Ben Barnes, Emilia Fox, Rebecca Hall, Rachel Hurd-Wood, Fiona Shaw, Ben Chaplin, Caroline Goodall, Caroline Goodall, Maryam d'Abo
Ubicazione  File
Descrizione  Il bellissimo Dorian Gray arriva nella Londra Vittoriana dove, ancora giovane e ingenuo, si lascia trascinare nel vortice della vita sociale dal carismatico Henry Wotton, che introduce Dorian ai piaceri edonistici della città. L'amico di Henry, l'artista Basil Hallward, dipinge un ritratto di Dorian che cattura appieno tutta la sua bellezza giovanile. Nel momento esatto in cui tolgono il velo che ricopre il ritratto, Dorian compie un futile giuramento: è pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere così come appare nel ritratto... perfino la sua anima. Incoraggiato da Henry, Dorian si lascia trascinare nelle avventure più sfrenate. Ma mentre Dorian continua ad apparire innocente e bellissimo come sempre, il suo ritratto, che ora è chiuso a chiave in soffitta, ad ogni atto malvagio da lui commesso, diventa via via più orripilante e mostruoso. Sembra quasi che Dorian possa concedersi qualsiasi desiderio proibito senza dover subire alcuna conseguenza. Quando Basil insiste nel voler vedere il ritratto, Dorian è costretto ad ucciderlo e conseguentemente a fuggire dal paese. Venticinque anni dopo Dorian torna e, lasciando sgomenti i suoi vecchi amici, non appare invecchiato di un solo giorno. Ciò nonostante, è un uomo tormentato, con una vita priva di amore e significato. E' perseguitato dal suo passato e viene costantemente deriso dall'abominevole mostruosità rinchiusa nella sua soffitta. Un giorno, incontra Emily, una ragazza intelligente e straordinaria che prova un grande fascino nei suoi confronti. Emily, però, è la figlia di Henry, e questi è pronto a tutto pur di tenere lontano i due giovani amanti. Mentre a Londra girano voci sulla possibilità che Dorian abbia stretto un patto con il Diavolo, Henry decide di smascherare l'amante di sua figlia. Riuscirà Dorian ad avere un'ultima possibilità per redimersi e per essere amato? Ma soprattutto riuscirà ad uscirne vivo?
Commento  Pubblicato nel 1891 dall’irlandese Oscar Wilde, "Il ritratto di Dorian Gray", vera e propria celebrazione dalle reminescenze faustiane del culto della bellezza, ha finito per interessare il mondo del cinema fin dai tempi del muto, per poi essere stato oggetto di non poche trasposizioni sonore su celluloide. Infatti, oltre a quella mitica interpretata nel 1945 da Hurd Hatfield, i più attenti ricorderanno di sicuro sia "The picture of Dorian Gray - Il ritratto del male" con Joshua Duhamel, del 2004, che "Dorian" di Allan A. Goldstein, rivisitazione in chiave moderna risalente a tre anni prima.
Ora, è il Ben Barnes de "Le cronache di Narnia: Il principe Caspian" a incarnare sullo schermo il giovane e ingenuo bellissimo della Londra vittoriana che, trascinato nel vortice della vita sociale e nelle avventure più sfrenate dal carismatico Henry Wolton, con le fattezze di un tentatore e vagamente satanico Colin Firth, finisce per accettare di sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere per sempre come appare nel ritratto dipintogli da Basil Hallward, interpretato dal Ben Chaplin di "The new world - Il nuovo mondo".
E sono i toni cupi della bella fotografia di Roger Pratt ("Harry Potter e il calice di fuoco") e la notevole cura scenografica sfoggiata da John Beard ("The skeleton key") a supportare il regista londinese Oliver Parker – per la terza volta alle prese con una trasposizione da Wilde, dopo "Un marito ideale" e "Il piacere di chiamarsi Ernest" – nell’accompagnare lo spettatore all’interno del trasgressivo e peccaminoso universo senza limiti di Dorian; ricordando vagamente tematiche e stile cari al cinema dello scrittore Clive Barker, per il quale, non a caso, esordì come attore in "Hellraiser" e "Cabal".
D’altra parte, senza rinunciare a momenti splatter e a un uso degli effetti digitali che, soprattutto nella parte finale, rimandano in maniera evidente ai b-movie, è proprio un’atmosfera horror quella enfatizzata nel corso dei circa 113 minuti di visione di "Dorian Gray", impreziosito dagli apprezzabili dialoghi della sceneggiatura a firma dell’esordiente Toby Finlay e penalizzato solo da qualche evitabile lungaggine.

Matrix Reloaded (The Matrix Reloaded)
2/4
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Genere  Fantascienza
Paese  Usa
Anno  2003
Durata  138 min
Regista  Andy Wachowski, Larry Wachowski
Attori  Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Jada Pinkett Smith, Monica Bellucci
Ubicazione  File + DVD
Descrizione  Neo e gli altri ribelli hanno 72 ore di tempo prima che un esercito di 250000 sonde/piovra e distruggano la città segreta Zion e tutti i suoi abitanti. Contemporaneamente Neo deve decidere come può salvare Trinity da un oscuro destino nei suoi sogni.
Commento  Tra "Matrix" e la fantascienza a cui siamo affezionati - quella di "2001 Odissea nello spazio" o quella di "Blade runner", per intenderci - c'è una dose di misticismo troppo ossessivamente orientata a tematiche avventistiche ed una piega new age che ricorda più le patinate pagine di un rotocalco da parrucchiera che le ammuffite volute di un rotolo tibetano.
Tra "Matrix" e il pubblico c'è l'irriverente e scanzonato gusto dei Wachowski Brothers per la sfrontata esagerazione, per il "tutto è concesso" a patto di rimpinzare lo spettatore di maestosi effetti speciali e travolgenti onde sonore al fine di renderne satolle le orecchie e gli occhi e farlo uscire, stordito ma soddisfatto, dalla sala cinematografica.

"Matrix reloaded" ha un inizio travolgente, al ritmo del bullet-time snocciola sequenze mozzafiato, impossibili riprese da operatore acrobata, angolazioni che smentiscono gli assiomi di Euclide e della sua geometria. Neo (Keanu Reeves) ha imparato a volare e lo fa come fosse Superman. Da combattere c'è l'agente Smith moltiplicato per dieci, anzi, per cento, che ormai ha un conto personale da regolare con Neo. Neo-Gesù ha fattezze e movenze da Messia, dispensa grazie e miracoli alla popolazione di Zion, è annunciato da San Giovanni Battista - Morpheus (Laurence Fishburne) sempre più convinto della giustezza della profezia che ne aveva previsto la venuta. Deve guardarsi dalla grazie ammaliatrici di Persephone (Monica Bellucci) moglie insoddisfatta, novella Salomè, che in cambio di un bacio di Neo - ah, cos'è un bacio? - gli consegna il maestro di chiavi - l'unico a possedere gli strumenti per aprire la porta che consentirà la salvezza di Zion dalle duecentocinquantamila seppie assassine che stanno per raggiungere la sepolta città dei ribelli. Ma per salvare l'umanità umana - l'altra giace ancora nei vasconi ancora affardellata da cavi e cavetti - Neo dovrà effettuare una scelta, anzi la Scelta. Aprire la porta che consentirà di strappare alla morte gli abitanti di Zion o volgersi verso l'altro uscio dove dietro si cela il salvataggio della donna amata, Maria Maddalena- Trinity (Carrie-Anne Moss)?

E qui ci tocca un quarto d'ora di dissertazione su caso e causalità, libero arbitrio ed equazioni, statistica delle emozioni ed ingegneria elettronica: sapida filosofia al silicio che dopo due ore buone di visione risulta francamente indigesta, anche agli stomaci più resistenti. "Matrix Reloaded" è comunque un film da vedere assolutamente al cinema. Per apprezzare scene veramente eccezionali - MAI VISTE PRIMA - come il combattimento di Neo contro l'agente Smith e i suoi cloni, la mirabolante fuga di Trinity su una Ducati fiammante, lo scontro frontale al rallentatore di due enormi autoarticolati: il Tempo secondo i Wachowski.To be continued... arrivederci a novembre 2003 per "Matrix Revolution".

Interstellar (Interstellar)
4/4
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Genere  Fantascienza
Paese  U.S.A., UK
Anno  2014
Durata  169 min
Regista  Christopher Nolan
Attori  Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Elyes Gabel, Wes Bentley, Casey Affleck, Michael Caine, Topher Grace, Mackenzie Foy, Ellen Burstyn, Collette Wolfe, John Lithgow, Jeff Hephner, David Oyelowo, William Devane
Ubicazione  File
Descrizione  In un futuro prossimo la Terra è devastata da continue tempeste di sabbia e da una piaga che ha distrutto tutte le piantagioni di grano, lasciando però intatto il mais. Cooper (Matthew McConaughey) è un ex-astronauta della NASA che come tanti ha dovuto dedicarsi alla coltivazione del mais nella sua piccola azienda agricola dove vive insieme alla figlia Murph e al figlio Tom. Grazie a una serie di strane circostanze Cooper rientrerà in contatto con  la NASA, che sa che la piaga presto attaccherà le altre coltivazioni e che opera segretamente per tentare di trovare una soluzione all'imminente catastrofe planetaria. Inizierà così un'avventura che porterà Cooper in un viaggio interstellare attraverso un cunicolo spazio-temporale, alla ricerca di pianeti di altre galassie dove si spera che l'umanità possa trovare un ambiente dove salvarsi dall'estinzione e proseguire il proprio cammino evolutivo.
Commento  L’esplorazione dei confini dell’universo assume una nuova dimensione cinematografica in “Interstellar”, una vera e propria fatica per Christopher Nolan.
Il regista britannico, tra i più apprezzati a livello mondiale, dopo la trilogia de “Il Cavaliere Oscuro” e film complessi quali “Inception” e “Memento”, realizza un’opera sorprendente e meticolosa per la veridicità scientifica che porta sul grande schermo. Linearità, purezza, visione…no non stiamo parlando degli Iphone di Steve Jobs, ma di un modo di fare fantascienza, incredibilmente affascinante.
Nolan per l’ennesima volta invita lo spettatore ad entrare con lui all’interno di un’avventura che, per essere compresa, ha bisogno di grande attenzione e stimoli cerebrali. I suoi lungometraggi, e in questo caso mai l’aggettivo lungo è più che mai esatto, non sono per tutti, ma regalano emozioni vere e reali. La sceneggiatura e gli effetti visivi, ancora una volta affidati al collaboratore storico e premio Oscar Paul Franklin, sono rese così veritiere e dettagliate grazie alle teorie di uno dei fisici contemporanei più apprezzati, Kip Thorne.

Nolan sfoggia un cast davvero “stellare”, partendo dal protagonista Matthew McConaughey, premio Oscar per “Dallas Buyers Club”, nei panni dell’ingegnere e pilota spaziale Cooper. La sua compagna d’astronave è la Catwoman Anne Hathaway, premio Oscar per “Les Miserable”, che mostra nuovamente la sua straordinaria qualità di calarsi perfettamente in ruoli molto intimi, come quello della dottoressa Brand. Non ha bisogno di presentazione il “lungotenente” della Nolan family, il premio Oscar Michael Caine, qui non più nei panni del maggiordomo di casa Wayne, ma in quelli dell’ultimo luminare della fisica rimasto in vita. La figlia Murph da piccola ha il volto di una splendida Mackenzie Foy, la piccola Renesmee Cullen di “Breaking Dawn”. Soltanto 14 anni e un talento naturale per regalare una scena da lacrime con papà Matthew nel momento dell’addio. La sua controparte adulta è l’eroina di “Zero Dark Thirty” Jessica Chastain, chiamata dopo aver eliminato Bin Laden a salvare nuovamente il mondo dall’estinzione. Guest star Casey Affleck nei panni del figlio adulto Tom, e John Lithgow in quelli del nonno, mentre avrete una sorpresa finale con Matt Damon chiamato ad interpretare ancora una volta un ruolo da “cattivo”.

Sorprendenti i dialoghi tra Cooper e il suocero sulla veranda della fattoria “Esploratori, pionieri, non guardiani”. Una frase che certifica l’essenza del personaggio interpretato dal sex symbol hollywoodiano. La storia inizia in uno scenario desolante: la Terra è abbandonata al suo destino e piloti spaziali sono costretti a coltivare granturco, unica fonte di sostentamento. Le discussioni solite sulle scoperte dell’America, tra cui l’Apollo 11, fanno immancabile capolino, con le tempeste di sabbia compagne tremende della vita quotidiana. In una fattoria però sta per accadere qualcosa di incredibile e destinato a cambiare per sempre la tranquilla “pensione” di Cooper e della sua famiglia. Messaggi dal futuro o semplici casualità? La giovane Murph ha l’occhio e l’intelligenza capaci di guardare oltre ed ecco qui la svolta: prossima fermata nella sede segreta della NASA per iniziare una missione senza precedenti. Cooper lascerà indietro la propria famiglia e lotterà per riabbracciarla in una ricerca per la sopravvivenza della specie umana che, per lui, è molto più intima, una ricerca della via del ritorno verso l’amore. L’amore che controlla l’uomo nell’universo e lo spinge oltre i propri limiti, almeno secondo la sviolinata che Nolan per la prima volta nella sua carriera da in questi termini.
“Gravity” ha stravinto gli Academy 2014, i prossimi già hanno le prenotazioni di questo lungometraggio che, non tutti, saranno in grado di apprezzare come accaduto per l’opera di Alfonso Cuaron. McConaughey alterna scene alla “Guerre Stellari”, come nell’aggancio volante del Ranger all’Endurance, nave spaziale orbitale usata per la loro personale “mission impossible”, ad altre di un’umanità incredibile. Prima di essere astronauta in questo film è un padre, chiamato a scelte difficili per il bene di tutti, ma prima ancora della propria famiglia.
Nolan confeziona un regalo per gli appassionati del genere e non, un’opera da gustare sulle note meravigliose di Hans Zimmer, compositore particolarmente amato dall’Academy e in quest’occasione da brividi nelle scene spaziali dove riesce a trasmettere le sensazioni dello spazio infinito.
Qualche difetto è inutile negarlo c’è, come ad esempio alcune scene potevano essere tagliate per accorciare il tutto, ma alla fine il cineasta britannico vince una sfida difficile, come d’altronde è abituato a fare. Il finale regala anche una cartolina futuristica e visionaria, con il cameo del premio Oscar Ellen Burstyn. Vedete questo film, non serve volutamente essere astrofisici per comprendere i tunnel temporali generati da un wormhole in grado di trascinarti in una grande galassia o di un buco nero per guardare oltre la quarta dimensione, servono soltanto occhi e orecchie per godere di questa bella fusione di immagini e suoni ai confini dell’universo.

Notte al museo 3 - Il segreto del faraone (Night at the Museum 3)
3/4
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Genere  Avventura, Commedia
Paese  U.S.A., Regno Unito
Anno  2014
Durata  98 min
Regista  Shawn Levy
Attori  Ben Stiller, Robin Williams, Rachael Harris, Owen Wilson, Rebel Wilson, Rami Malek, Ricky Gervais, Ben Kingsley, Dan Stevens, Mizuo Peck, Dick Van Dyke, Steve Coogan, Mickey Rooney, Skyler Gisondo, Bill Cobbs
Ubicazione  File
Descrizione  Preparatevi per la Notte al museo più selvaggia e ricca di avventure di sempre, in cui Larry Daley (Ben Stiller) attraversa tutto il globo, riunendo beniamini del pubblico e nuovi personaggi, imbarcandosi in un'epica missione per salvare la magia prima che scompaia per sempre. Immaginate di passeggiare nei più magnifici musei del pianeta, dove le meraviglie e la storia del mondo prendono vita. Quando i personaggi del Museo di Storia Naturale di New York, che di notte prendono vita, cominciano a comportarsi in modo strano, Larry, da poco promosso responsabile delle attività notturne del Museo, deve scoprire il perché. La Tavoletta, che magicamente porta in vita le creature, ha cominciato a deteriorarsi e l’unico modo per ripristinarne i poteri potrebbe trovarsi al British Museum. Larry, che farebbe qualunque cosa per salvare la sua "famiglia" del Museo, insieme al figlio Nick e ai vari personaggi in mostra, vola da New York a Londra per scoprire il segreto della Tavoletta.
Commento  Richiamando alla memoria, in un certo senso, le ambientazioni care sia alle avventure di Indiana Jones che quelle della saga “La mummia” interpretata da Brendan Fraser, non a caso influenzata proprio dalle vicende dell’archeologo spielberghiano con il volto di Harrison Ford, è nell’Egitto del 1938 che prende il via questa seconda continuazione di quel “Una notte al museo” (2006) che, diretto da Shawn Levy, calò Ben Stiller nei panni di un guardiano notturno del Museo di Storia Naturale, destinato a scoprire che tutte le creature primordiali e le figure dell’antichità che lo circondavano prendevano magicamente vita al calare dell’oscurità.
Seconda continuazione che, a cinque anni dal poco riuscito “Una notte al museo 2-La fuga” (2009), che si svolse negli immensi depositi dello Smithsonian con sovrano egizio risvegliatosi dopo tremila anni e intento a controllare il mondo, vede il protagonista costretto a spingersi fino al British Museum di Londra a causa di una faccenda piuttosto grave: il potere magico della tavola di Ahkmenrah comincia a morire.
E, ovviamente, al di là del figlio, ad affiancarlo nel duro tentativo di salvare la magia sono gli amici di sempre: dall’Attila di Patrick Gallagher, perfetto quando servono i muscoli, a Teddy Roosevelt, l’uomo per i piani anticrisi cui concede anima e corpo il compianto Robin Williams (il film è dedicato a lui e a Mickey Rooney, che torna soltanto per pochi secondi su sedia a rotelle).
Abbiamo nuovamente in scena Owen Wilson e Steve Coogan impegnati a riprendere i ruoli dei minuscoli Jedediah e Ottavio.
Man mano che il cast include il premio Oscar Ben Kingsley, una Rebel Wilson sorvegliante al museo inglese e Dan Stevens inserito nell’armatura di un combattivo Lancillotto, in mezzo a scheletri di Triceratops, Garuda del Tibet e giganteschi serpenti a nove teste, la giostra di celluloide messa in piedi per la terza volta da Levy funziona in maniera non eccelsa, ma sicuramente meglio rispetto al dimenticato capitolo precedente.
Dispensando, tra un’emozione da effetto speciale e l’altra, la consueta morale sull’amicizia... e con il momento più divertente individuabile nella esilarante apparizione di Hugh Jackman nelle vesti di se stesso.

A.I. - Intelligenza Artificiale (A.I. Artificial Intelligence)
4/4
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Genere  Drammatico/Fantascienza
Paese  USA
Anno  2001
Durata  144 min
Regista  Steven Spielberg
Attori  Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O'Connor, Brendan Gleeson, William Hurt, Ben Kingsley (narratore), Chris Rock, Meryl Streep, Robin Williams, Ben Kingsley
Ubicazione  File
Descrizione  Alla metà del ventunesimo secolo l'uomo è riuscito a sviluppare un nuovo tipo di computer in grado di essere consapevole della propria esistenza. Questi computer vengono anche utilizzati per creare particolari robot e androidi. Un giovane ragazzo (Haley Joel Osment) sta per intraprendere uno straordinario viaggio per scoprire se potrà essere qualcosa più che una macchina.
Commento  Il binomio Spielberg/Kubrick è di quelli da far tremare le vene ai polsi di qualsiasi cinefilo. Il freddo razionalismo kubrickiano, fondendosi con la vocazione al mélo di Spielberg, ha prodotto un film complesso e commerciale allo stesso tempo. Sorprende però il modo in cui Spielberg scrive la sua nuova fiaba e la suggella con un finale destinato inevitabilmente (e consapevolmente) a far discutere. Il lungo epilogo del film è così carico di figure care alla psicoanalisi da poter sembrare banale e semplicistico.

The Judge (The Judge)
3/4
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Genere  Drammatico
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  141 min
Regista  David Dobkin
Attori  Robert Downey Jr., Leighton Meester, Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton, Vincent D'Onofrio, Dax Shepard, David Krumholtz, Sarah Lancaster, Ian Nelson, Balthazar Getty, Grace Zabriskie, Emma Tremblay, Ken Howard, Jeremy Strong
Ubicazione  File
Descrizione  Hank Palmer (Downey), avvocato in una grande città, che torna nei luoghi della sua infanzia dove il padre (Duvall), con cui non ha più rapporti da anni e che è il giudice della cittadina, è sospettato di omicidio. Decide allora di scoprire la verità e in questo percorso ricostruisce i legami con la famiglia da cui si era allontanato anni prima.
Commento  Il rapporto contrastante padre figlio in un film che basa la sua forza quasi interamente sulla splendida interpretazione di due grandi attori.
“The Judge” parla di onore, ma ancor prima del difficile rapporto tra due persone che non si parlano da 20 anni e che vengono riunite da un grande dolore: la morte della madre del protagonista, un Robert Downey Jr. ironico, graffiante ed intenso e alla sua migliore interpretazione dopo “Charlot” e “Sherlock Holmes”. Un artista versatile e completo capace di catalizzare l’attenzione dei fan sia in ruoli comici che drammatici, e in quest’occasione il suo avvocato Hank Palmer nel dramma regala anche risate. L’atteggiamento iniziale very “cool” mostra come ormai Tony Stark sia entrato in lui, ma man mano che i minuti passano è maggiore la consapevolezza del ruolo e di come il gioco da giocare nella partita a scacchi del tribunale non sia mai stata così difficile. La spalla ideale per lui è un altro Robert, anche lui autore di una performance da Oscar. Duvall ha tutto per interpretare Il Giudice e lo fa bene. Duvall è qui straordinario, specie in alcune scene forti e drammatiche che non tutti potrebbero essere in grado di sopportare. Che sia arrivata l’ora per lui di alzare nuovamente al cielo di Los Angeles la statuetta più ambita a 30 anni di distanza dal successo di Tender Mercies - Un tenero ringraziamento?
Il dramma umano della malattia si intreccia con l’integrità di un uomo che nel giorno peggiore della sua vita si ritrova catapultato in una situazione da incubo difficile da superare, anche per uno dei migliori avvocati d’America come il figlio.
La regia è affidata a David Dobkin, già apprezzato in commedie come “Due cavalieri a Londra” e “Due single a nozze”, mai chiamato prima ad un lungometraggio drammatico di così grande importanza. “The Judge” sembra un preconfezionato per gli Academy: onore, dramma, dialoghi intensi, ma soprattutto un omaggio alla giustizia americana, da molti ritenuta esempio di un’insindacabile democrazia. La giustizia è quindi esaltata e riabilitata perché pone la verità e le regole davanti anche al buon senso. Può un uomo distrutto dal dolore perdere la testa dopo 42 anni di servizio? Lo scoprirete in questo lungometraggio esaltante che passo passo ricostruirà un puzzle d’eventi e situazioni lasciandovi con il fiato sospeso.
Man mano che le immagini scorrono è lampante la voglia di scoprire la soluzione del caso, ma soprattutto scoprire come può un figlio arrivare ad odiare così tanto un padre, un uomo la cui integrità mai è stata messa in discussione da nessuno sennonché proprio dalla sua stessa prole.
La bellezza di quest’opera però è nel multi level di drammi che vengono vissuti, sempre con le battute calzanti della coppia di protagonisti: oltre al dramma paterno c’è quello del divorzio di Hank dalla moglie con conseguente disputa per la figlia, quello del fratello minore Dale, che con un deficit mentale passa la vita riprendendo il mondo con una videocamera, e quello di Glen, il fratello maggiore, che a causa di un incidente provocato da Hank ha perso l’uso di una mano e il futuro in Major League. Nonostante tutto i due fratelli hanno sempre perdonato e riabbracciato immediatamente il secondo genito del giudice. Nell’opera l’amore è soltanto intravisto, ma è compagno tangibile dei protagonisti: Hank lo ritrova in Sam e ha il coraggio di prendersi le responsabilità cui si è sottratto nella fuga di 20 anni prima, mentre l’amore più grande è quello del Giudice per la giustizia e la sua comunità. L’integrità morale e l’onore non hanno prezzo, anche se Hank le mette tutte in gioco proprio per il ritrovato padre. Il processo più importante della sua vita non è quello più ricco, ma quello per la persona che più di tutte ha influenzato il corso della sua vita.
In un’opera che a tratti ricorda “Il Patriota”, per l’amore alla bandiera e l’intenso rapporto genitoriale, e che diventerà un cult della cinematografia giudiziaria come “A few good men – Codice d’onore”, “...And Justice for All – E giustizia per tutti”. Duvall è curiosamente qui un giudice, mentre in “A Civil Action” ottenne una nomination nel ruolo di avvocato. Questo è un film di attori, come tale può piacere o non, ma la sua visione è d’obbligo per applaudire i due strepitosi protagonisti, che regalano dei dialoghi da brividi per lunga parte della pellicola.

A Dangerous Method (A Dangerous Method)
2/4
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Genere  Drammatico, Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2011
Durata  99 min
Regista  David Cronenberg
Attori  Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Cassel, Sarah Gadon, André Hennicke, Arndt Schwering-Sohnrey, Mignon Remé, Mareike Carrière
Ubicazione  File
Descrizione  Alla vigilia della prima guerra mondiale, Zurigo e Vienna fanno da sfondo a una complicata storia di scoperte intellettuali e sessuali. Basato su eventi reali, il film osserva le relazioni burrascose tra Carl Jung, psichiatra alle prime armi, il suo maestro Sigmund Freud e Sabina Spielrein, la bella giovane paziente che si frappone tra i due. Nel triangolo si inserisce anche Otto Gross, un paziente sedizioso, determinato ad allargare il più possibile i propri orizzonti. La loro personale esplorazione della sensualità, dell’ambizione e dell’inganno spinge Jung, Freud e Sabina a mettere in discussione e cambiare per sempre la natura del pensiero moderno.
Commento  Zurigo e Vienna alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
Sono esse a fare da scenario ad una torbida storia di avvincenti scoperte in nuovi territori della sessualità e dell’intelletto che prende avvio nel 1904, quando il ventinovenne psichiatra sposato Carl Gustav Jung, con il volto del Michael Fassbender di "Bastardi senza gloria" (2009), decide di tentare sulla paziente diciottenne Sabina Spielrein alias Keira Knightley il trattamento sperimentale di Sigmund Freud noto come psicanalisi o "terapia delle parole".
Ed è un sempre più bravo Viggo Mortensen ad incarnare il celebre psicanalista austriaco, destinato a vedere il suo erede intellettuale nel giovane collega, il quale, oltre ad avere dalla ragazza rivelazioni riguardanti un’infanzia segnata da umiliazioni e maltrattamenti da parte del violento e autoritario padre, ispessisce la relazione con lei e scopre una mente brillante, tanto da incoraggiarla ad intraprendere la carriera di psichiatra.
Quindi, man mano che vengono confermate le teorie di Freud sul rapporto tra sessualità e disordini di carattere emotivo, David Cronenberg si allontana ancora una volta dalla sua ossessione per il male derivato dalla modifica del corpo – dopo ultime prove come "A history of violence" (2005) e "La promessa dell’assassino" (2007) – al fine trasportarci fino al 1934 partendo dalle pagine di "A most dangerous method" di John Kerr, a sua volta già trasformato nel testo teatrale "The talking cure" da Christopher Hampton, anche sceneggiatore del film.
Mentre si chiede se la vera sessualità proponga la distruzione dell’ego e tira in ballo anche il mai disprezzabile Vincent Cassel nei panni dell’amorale Otto Gross, senza celare più di tanto un certo attacco all’apparentemente linda facciata dell’universo borghese.
Con il maggior punto di forza dell’operazione individuabile nel vincente mix di notevole cura estetica e dialoghi coinvolgenti, impreziositi dagli splendidi duelli verbali da pelle d’oca in cui si cimentano i citati Fassbender e Mortensen.
Sebbene la Knightley rischi di esagerare in smorfie nell’enfatizzare la tragica situazione del proprio personaggio e la vicenda non possa fare a meno di risultare piuttosto banale nella sua evoluzione.
D’altra parte, l’unica alternativa sarebbe stata quella di stravolgere la realtà dei fatti accaduti, quindi non ci si può affatto lamentare.

Oliver Twist (Oliver Twist)
3/4
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Genere  Drammatico
Paese  Regno Unito, Repubblica Ceca, Francia, Italia
Anno  2005
Durata  130 min
Regista  Roman Polanski
Attori  Ben Kingsley, Barney Clark, Lewis Chase, Frances Cuka, Jake Curran, Harry Eden, Frank Finlay, Jamie Foreman, Chris Overton, Leanne Rowe, Mark Strong, Jeremy Swift, Joseph Tremain
Ubicazione  File
Descrizione  Adattamento del classico di Dickens: l'orfanello Oliver fa amicizia, nelle strade di Londra, con un ladruncolo e da questo viene instradato a far parte della famiglia di ladri addestrati dal perfido Fagin.
Commento  "Pensavo che fosse mio dovere realizzare un film per i miei figli perché loro si sono sempre interessati al mio lavoro. E così ho cominciato a pensare ad una storia per bambini e alla fine ho scelto Dickens. E devo dire che Oliver Twist, che racconta le peripezie e le disavventure del giovane Oliver, mi è sembrata la scelta più ovvia. Quando ero bambino, adoravo i romanzi di Dickens e ho sempre amato quel periodo storico sia sul grande schermo che in letteratura".
A tre anni da Il pianista, toccante vicenda di sofferenza e dolore ambientata nel Ghetto di Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale, il Premio Oscar Roman Polanski torna a raccontare un'altra storia di sopravvivenza, questa volta, però, interpretata da un bambino, attingendo da Oliver Twist, grande classico della letteratura scritto nel 1838 da Charles Dickens, il quale, a partire dai lontani tempi del muto, è stato oggetto di non poche trasposizioni, tra cinema e televisione, la più nota e riuscita delle quali è sicuramente Le avventure di Oliver Twist (1948) di David Lean.
Quindi, tra povertà, maltrattamenti ed un pizzico d'indispensabile ironia, Polanski mette in scena la figura del piccolo orfano Oliver Twist, ottimamente interpretato da Barney Clark (The lawless heart), il quale, etichettato come elemento di disturbo dal direttore della casa lavoro in cui vive insieme ad altri ragazzini, viene offerto come apprendista a chiunque accetti di prenderlo con sé.
Scampato ad un mestiere pericoloso come quello dello spazzacamino, che ha già visto la morte per asfissia di non pochi bambini, Oliver prima si ritrova a fare da apprendista per un impresario di pompe funebri, poi, dopo essere stato ingiustamente picchiato per aver litigato con un altro giovanissimo praticante che lo ha provocato alludendo alla morte della madre, fugge a Londra, dove, stremato e affamato, viene ospitato a dormire da Artful Dodger (Harry Heden), finendo per essere inglobato in una banda di piccoli scippatori gestita dal sinistro signor Fagin; un irriconoscibile Ben Kingsley da Oscar quest'ultimo, il quale, spesso impegnato nello sfornare grottesche battute dal contenuto esilarante, è affiancato dalla coppia formata dal brutale Bill Sykes (Jamie Foreman) e dalla fidanzata Nancy (Leanne Rowe).
Infine, per una serie di vicissitudini che vedono coinvolte anche la polizia e la magistratura, Oliver comincia una nuova vita a casa del signor Brownlow (Edward Hardwicke), dove viene trattato molto bene, ma Fagin e Bill Sykes, intimoriti dal fatto che egli possa spifferare i loro nomi alle autorità, tornano sulle sue tracce.
Ed il tutto ci viene raccontato all'interno di circa 130 minuti lussuosamente confezionati, il cui fascino va' riconosciuto soltanto nelle scenografie di Allan Starski (Schindler's list-La lista di Schindler), i costumi di Anna B. Sheppard e, soprattutto, la bella fotografia in vecchio stile di Pawel Edelman (Ray), che abbonda in contrasti, mentre la regia, a tratti perfino teatrale, è del tutto classica e priva di particolari guizzi, tanto che il tocco polanskiano è vagamente riconoscibile esclusivamente in alcuni, inquietanti momenti che caratterizzano la seconda parte. E va' bene che confrontarsi su celluloide con romanzi e racconti non è mai stata impresa facile nemmeno per il più osannato degli addetti ai lavori, ma bisogna ammettere che questo Oliver Twist non risulta essere altro che un compitino ben fatto, molto ben fatto, per mano dell'invecchiato, "maledetto" autore di Rosemary's baby-Nastro rosso a New York e L'inquilino del terzo piano.

Birdman (o l'Imprevedibile Virtù dell'Ignoranza) (Birdman)
3/4
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  119 min
Regista  Alejandro González Iñárritu
Attori  Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Emma Stone, Naomi Watts, Merritt Wever, Natalie Gold, Joel Garland, Clark Middleton
Ubicazione  File
Descrizione  Birdman è una black comedy che segue la storia dell’attore Riggan Thomson (Michael Keaton), alle prese con l’allestimento di una nuova, ambiziosa commedia a Broadway, che dovrebbe rilanciarne la carriera ormai prossima al capolinea. Si tratta di un passo molto azzardato sotto diversi aspetti, ma l’uomo, che in passato ha raggiunto il
successo nei panni di un supereroe, spera fortemente di ottenere un riconoscimento artistico, per dimostrare a tutti, e in primo luogo a se stesso, di non essere solo una ex stella di Hollywood.
Manca poco alla serata della prima quando il protagonista della commedia si ferisce accidentalmente durante le prove e deve quindi essere sostituito in tempi rapidissimi. Dietro suggerimento dell’attrice co-protagonista Lesley (Naomi Watts) e con l’incoraggiamento del suo miglior amico e produttore Jake (Zach Galifianakis), Riggan sceglie con una certa riluttanza Mike Shiner (Edward Norton), una mina vagante che però piace al pubblico e può garantire una buona recensione della commedia. Mentre si prepara al debutto sul palcoscenico, Riggan deve confrontarsi
con la fidanzata e co-protagonista Laura (Andrea Riseborough), con la figlia appena 4 uscita da un centro di disintossicazione e sua assistente personale Sam (Emma Stone), e con l’onnipresente ex moglie Sylvia (Amy Ryan), sempre pronta a dare una mano per tenere la situazione sotto controllo.
Commento  Alejandro Gonzalez Iñarritu ha stupito tutti, a partire da se stesso, per la maestria con cui è riuscito ad appropriarsi senza difficoltà di un territorio cinematografico a lui distantissimo. Abituati come siamo a vederlo dipingere situazioni che sfondano la soglia del dramma, era faticoso immaginare che si calasse nella direzione di un film che a tratti è vagamente orientato verso la commedia e il fiabesco. Questa novità assoluta nella carriera di Iñarritu ha lasciato però intatti moltissimi aspetti a lui cari: prima di tutto, dietro il sorriso si nasconde sempre un profondissimo dramma, quello di Riggan Thomson, celebrità in declino che vive all’ombra del suo ruolo di maggior successo, quello del supereroe Birdman, e che cerca di riscattarsi scrivendo, dirigendo e interpretando uno spettacolo a Broadway. In secondo luogo, si mantiene la struttura corale della storia (“Amores Perros”, “21 grammi”, “Babel”), che ha sì al centro un protagonista, ma che nel seguirlo finisce per deviare verso chi gli sta attorno.
Il regista ha definito “Birdman” un film sperimentale, e di fatto lo è su due livelli: personale (“Ho scoperto cos’è ridere sul set”) e tecnico. Si tratta infatti, con l’eccezione di brevissimi segmenti all’inizio e alla fine della pellicola, di un lunghissimo piano-sequenza, due ore senza stacchi di montaggio che non rispettano le regole del tempo: attraversando una porta potrebbero essere trascorse due ore, dopo un movimento di macchina ci si può ritrovare avanti di un giorno. E in questo magnifico viaggio della cinepresa convivono la realtà oggettiva e la realtà “altra”, quella che nasce e muore nella mente del protagonista, filtro attraverso cui passano le vicende prima di giungere a noi. L’immaginazione valica i suoi argini e straripa nella quotidianità, e lo fa in maniera così sotterranea e spontanea da passare quasi inosservata finché non si dilata a tal punto da prendere il sopravvento.
Girare un film in questo modo implica una capacità organizzativa eccezionale, per fare in modo che tutto proceda senza interruzioni con la massima precisione possibile: Iñarritu ha provato per mesi ogni movimento di macchina. È stata una dura prova anche per gli attori, avendo a disposizione un solo shot, ma tutti hanno dimostrato una bravura davvero eccezionale, dal primo all’ultimo, a partire da Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts, Amy Ryan e Zach Galifianakis; si sono destreggiati in registri diversi ottenendo il massimo dei risultati.

La frase:
"A thing is not a thing, not what is said about a thing".

Cattivi vicini (Neighbors)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  96 min
Regista  Nicholas Stoller
Attori  Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne, Elise Vargas, Zoey Vargas, Brian Huskey, Lisa Kudrow, Ike Barinholtz, Dave Franco, Christopher Mintz-Plasse, Jake Johnson, Carla Gallo, Jason Mantzoukas
Ubicazione  File
Descrizione  Secondo tutte le apparenze, i neo genitori Mac (Rogen) e Kelly Radner (Byrne) stanno vivendo il classico sogno americano, arricchito dalla nascita di un'adorabile bambina e da una bella casetta nuova di zecca nei quartieri residenziali fuori città. Nonostante tutto, questi due trentenni vogliono ancora illudersi di essere rimasti, nel loro piccolo, ancora giovani e ribelli. Una fase che si rivelerà una sfida critica, come accade sempre (o solo a volte) ai festaioli impenitenti che si trovano a dover affrontare un ostacolo inevitabile: l'arrivo dell’età adulta. Quando Mac e Kelly scoprono la notizia dell'arrivo dei nuovi vicini, dozzine di confratelli della congrega Delta Psi Beta guidati dal carismatico presidente Teddy Sanders (Efron), decidono di provare a stare al gioco e sfruttare il meglio da una situazione che sembra essere una manna dal cielo. Ma le feste dei confratelli cominciano a raccogliere sempre più adepti, arrivando a divenire celebrazioni dalle dimensioni epiche. Così entrambe le parti iniziano a irrigidirsi sulle proprie posizioni, arrivando a sabotaggi, minacce e continui screzi che danno il via a una guerra che potrebbe durare secoli.
Commento  E guerra sia! Da una parte lo schieramento vede i coniugi Mac e Kelly Radner, con tanto di pargoletta di nome Stella, mentre sul fronte opposto abbiamo Teddy Sanders con il resto della confraternita universitaria di cui è presidente e che si è appena trasferita nella casa affianco alla famigliola felice.
Due generazioni, neanche poi così lontane anagraficamente parlando, che si scontrano nella commedia di Nicholas Stoller che riprende lo stile di pellicole come il fortunato “Una notte da leoni”, e sequel, e “Project X - una festa che spacca”.

Sherlock Holmes (Sherlock Holmes)
3/4
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Genere  Azione, Mistero, Drammatico
Paese  Regno Unito, Australia, U.S.A.
Anno  2009
Durata  130 min
Regista  Guy Ritchie
Attori  Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong, Kelly Reilly, Eddie Marsan, James Fox, Hans Matheson, Geraldine James, William Houston
Ubicazione  File
Descrizione  Un'avventura decisamente movimentata, vede come protagonisti Sherlock Holmes ed il suo fidato e fedele collega Watson. Vedremo l'ispettore sotto un aspetto decisamente diverso da quello che, nell'immaginario di tutti, é il classico Sherlock Holmes; potremo apprezzare le sue abilità nelle arti marziali e nella lotta mentre cerca di sconfiggere un nemico che trama contro l'Inghilterra...
Commento  Spiazzante rivisitazione di un mito che lascia basiti e perplessi soprattutto per la prima metà del film. Infatti, pur venendo incontro alla lettura piuttosto "pulp" del personaggio di Sherlock Holmes offerta da Guy Ritchie, vedere il detective con la pipa calcolare mentalmente i colpi da infliggere ai propri avversari, per poi farli fuori a suon di pugilato, non è che convinca poi tantissimo. Insomma, non è Fight Club, verrebbe da dire... e neppure Ken il guerriero... Nondimeno, superata la confusione iniziale, il film cattura per molte ragioni diverse e allo stesso tempo valide. Finendo per tenere incollati anche gli spettatori più scettici.
Innanzitutto c’è un cast perfettamente equilibrato nelle forze, sia maschili che femminili, formato da Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams e Kelly Reilly. Ponendo al centro di un ideale palco il protagonista Holmes, attorno a lui gli attori si muovono fluidi e in modo convincente, sempre. Inoltre, c’è una sceneggiatura che, anche se banale, omaggia i racconti di Doyle alla perfezione re-interpretando con appassionato coraggio le pagine scritte. E infine la regia. Qui Guy Ritchie, che anche in quest’occasione non rinuncia a certi suoi "marchi di fabbrica", sembra essere particolarmente ispirato sia dalla trama che dall’ambientazione. Degne di nota alcune scene (il varo della nave e l’esplosione nella vecchia fabbrica) che non sono solo allenamenti stilistici, ma anche vero Cinema.
Insomma, è sicuramente nata una nuova saga al cinema.

Basquiat (Basquiat)
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Genere  Biografico
Paese  USA
Anno  1996
Durata  106 min
Regista  Julian Schnabel
Attori  Jeffrey Wright, David Bowie, Dennis Hopper, Gary Oldman, Michael Wincott, Benicio Del Toro, Christopher Walken, Willem Dafoe...
Ubicazione  File
Descrizione  Jean-Michel Basquiat è un giovane artista di strada newyorkese. Il fortuito incontro con Andy Warhol lo proietta repentinamente nel sofisticato milieu delle gallerie d'arte di Soho; ma questo ambiente, pervaso di cinismo e di opportunismo, non fa per Jean-Michel: che nonostante l'amore di Gina, la sua ragazza, cade preda di uno stato depressivo che si aggraverà con la scomparsa di Warhol e lo porterà - a soli 27 anni - a un'ultima, fatale overdose di eroina.
Commento  L'artista Schnabel esordisce alla regia con questa parabola "esemplare" sulla vacuità delle fortune umane, visivamente interessante ma appesantita da un'eccessiva propensione alla metafora.

Jurassic Park (Jurassic Park)
4/4
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Genere  Azione/Avventura
Paese  Usa
Anno  1993
Durata  125 min
Regista  Steven Spielberg
Attori  Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum, Richard Attenborough, Bob Peck, Martin Ferrero, B.D. Wong, Samuel L. Jackson
Ubicazione  File
Descrizione  Grazie ad un rivoluzionario processo di ingegneria genetica, l'imprenditore John Hammond, fa clonare una ricca gamma di rettili preistorici dal Dna di dinosauri estinti. Questa è l'idea per uno straordinario parco dei divertimenti. Per testare il sistema di sicurezza, il miliardario Hammond ingaggia un trio di scienziati, i legali degli azionisti del parco e un paio di nipotini, affinché perlustrino in anteprima il grandioso parco, ma non tutto andrà bene.
Commento  

Il mondo perduto - Jurassic Park (The lost world: Jurassic Park)
3/4
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Genere  Azione/Avventura
Paese  Usa
Anno  1997
Durata  124 min
Regista  Steven Spielberg
Attori  Jeff Goldblum, Julianne Moore, Pete Postlethwaite, Arliss Howard, Richard Attenborough, Vince Vaughn, Camilla Belle
Ubicazione  File
Descrizione  Una squadra di ricerca è stata mandata nell'isola di Jurassik Park per portare delle specie animali nel parco di San Diego. Ma altri animali pericolosi si sono riprodotti...
Commento  Sarà perché da un sequel ci si aspetta sempre di meno, ma la seconda parte di "Jurassic Park" non è male. La prima parte è bella e compatta, la seconda, in città, cita la serie B anni '50 ed è più scontata.

Le avventure del barone di Munchausen (The adventures of baron Munchausen)
4/4
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Genere  Commedia
Paese  Gran Bretagna
Anno  1989
Durata  126 min
Regista  Terry Gilliam
Attori  John Neville, Eric Idle, Sarah Polley, Oliver Reed, Charles McKeown, Winston Dennis
Ubicazione  File
Descrizione  In una piccola città portuale alla fine del Settecento, una compagnia teatrale mette in scena le gesta del barone Munchausen, sino a quando sul palco non sale il "vero" barone..
Commento  

Tutto può cambiare (Begin Again)
4/4
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2014
Durata  104 min
Regista  John Carney
Attori  James Corden, Keira Knightley, Mark Ruffalo, Adam Levine, Hailee Steinfeld, Mos Def, Karen Pittman, Paul Romero, Catherine Keener, Andrew Sellon
Ubicazione  File
Descrizione  Greta (Keira Knightley) e il suo storico fidanzato Dave (Adam Levine) si conoscono fin dai tempi del college e suonano insieme. Quando lui ottiene un contratto discografico da una major partono insieme alla volta di New York. Il rapido e travolgente successo porta, però, Dave ad allontanarsi da Greta, che si ritrova così sola e infelice, con una vita da ricostruire. La svolta per lei arriva per caso, quando Dan (Mark Ruffalo), un produttore discografico che ha appena perso il lavoro, la sente cantare in un locale dell'East Village e viene conquistato dal suo talento. Questo fortunato incontro è lo spunto per il ritratto, incantevole, di una reciproca collaborazione che trasforma le vite dei protagonisti, sullo sfondo di un'estate newyorkese accompagnata da una colonna sonora che si preannuncia uno degli ingredienti centrali della pellicola.
Commento  Una storia che racconta il potere della musica, in grado di cambiare la vita e il destino di due persone in difficoltà.
Attingendo dal suo passato di musicista professionista, attività svolta prima di avvicinarsi all’universo della Settima arte per il quale ha diretto, tra gli altri, il vincitore dell’Independent Spirit Award come film straniero “Once” (2006), aggiudicatosi anche il premio Oscar per la migliore canzone, è questo che l’irlandese John Carney intende trasmettere attraverso la sua personale visione di New York.
Una New York in cui Dan Mulligan, ex dirigente di un’etichetta musicale interpretato dal sempre grande Mark Ruffalo, assiste per caso ad una esibizione nell’East Village della giovane Greta alias Keira Kneightley, cantautrice da poco trasferitasi nella metropoli insieme al fidanzato Dave, ovvero l’Adam Levine leader e voce dei Maroon 5, il quale ha ricevuto un’offerta da un colosso dell’industria delle note.
Offerta che ha provveduto a portargli la celebrità e le tentazioni che hanno finito, però, per incrinare i rapporti con la compagna, che, sola e sconfortata, colpisce con il suo talento, appunto, Dan, tanto da essere spinta dallo stesso a continuare a portare avanti il proprio sogno canoro.
Perché, mentre apprendiamo la difficile situazione dell’uomo, il cui matrimonio sta andando in pezzi, e assistiamo al legame con la figlia, è la vicenda di due individui destinati ad aiutarsi reciprocamente a cambiare, quella che prende forma fotogramma dopo fotogramma.
Una vicenda dal sapore vagamente alla Woody Allen che, con i due impegnati a mettere in piedi la struttura necessaria per incidere un disco tramite il ricorso a pochissimi soldi e tantissima voglia di fare, prende avvio in maniera decisamente fiacca, per poi sfoderare la sua parte migliore proprio nel corso della ricerca dei diversi strumentisti.

Sotto Assedio - White House Down (White House Down)
2/4
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Genere  Azione, Drammatico
Paese  U.S.A.
Anno  2013
Durata  130 min
Regista  Roland Emmerich
Attori  Channing Tatum, Jamie Foxx, Maggie Gyllenhaal, James Woods, Rachelle Lefevre, Richard Jenkins, Joey King, Garcelle Beauvais, Lance Reddick, Jason Clarke
Ubicazione  File
Descrizione  L’agente della polizia di Washington John Cale (Channing Tatum), si vede negato il lavoro dei suoi sogni con i Servizi Segreti per la protezione del Presidente James Sawyer (Jamie Foxx). Non volendo deludere la sua bambina, John la porta a fare una visita alla Casa Bianca, quando l’intero complesso viene preso d’assalto da un gruppo armato paramilitare. Con il governo nazionale nel caos ed il tempo che scorre inesorabile, ora sta a Cale salvare il Presidente, sua figlia, e il Paese.
Commento  Una sceneggiatura del genere non avrebbe potuto finire che nelle mani di Roland Emmerich, il regista tedesco più americano del mondo, re del genere catastrofico ("Independence Day", "The day after tomorrow"). E difatti qui, tra esplosioni, combattimenti, sparatorie e inseguimenti, Emmerich trova il terreno ideale per il suo cinema.
La prima parte del film, tesa a gettare le basi drammatiche della storia come pretesto per dare forza alle successive sequenze d’azione, risulta essere nettamente inferiore alla seconda, in cui la vena blockbuster del regista emerge in tutta la sua forza. Sia chiaro, durante tutte le due ore e dieci si respira aria di déjà vu, non c’è nulla di originale, ma Emmerich riesce a sfruttare con successo un linguaggio già utilizzato infinite volte per creare puro intrattenimento, senza pretesa alcuna.
I personaggi hanno delle caratterizzazioni superficiali, imbevute di stereotipi (quasi tutti stanno vivendo o hanno vissuto un dramma familiare) e a tratti persino irritanti (l’improbabile passione di un’undicenne per la Casa Bianca e la politica). Il cast comprende, oltre ai due protagonisti Channing Tatum e Jamie Foxx, Maggie Gyllenhaal, Richard Jenkins e Jason Clarke.
Come in molti altri film di Emmerich, ma in maniera molto più evidente, sono presenti riferimenti alla situazione politica contemporanea. D’altronde qui si ipotizzano – estremizzandole - le conseguenze che avrebbe oggi il rientro in patria dell’esercito americano dal Medio Oriente. E questo scenario ipotetico, evidente fin dai primi minuti, prevede una forte opposizione dell’industria bellica statunitense. La sceneggiatura di James Vanderbilt, acquistata dalla Sony Pictures per l’esorbitante cifra di tre milioni di dollari, funge dunque sia da forte critica verso la società americana, sia da portavoce di un acceso patriottismo, che il regista non si sforza di attenuare, costellando il film di svolazzanti bandiere a stelle e strisce. Come non riconoscere, poi, nel Presidente democratico di colore, Barack Obama?
Emmerich diverte e si diverte, tra autocitazioni ("Questa è l’ala della Casa Bianca che viene distrutta in Independence Day") e aperture all’umorismo. Il prodotto finale è un blockbuster di buona qualità, che procede in crescendo e che, una volta raggiunta la tensione adatta a mantenere viva la partecipazione dello spettatore, la mantiene fino alla fine.

Rush (Rush)
4/4
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Genere  Azione, Drammatico, Sport
Paese  U.S.A.
Anno  2013
Durata  123 min
Regista  Ron Howard
Attori  Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Alexandra Maria Lara, Olivia Wilde, Pierfrancesco Favino, Natalie Dormer, Rebecca Ferdinando, Tom Wlaschiha, Rain Elwood, Joséphine de La Baume
Ubicazione  File
Descrizione  Ambientato negli anni d’oro della Formula 1, ricchi di sensualità e glamour, Rush mette in scena l’emozionante e vera storia del carismatico Hunt e del metodico e geniale Lauda, due dei più celebri rivali che il mondo dello sport abbia mai conosciuto. Mostrandoci le loro vite private e le loro lotte fuori e dentro le piste del Grand Prix, Rush segue i due piloti impegnati in una sfida verso un loro punto di rottura, fisico e psicologico, dove non esiste alcuna scorciatoia per la vittoria e non sono ammessi errori.
Commento  Come ben sapranno i seguaci irriducibili dei bolidi fiammanti, il pilota austriaco Niki Lauda trionfò nel 1975 al campionato di Formula 1 alla guida di un motore Ferrari, ponendo così fine all’egemonia della Ford, durata sette anni, e rendendo tale vittoria il presupposto per la drammatica stagione dell’anno successivo.
Stagione che il vincitore del premio Oscar Ron Howard, su sceneggiatura del Peter Morgan già curatore dello script per il suo "Frost/Nixon - Il duello" (2008), racconta all’interno del grande schermo ponendo il Daniel Brühl di "Bastardi senza gloria" (2009) nei panni del succitato tre volte campione del mondo e il Chris Hemsworth di "Thor" (2011) in quelli del suo rivale inglese James Hunt.
Intransigente, geniale e metodico il primo, carismatico, talentuoso playboy portato per gli eccessi il secondo, sono i protagonisti degli anni d’oro dello sport che avrebbe dato in seguito notorietà ad Ayrton Senna, traboccanti sensualità e glamour; mentre la Alexandra Maria Lara de "La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler" (2004) e la Olivia Wilde di "Cowboys & aliens" (2011) provvedono a incarnare le loro rispettive compagne Marlene e Suzy.

Avatar (Avatar)
3/4
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Genere  Azione, Fantascienza, Thriller
Paese  U.S.A.
Anno  2009
Durata  166 min
Regista  James Cameron
Attori  Sam Worthington, Zoe Saldana, Laz Alonso, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Michael Biehn, Wes Studi, Joel Moore, CCH Pounder
Ubicazione  File
Descrizione  Jake Sully, é un ex marine costretto a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante la disabilità fisica, nel cuore Jake è rimasto un combattente. Viene arruolato e, dopo un viaggio di alcuni anni luce, raggiunge l'avamposto degli umani su Pandora, dove un consorzio di aziende è impegnato nell'estrazione di un raro minerale, indispensabile per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l'atmosfera di Pandora è tossica, è stato sviluppato il Programma Avatar, che permette di collegare la coscienza umana a un avatar, cioè un corpo biologico guidato a distanza, in grado di sopravvivere all'atmosfera letale del pianeta. Questi avatar sono ibridi geneticamente modificati in cui il DNA umano è stato mescolato con quello della popolazione indigena di Pandora... i Na'vi. Rinato nel corpo di un avatar, Jake può camminare di nuovo e dare inizio alla missione che gli è stata assegnata: infiltrarsi nel mondo dei Na'vi, che sono diventati un serio ostacolo per le attività estrattive del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na'vi, Neytiri, gli salva la vita e questo cambia tutto. Jake viene accolto nel suo Clan e impara ad essere uno di loro, dopo avere superato molte prove e vicissitudini. Man mano che il rapporto tra Jake e la riluttante insegnante Neytiri si approfondisce, l'uomo impara a rispettare i Na'vi e il mondo in cui vivono e, alla fine, si schiera dalla loro parte. Presto Jake dovrà affrontare la prova finale, guidando i Na'vi in una battaglia epica che deciderà il destino di un mondo intero.
Commento  Si dice che d’ora in poi nella storia del cinema si parlerà di un "ante-Avatar" e di un "post-Avatar". Di certo quasi tutte le storie possibilmente immaginabili sono state raccontate sul grande schermo, quindi la definizione di apertura ("post e ante Avatar") può riferirsi ad un solo aspetto: quello tecnico. La tecnologia con cui è stato realizzato "Avatar" è già un punto di partenza di tanti film del presente e lo sarà sempre più per quelli del futuro, così come lo sono stati la trilogia di "Il signore degli anelli" (2001) e "Jurassic Park" (1993). Se vi dicessimo che la novità è il 3D potreste obiettare che è già da tempo che arrivano film su grande schermo arricchiti da questo rinnovato formato. La ragione però è che, nonostante Cameron sia stato con "Avatar" il primo regista a lavorare sul nuovo 3D, mentre realizzava il suo film le scoperte tecniche sono state così frequenti e così qualitativamente alte, che ha preferito rimandarne l’uscita per renderlo visivamente più affascinante di quanto già non fosse. Dalla scrittura della sceneggiatura all’uscita di "Avatar" sono passati tredici anni e nel frattempo molte produzioni hanno utilizzato gli studi fatti dalla troupe di Cameron per realizzare film con meno pretese, ma sempre in 3D. Cameron è un ambizioso, quando vinse undici Oscar per "Titanic" (record sia di statuette che di incassi della storia del cinema) disse "Sono il re del mondo". Presuntuoso? Senza dubbio. Ma ben vengano i presuntuosi quando spingono più in là i limiti dell’arte. Cameron è stato uno dei primi registi, assieme a Peter Jackson e Robert Zemeckis, a lavorare sulla "performance capture" (la tecnica che cattura, attraverso dei sensori, le espressioni del viso di un attore e le riporta su di un personaggio virtuale, come Gollum o le figure di "Polar express" ad esempio) e il risultato è che oggi come oggi non ci sono più limiti ai movimenti della macchina da presa o alle azioni di un attore.
"Avatar" nasce da queste premesse e non solo. Così come lo spettatore è invitato a indossare gli occhialetti ed entrare in un nuovo tipo di cinema, così la storia raccontata ha al suo centro il viaggio di un uomo dentro un nuovo mondo d’immagini e colori. Il marine dell’esercito che comanda a distanza un "Avatar", ovvero un umanoide tale e quale alle figure che abitano il pianeta di Pandora, compie un analogo percorso a quello dello spettatore con le lenti davanti gli occhi. Insomma, Cameron non si limita a utilizzare la tecnologia, ma la racconta. Il bello è che allo stesso tempo la trama da lui narrata è più che mai vicina al mito del buon selvaggio: il progresso portato dagli umani è identificato con il male. I buoni sono invece i neo-indiani Na’-vi, creature in pace con quella natura da cui traggono forza e benessere. Forse la lunghezza è eccessiva per un racconto che scopre ben presto le proprie carte, ma la capacità di Cameron di immaginare e ricreare non solo un intero mondo e le sue creature, merita qualche minuto in più anche di semplice osservazione. Ne paga l’aspetto emozionale della pellicola: si entra in Pandora, ma non nei suoi personaggi, almeno non fino in fondo. Non si può però pretendere tutto: per fortuna il cinema ha ancora margini per migliorare sé stesso e non è detto che debbano essere per forza in 3D.

Io, Robot (I, Robot)
3/4
Genere  Thriller, Azione
Paese  U.S.A.
Anno  2004
Durata   min
Regista  Alex Proyas
Attori  Will Smith, Bridget Moynahan, Bruce Greenwood, James Cromwell, Chi McBride, Alan Tudyk, Shia LaBeouf
Ubicazione  File
Descrizione  Corre l'anno 2035, e i robot sono diventati ormai un normale articolo domestico. L'unico a vederci qualcosa di strano è il detective Spooner che seguendo delle ricerche scopre nei robot una minaccia per la razza umana.
Commento  Al di la della spesa di marketing della USR, e di tutte le altre multinazionali che hanno esposto il loro bel "brand" in questa libera trasposizione cinematografica dei racconti di Asimov, Io robot è ben concepito e soprattutto credibile grazie alla sua ambientazione da "prossimo futuribile" piuttosto che da fantascienza sfrenata.L'intento della USR è quello di far si che nel mondo ci sia almeno 1 robot ogni 5 umani. I robot sono il futuro: aiutano nei lavori pesanti, fanno compagnia e sono affidabili al 100%. Questo grazie alle tre leggi della robotica stabilite dal professor Lanning:
1. un robot non puoi mai arrecare danno ad un essere umano o far si che attraverso la sua inattività un essere umano possa restare ferito;
2. un robot deve obbedire agli ordini di un essere umano a meno che non contrastino con la prima legge;
3. un robot deve proteggere la sua esistenza a meno che questo non contrasti con la prima o la seconda legge.
Del Spooner (Will Smith) è un poliziotto che, a differenza del resto del mondo, non crede che i robot siano delle macchine così perfette. Questa sua ossessione gli crea non pochi problemi al lavoro, ma allo stesso tempo fa si che quando il Prof. Lanning viene trovato morto, sia lui il primo ad essere chiamato.
L'apparente suicidio di Lannig non convince assolutamente Spooner che decide di indagare sul caso affiancato dalla Dr.sa Calvin (Bridget Moynahan). Decisamente più thriller che azione, il film mutua tutta l'atmosfera del racconto di Asimov ad eccezione della figura della dottoressa Calvin che è un po' troppo emotiva rispetto all'originale. La regia di Proyas (Dark City) ci restituisce una Chicago del 2035 molto credibile anche grazie al dipartimento degli effetti speciali.
I robot progettati dallo scenografo Tatopulos (Indipendence Day) sono antropomorfi e particolarmente flessuosi, modellati sull'archetipo del ballerino Paul Mercurio. Il robot dotato di un ego, Sonny, è invece l'attore Alan Tudyk, su cui poi ha pesantemente lavorato il dipartimento degli effetti speciali guidato dalla Digital Domain.Un film che oltre all'aspetto spettacolare indaga sull'essenza dell'essere. Cosa ci rende vivi? Le emozioni, il pensiero, la possibilità di scegliere... Sonny in realtà è in grado di fare tutto ciò ed è proprio questo che non lo rende più un robot, ma qualcosa di diverso.

Curiosità: la macchina di Spooner nel film è una Audi RSQ realizzata appositamente in unico esemplare.

La chicca: il gatto del dottor Lanning si chiama "Asimov" (guardate la targhetta).

Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet)
3/4
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Genere  Drammatico
Paese  Svezia
Anno  1956
Durata  95 min
Regista  Ingmar Bergman
Attori  Gunnar Björnstrand, Bengt Ekerot, Nils Poppe, Max von Sydow, Bibi Andersson, Inga Gill
Ubicazione  File
Descrizione  E' il racconto di una singolare partita a scacchi di un cavaliere crociato con la morte, accompagnata da una serie di visioni metaforiche..
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Hannah Arendt (Hannah Arendt)
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Genere  Drammatico
Paese  Germania, Lussemburgo, Francia
Anno  2012
Durata  114 min
Regista  Margarethe von Trotta
Attori  Barbara Sukowa, Axel Milberg, Janet McTeer, Julia Jentsch, Ulrich Noethen, Michael Degen, Megan Gay, Nicholas Woodeson
Ubicazione  File
Descrizione  Scappata dagli orrori della Germania nazista, la filosofa ebreo-tedesca Hannah Arendt nel 1940 trova rifugio insieme al marito e alla madre negli Stati Uniti, grazie all'aiuto del giornalista americano Varian Fry. Qui, dopo aver
lavorato come tutor universitario ed essere divenuta attivista della comunità ebraica di New York, comincia a collaborare con alcune testate giornalistiche. Come inviata del New Yorker in Israele, Hannah si ritrova così a seguire da vicino il processo contro il funzionario nazista Adolf Eichmann, da cui prende spunto per scrivere La banalità del male, un libro che andrà incontro a molte controversie.
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Pensavo fosse amore invece era un calesse (Pensavo fosse amore invece era un calesse)
4/4
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Genere  Commedia
Paese  Italia
Anno  1991
Durata  100 min
Regista  Massimo Troisi
Attori  Massimo Troisi, Francesca Neri, Angelo Orlando, Marco Messeri, Natalia Bizzi, Alessia Salustri, Nuccia Fumo
Ubicazione  File
Descrizione  Tommaso e Cecilia sono prossimi al matrimonio, ma per un anniversario dimenticato,Cecilia tronca la loro relazione e s'innamora dell'allegro e premuroso Enea. Alla fine...
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Come ammazzare il capo... e vivere felici (Horrible Bosses)
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Genere  Commedia
Paese  U.S.A.
Anno  2011
Durata  100 min
Regista  Seth Gordon
Attori  Jennifer Aniston, Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Colin Farrell, Jamie Foxx, Kevin Spacey, Julie Bowen, Donald Sutherland, Lindsay Sloane, Kevin Pennington, John Francis Daley
Ubicazione  File
Descrizione  L'unica cosa che darebbe un po' di sollievo alle atroci giornate di lavoro di Nick, Kurt e Dale sarebbe ridurre a brandelli i loro atroci capi. Licenziarsi non é certo un'alternativa e così, con l'aiuto di qualche drink di troppo e i consigli di un delinquente da quattro soldi, improbabile mentore dei cospiratori, screditato persino tra i delinquenti del quartiere, i tre amici mettono in piedi un piano complicato ma apparentemente infallibile per liberarsi dei loro rispettivi datori di lavoro… una volta e per tutte.
C'é un solo problema: anche il più infallibile dei piani non può reggere, se ad architettarlo sono tre "geni"...
Commento  Come ammazzare il capo e vivere felici riguarda proprio quello 0,01 per cento di casi in cui il capo fa una brutta fine.
Nick, Dale e Kurt sono tre amici con un problema in comune: tutti e tre hanno un datore di lavoro che rende la loro vita un inferno. Uno è uno psicopatico che esercita il proprio potere con crudeltà e sadismo, il secondo è un idiota che prende il proprio lavoro come un bancomat per foraggiare piaceri immorali e la terza è una ninfomane che vuole dominare sessualmente i propri sottoposti. La soluzione è semplice: eliminare la fonte del problema.
Questo film rientra nel filone demenziale a pieno titolo, personaggi e situazioni sono al di fuori della realtà e i tentativi dei tre amici di portare a termine il proprio piano criminali sono catastrofici e grotteschi. Nel tentativo di alleggerire la portata del problema (l'omicidio di un capo), i personaggi principali, mediamente ragionevoli nelle situazioni quotidiane, diventano di un'idiozia disarmante quando sono alle prese con il delitto. Nonostante qualche particolare francamente gratuito, Come ammazzare il capo strappa più di qualche risata a cuor leggero.
La curiosità più forte di questo film è la partecipazione di attori dal pedigree notevole a un prodotto molto leggero. Così possiamo vedere Kevin Spacey, Colin Farrell e Jamie Foxx nel ruolo di personaggi assurdi e molto diversi dai ruoli cui ci hanno abituato.
Colin Farrell nel ruolo del cocainomane con riporto fissato con una fascinazione per l'oriente assolutamente kitsch vince su tutti.

Codice: Swordfish (Swordfish)
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Genere  Azione/Thriller
Paese  Usa
Anno  2001
Durata  99 min
Regista  Dominic Sena
Attori  John Travolta, Hugh Jackman, Halle Berry, Don Cheadle, Vinnie Jones, Sam Shepard.
Ubicazione  File
Descrizione  Un potente e pericoloso agente dei servizi segreti (Travolta), costringe un espertissimo hacker a collaborare con lui nel furto di 60 milioni di dollari dai fondi segreti del governo. In cambio egli avrà la custodia della figlia che gli è stata tolta, e potrà così iniziare una nuova vita.
Commento  

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